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Venerdì 21 Settembre 2018

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La visita ai campi di Auschwitz e Birkenau

La visita ai campi di  Auschwitz e Birkenau

Il comitato regionale (CGIL e CISL) organizza ogni anno il progetto "Il treno della memoria". Di seguito il reportage degli studenti che hanno partecipanti al viaggio-studio ad Auschwitz-Birkenau organizzato dai sindacati CGIL, CISL, UIL (Cremona) dal 10 al 14 marzo. Quest'anno sul treno viaggiava anche Francesco Guccini. Da Cremona è partita solo una delegazione di alunni del Manin (3 A classico e 3 A linguistico) accompagnati dalla Ilaria Spotti.

Hanno partecipato: Federica Barcellari, Sofia Barezzani, Francesca Brusaferri, Valeria Carlino, Emma Federici, Matteo Fulcini, Camilla Maffini, Camilla Parrino, Anna Stagnati, Simone Bodini, Sara Pazzaglia, Alice Santini, Anita Brembilla, Alice Tenconi, Sara Ulisse.

CRACOVIA - La visita ai campi di concentramento è stata divisa in due parti: al mattino abbiamo visitato Auschwitz I e al pomeriggio Birkenau. L’ingresso di Auschwitz I è caratterizzato dalla celeberrima scritta “Arbeit macht frei” (il lavoro rende liberi) dietro la quale si trovano le baracche in muratura, nelle quali attualmente è allestito un grande museo, all’interno del quale abbiamo potuto vedere reperti, immagini e documenti che testimoniano i fatti accaduti. Sono stati proprio gli oggetti personali dei detenuti a scaturire in noi le emozioni più forti. Quando a scuola si studiano i fatti non ci si rende davvero conto di ciò che è successo, mentre la visita al museo ci da realmente un assaggio della quantità di vite spezzate. Sulle pareti, inoltre, ci sono tantissime fotografie dei deportati: siamo rimasti molto colpiti alla vista di tante persone che avevano ancora un aspetto normale ma il terrore negli occhi. Un’altra cosa che molto ci ha colpiti sono stati i disegni dei bambini, fa molta impressione notare come la loro innocenza fosse stata contaminata dall’idea di morte sempre presente nel campo. A Birkenau invece si nota un’atmosfera completamente diversa: varcata la soglia la prima cosa che abbiamo notato è l’estensione del campo, quasi non si vede la fine ed è tutto circondato da filo spinato, anche le baracche sono molto diverse da quelle di Auschwitz I infatti sono in legno e molto più grandi. Tutto trasmette idea di desolazione e si è pervasi da un’incolmabile angoscia. Al termine della visita si è tenuta una cerimonia commemorativa in cui hanno parlato un organizzatore del viaggio, una ragazza croata e un’italiana. Il messaggio trasmesso era che non ci sono parole per descrivere ciò che è successo, si può solo ricordare, per evitare che non accada nuovamente.

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21 Marzo 2016