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Venerdì 16 Novembre 2018

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'Padroni delle nostre vite'

Le recensioni sono state realizzate dagli studenti della 3A classico in occasione della rappresentazione al teatro Monteverdi della pièce che racconta la vita di Pino Masciari, uno dei primi testimoni di giustizia in Italia. Una produzione SciaraProgetti, sul palcoscenico Ture Magro e dieci attori virtuali

'Padroni delle nostre vite', a cura della 3 A classico

Ture Magro in scena al teatro Monteverdi

1) IL CONTESTO STORICO

A fare da sfondo alla rappresentazione teatrale, un contesto storico significativo: il boom economico che ha portato all’industrializzazione del nostro Paese. Un processo eterogeneo che ha creato un netto divario tra nord e sud, accentuato anche dalla scarsa presenza di un’autorità politica centrale, presupposto che ha permesso alle famiglie più ricche e potenti di monopolizzare l’economia del territorio. La situazione va peggiorando tra gli anni ’50 e ‘60, decennio caratterizzato dallo sviluppo del commercio illegale di sostanze stupefacenti. È proprio grazie all’esportazione di cocaina, che queste grandi famiglie sono diventati gruppi di criminalità organizzata, in particolare in Calabria, questa prende il nome di ‘ndrangheta. Queste, approfittatosi di una situazione instabile, hanno mascherato attività illegali e legate al sostegno degli interessi dei singoli, come uno sbocco per un presunto progresso sociale, che non si è mai concretizzato completamente.

Ma siamo così sicuri che, per esempio la ‘Ndrangheta, sia solo un problema del Meridione? Oggi la Mafia è una potente agenzia di servizi che offre agli imprenditori in difficoltà grandi capitali e ne acquista le quote societarie, fino a prendere il controllo dell’intera attività. È chiaro che si sia enormemente evoluta: interagisce ed occupa ogni parte del territorio italiano, acquistando sempre maggiore stabilità. La presenza di Cosa Nostra e Camorra, diventa sempre più difficile da gestire, e anche nella nostra cara Lombardia la ‘Ndrangheta ricopre un ruolo indubbiamente importante, nonostante in molti ancora tentino di negare la sua presenza nella regione.

(Giulia Brillantino, Camilla Maffini, Enrico Galletti, Giorgia Rocco)

2) LA MAFIA

Chi pensa che la presenza di associazioni mafiose al nord non sia un problema che ci riguarda si sbaglia. Centoventiquattro sono gli immobili sequestrati con motivazioni di carattere mafioso in Lombardia, di cui sette solo a Cremona. Dunque chi ritiene che la malavita stia “al sud” dovrà ricredersi poiché tutta l’Italia ne è coinvolta, forse al nord le attività mafiose agiscono più nell’ombra ma spesso si sentono comunque eventi spiacevoli che ci fanno fortemente riflettere. Tuttavia il pericolo è sostanzialmente diminuito perché, come è stato detto durante lo spettacolo, maggiori sono i controlli ed i supporti da parte dello stato anche se purtroppo le cariche politiche sono spesso ancora infettate dalla mafia. Secondo noi per arrivare a rendere i cittadini più consapevoli ed attivi bisognerebbe discutere di più della mafia anche a scuola poiché spesso si ignora l’importanza di questo, anche se certamente se ne parla di più che in passato dove parlare della mafia era un tabù. Il racconto che abbiamo sentito su Pino Masciari ci ha particolarmente colpito, proprio essendo una storia vera, perché ci siamo resi conto di quanto la mafia influenzi la vita di un’intera popolazione, abbiamo forse iniziato a vedere la malavita come qualcosa di vicino a noi mentre prima la vedevamo come qualcosa di lontano, di distante. Ora come ora possiamo dire di avere una visione più completa e a tutto tondo di questo fenomeno.

(Federica Barcellari, Francesca Brusaferri, Giorgia Ascagni, Martina Annunziata, Matteo Fulcini)

3) LA VITA DI PINO MASCIARI

Pino Masciari è un imprenditore edile calabrese noto alla cronaca nazionale per essere diventato un testimone di giustizia. Negli anni '80 la sua impresa diventò una tra le più importanti dell'intera Calabria, tanto che iniziò ad attirare l'attenzione di associazioni mafiose. Infatti, esponenti della 'ndrangheta cominciarono ad avanzargli proposte sempre più insistenti, dall'assumere un operaio anziché un altro fino a pretendere grandi somme di denaro e una percentuale di ogni appalto. Di fronte ai continui rifiuti di Masciari, questi personaggi iniziarono prima a minacciarlo verbalmente, poi passarono ad atti intimidatori veri e propri, quali macchine incendiate, così come i luoghi di lavoro, fino ad arrivare a colpi d'arma da fuoco contro il fratello di Pino. Ma lui non cedette di fronte a tutto questo e si ribellò, denunciando tutto all'Autorità Generale. Fu talmente fermo nella sua decisione di non cedere ai ricatti che giunse al punto di dover chiudere tutte le sue imprese nella prima metà degli anni '90. Nell'Ottobre del 1997 con la moglie Marisa (medico odontoiatra) e i figli Francesco e Ottavia venne incluso nel programma speciale di protezione. Fu definito 'il principale testimone di giustizia italiano' dal procuratore generale Pier Luigi Vigna. Cominciò per lui un calvario, caratterizzato da accompagnamenti con veicoli non blindati, lasciato senza scorta in diverse occasioni e molto altro. Tutti questi episodi svelarono falle nel sistema di protezione e rischiarono di mettere a repentaglio la vita di Pino e della sua famiglia. Il 27 ottobre 2004 la Commissione Centrale del Ministero degli interni gli notificò il termine del programma speciale di protezione. Nonostante la revoca, si recò ugualmente in vari processi come testimone, seguendo il suo senso di dovere. Dopo aver anche optato per uno sciopero di fame e sete tra l'aprile e il maggio del 2009, nel 2010 concordò la conclusione del Programma Speciale di protezione in comune sintonia col Ministero dell'interno e diede così iniziò ad una fase completamente nuova della sua vita. Oggi Pino è un uomo libero, pur rimanendo 'sotto scorta'.

(Francesca Bottoni, Samuele Casarotti, Matteo Gatti, Dario Mancuso)

4) STRUTTURA E SCENOGRAFIA

Questa rappresentazione può essere interpretata come un incontro tra cinema e teatro. Tutti i personaggi, escluso il protagonista, sono infatti rappresentati tramite filmati pre-registrati, in modo da interagire con l’attore in scena. Questa scelta è data dalla volontà di incentrare l’attenzione del pubblico sul personaggio di Pino Masciari e sulla sua storia. Il comparto scenografico appare scarno ed essenziale, in quanto gli unici oggetti presenti in scena sono due sgabelli. La scenografia di fondo è resa da due pannelli su cui è proiettata l’ambientazione, composta da video di spezzoni di viaggi e servizi televisivi sulla 'crociata' di Pino. A fine spettacolo viene dato largo spazio all’interazione con il pubblico: gli spettatori hanno avuto modo di porre domande a Ture Magro, interprete del protagonista, così da suscitare spunti di riflessione nei ragazzi di tutte le età presenti.

(Andrea Assandri, Sofia Barezzani, Zoe Carini, Valeria Carlino, Giulia Zanoni) 

16 Febbraio 2016