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Giovedì 15 Novembre 2018

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testi della 3 A linguistico

Welcome to London

I ragazzi della 3A Linguistico in viaggio di studio: ecco i loro racconti

Welcome in London

Alla scoperta di Pompei
Il primo di Marzo, durante la gita scolastica a Londra, abbiamo intervistato Francesca, una ragazza che studia per prendere un dottorato di ricerca.
La studentessa si è presentata spiegando il suo ruolo: cercare di identificare la mano degli artisti di Pompei prima della catastrofica eruzione del 79 d.C.
Successivamente le abbiamo posto alcune domande:
Molti dicono che Pompei, dopo l’eruzione del Vesuvio, fu dimenticata, è stato veramente così?
«No, non è stata dimenticata. E’ stata completamente coperta e di conseguenza le persone la abbandonarono. Tutt’ora ci sono delle cose che sono ancora nel sottosuolo. Direi quindi che fu perduta».
Chi furono gli artisti e gli architetti più importanti dell’epoca?
«Loro non firmavano mai i loro lavori, sono sconosciuti. Inoltre c’è da precisare che non c’era differenza tra architetti e artisti poiché quando un architetto realizzava un edificio egli era anche responsabile delle decorazioni murarie all’interno di esso. I dipinti sulle mura sono le uniche forme di pittura che ci sono pervenute, dato che si sono conservate grazie all’eruzione».
I dipinti si trovano ancora tutti sulle mura delle case?
«La maggior parte di essi sì, però alcuni sono stati messi in esposizione al museo di Napoli».
C’erano differenze sociali tra uomini e donne?
«Nelle classi più elevate uomini e donne avevano due stili di vita completamente differenti: le donne stavano a casa con le loro madri e gli schiavi ed era il padre a decidere chi dovessero sposare. Gli uomini, solitamente, seguivano la carriera dei loro padri. In quanto alle classi inferiori sia uomini che donne lavoravano».
Quali erano le principali raffigurazioni dipinte sulle mura?
«Le scene maggiormente rappresentate erano quelle erotiche, come ad esempio rapporti tra dei».
Queste sono solo alcune delle domande fatte.
E’ stato un incontro interessante, abbiamo scoperto molte cose su Pompei e sull’arte prima dell’eruzione. Francesca inoltre è stata estremamente chiara nel rispondere alle nostre domande.
Mariavittoria Mantovani

Viaggi-studio all’estero: perché scegliere l’alloggio in famiglia
Stare in famiglia o prenotare una camera d’albergo?
Uno dei periodi dell’anno scolastico preferiti dai ragazzi è senza dubbio legato alla famosa ‘gita’. Tutti gli studenti, all'inizio della primavera, quando solitamente arriva il momento di partire, sono elettrizzati e cominciano da subito a creare liste su liste di cose da mettere in valigia: dai vestiti in primo luogo, alle scarpe, agli accessori e così via (quando si dice ‘viaggiare leggero’...).
Ma, cosa più importante forse, iniziano a chiedersi dove staranno durante la loro permanenza: famiglia o hotel?
Meglio specificare i pro e i contro dell'una e dell'altra scelta.
La permanenza in hotel sarebbe sicuramente più confortevole: ognuno avrebbe la sua camera, ogni giorno ci sarebbe qualcuno a rifare i letti, cambiare gli asciugamani e mettere a posto tutto quel leggero disordine che verrebbe necessariamente a crearsi in una camera di adolescenti. In casa, invece, non sarebbe tutto già servito. Infatti, il compito delle famiglie ospitanti è essenzialmente quello di fornire il pasto al rientro dello studente alla sera, il cosiddetto ‘packet lunch’ per le escursioni giornaliere e un tetto sotto cui dormire.
Considerando le finalità didattiche di questi viaggi-studio, che in particolare per un liceo linguistico si concretizzano nel miglioramento delle conoscenze linguistiche dei partecipanti, è da ritenersi preferibile la scelta del soggiorno in famiglia, in quanto dà la possibilità di relazionarsi con persone di diverse nazionalità, usanze e abitudini oltre a fornire un ambiente linguistico reale calato nella quotidianità.
Questo non accadrebbe in albergo: i gruppi di ragazzi italiani tenderebbero a riunirsi e tra di loro parlerebbero ovviamente solo in italiano, annullando, in qualche modo, gran parte dello scopo principale del viaggio.
Un’altra questione da considerare al momento della scelta è il fattore prezzo. Alloggiare in famiglia è sicuramente molto più conveniente che alloggiare in hotel.
Quali potrebbero essere però gli aspetti negativi della prima scelta?
Potrebbe capitare di trovarsi in una famiglia che non cucini esattamente prelibatezze, quindi serve un grande spirito di adattamento ed è fondamentale sapersi accontentare, d'altronde si tratta soltanto di qualche giorno, non è impossibile resistere!
Che fare, se poi la famiglia ospitante è completamente diversa dalla nostra? Ci si potrebbe trovare un po’ destabilizzati per quanto riguarda i modi di fare, le abitudini... e addirittura sentire la nostalgia di casa! In questi casi, l'unica soluzione è buttarsi senza pensarci troppo: se si è disposti a rischiare sarà un arricchimento personale e un’importante occasione di crescita.
Anna Stagnati

Attenti al fantasma
Nel periodo imperiale che parte dal 1509 fino alla sua morte nel 1547, Enrico VIIIvisse in un castello a Hampton Court, con la sua famiglia e la sua servitù.
Con la scuola ho avuto l’onore di poterlo visitare e poter immaginare come si vivesse a quel tempo. Oltre a vedere l’esterno, ho visitato anche diverse stanze. Quella che mi ha colpito di più è stata quella della regina. Dire solo regina può mandare in confusione poiché egli ha avuto ben 6 mogli dalle quali ha avuto figli ma non maschi, soltanto uno (Edoardo) che poi erediterà il potere, ma la camera che ho visto era quella della sua prima moglie. Il colore principale in questa stanza è l’oro, e sulla parete superiore sono stati rappresentate diverse divinità. Si può anche vedere come sul letto sia stato messo un specchio che veniva utilizzato a quel tempo e che è decorato di color oro e inoltre girando per la stanza si trovano dei mobiletti dove venivano riposti i gioielli. In altre stanze, per esempio quella dove si trovavano i troni del re e della regina e serviva per gli incontri con persone dell’alto rango, si trovano dei modelli che sono stati rivestiti con la plastica imitando i vestiti di quel tempo e ciò ha attirato molto la mia attenzione poiché dal vivo non avevo mai visto quei modelli di vestiti. Un’ altra parte del castello che mi è piaciuta molto è il grandissimo giardino che si può vedere da quasi tutte le camere del castello. Al centro di questo giardino si trova una fontana e ai lati ci sono dei grandi alberi, la cui forma è molto strana, ma allo stesso tempo intrigante poiché ai miei occhi apparivano come dei funghi. In fondo ci sono dei ‘piccoli’ parchi dove ci sono delle statue di diversi animali che da lontano sembravano veri e assomigliavano a un piccolo gregge di pecore però non ho avuto il tempo di poterli andare a vedere da vicino. Inoltre girando per il giardino si potevano notare diverse entrate verso altre parti del castello, per esempio il grande orto dove al suo tempo Enrico VIII faceva piantare diverse pianticelle o anche, per esempio, nella parte opposta dove lui teneva tutti i suoi cavalli.
Dall’altra parte dell’immenso castello c’erano le cucine e i diversi appartamenti. Entrando si poteva sentire il rumore di quando i cuochi tagliavano le diverse verdure o mettevano sul fuoco la carne per farla cucinare e ciò grazie a dei sensori che sono stati messi appositamente da coloro che ora controllano il palazzo. Ciò che mi ha colpito della cucina è stato quando, finalmente, è stato trovato un fuoco accesso e ci si poteva riscaldare ma sono stata attratta anche da cose davvero importanti come le ‘mense’ dove mangiava la servitù che erano molto grandi rispetto a ciò che fanno vedere alla televisione. Per mia sfortuna non ho potuto visitare il famoso labirinto per problemi di tempo ma i miei compagni che hanno potuto farlo mi hanno raccontato che è gigantesco e che si stavano per perdere se non fosse stato per la guida.
Io consiglio di andarlo a visitare perché è qualcosa di veramente pazzesco, meraviglioso e imparagonabile ai castelli che si trovano in Italia. Ma come raccontano in molti, sembra ci sia il fantasma di una delle donne di Enrico VIII che si aggira per il castello.
Giulia Cerfeda

British Museum from Egypt to Scandinavia
The first week of March, the classes 3rd A and 3rd C of Liceo Manin went to London on a school trip organised by the English teachers.
One of the main stages of the trip was the famous British Museum, one of the biggest and better known museum not just of United Kingdom but of the whole world, dedicated to human history, art and culture. The students were divided in four groups of about twenty people to literaly ‘explore’ this as huge as amazing place. In this article, in particular, we are going to talk about the Egyptian and the Viking departments. The Egiptian section is composed by many rooms which are allocated on two flors. This rooms are filled with thousand of findings from the age of Pharaohs, statues and mummies. The most remarkable of which are: the colossal bust of Ramesses II, the four black granite statues of the goddess Sakhmet, the siltstone obelisk of King Nactenebo, the coffins and mummies of the Ramesses’ wives and, of course the Rosetta Stone, key to the decipherment of Egyptian hyeroglyphs (196 BC room 4). Rosetta Stone statues of Sakhmet Egyptian Coffins. Another department, smaller but not less intresting is the one dedicated to the Norse and Anglo-Saxon populations. In this section is possible to see many things from the all day life as iron cauldrons and spoons to cook but also swords, daggers and shields which testimoniate the attitude to war and conquer of the bellicose Vikings. Particulary important are the findings of Sutton Hoo a ship burial of early 7th century discovered in the south-weast of England which testify the presence, in this period, of Anglo-Saxons in the ancient East Anglia. From this site come many precious artefacts but probably the most beautiful piece is the inlayed helmet in the shown in the following picture.
Filippo Ferrari

British Museum: luogo di incontro con le nostre origini
Dal giorno 29 Febbraio al 5 Marzo 2016 la classe terza sezione A del liceo linguistico Daniele Manin di Cremona si è recata a Londra per uno Stage linguistico. Durante questa settimana gli alunni hanno vissuto con delle famiglie inglesi, imparando la loro cultura, tradizioni e la loro vita all’interno della casa. Durante il soggiorno nella città inglese i ragazzi hanno avuto l’occasione di visitare il British Museum, moderno e antico allo stesso tempo e sede di varie esibizioni e mostre riguardanti i più svariati argomenti, tra cui la vita nelle varie epoche della storia umana. Gli alunni si sono concentrati in particolare sulla vita domestica nell’antica Roma, volendo confrontare il passato e il presente e approfondire i temi su cui avevano lavorato precedentemente in ambito scolastico. Il museo, infatti, offre una visione completa di come si svolgeva la vita quotidiana nell’antica Roma e nel territorio romano, riuscendo perfettamente a rendere l’idea e facendo entrare i visitatori in un mondo lontano e antico, affascinando con la sua bellezza e lasciando senza fiato chiunque ammiri le opere delle civiltà scomparse, che però rimangono sempre vive, attuali e dalle quali bisogna sempre imparare.
La struttura mette a disposizione più di 400 oggetti provenienti da tutto l’impero romano e illustra ritrovamenti che coprono un periodo di circa 1000 anni, dalla fondazione di Roma nel 753 a.C., fino al 324 d.C., quando l’imperatore Costantino fondò la sua nuova e splendente capitale cristiana a Costantinopoli. I reperti in esposizione sono di diverso genere, si va infatti dalla pietra al metallo, da sculture di imperatori e divinità a gioielli, ceramiche, vetro e argenteria. Durante la visita guidata gli alunni hanno preso visione di diverse stanze contenenti reperti, scattando foto e scegliendo uno specifico tema su cui preparare una piccola presentazione e svolgendo un lavoro a gruppi, durante il quale è emerso il loro interesse per l’argomento.
Gli alunni sono rimasti molto soddisfatti dalla visita, hanno arricchito le loro conoscenze, approfondendo un argomento che hanno ritenuto essere molto interessante e utile, affermando inoltre che per poter capire il presente è necessario osservare il passato. Ed è proprio grazie a strutture come il British Museum che gli studenti di tutto il mondo hanno la possibilità di studiare le fondamenta delle loro diverse culture e usanze.
Claudia Pedroni

Fashion in Oxford and Regent Street
Si dice che Oxford Street sia la via dello shopping più affollata d’Europa. Si trova nella città di Westminster e si incrocia con Regent Street a
Oxford Circus. Quella che una volta era una strada romana, adesso è colma di negozi, più
di trecento, dai più economici ai più cari. Penso sia questo il motivo per il quale Oxford Street sia rimasta la principale meta della moda londinese
nel corso degli anni: si può andare da Primark e subito dopo dare una
sbirciata nella boutique di Michael Kors, passando anche da TopShop e Hollister. E’ una strada davvero molto lunga, circa 1.9 km, e ovviamente non è possibile visitare ogni singolo negozio, ma ce ne sono alcuni nei quali non si può non andare. La prima cosa che balzerà all’occhio camminando per Oxford Street sono le
centinaia di persone che portano almeno una borsa di Selfridges: questo grande magazzino, oltre a essere il secondo per grandezza nel Regno Unito, sembra anche essere il preferito di tutti; raramente capiterà di non vedere almeno una cinquantina dei suoi famosi sacchetti gialli in una giornata. Le ragazze poi nutrono una vera e propria passione per Forever21, una
catena americana che si occupa di abbigliamento femminile. Si tratta di un negozio economico dove i vestiti sono carini e in uno stile tutto americano. Parlando di ‘American Apparel’ la prima cosa che mi viene in mente è l’omonimo negozio: una compagnia americana diventata piuttosto popolare negli ultimi anni grazie ad una canzone nella quale è stata menzionata. Indubbiamente il negozio maggiormente amato dagli studenti è Primark perché è il più economico e vende veramente di tutto, dai cuscini ai vestiti. Ci si può letteralmente perdere nei suoi quattro enormi piani. Uno di essi è interamente dedicato ai pigiami e si dice che non si possa andare da Primark senza comprarne uno (I miei preferiti sono gli ‘onies’, ovvero dei pigiami completamente uniti, comodissimi e perfetti per l’inverno). Primark però non è famoso unicamente per i suoi pigiami, ma anche per la vasta gamma di prodotti che vi si possono trovare: c’è veramente tuttoquello che si cerca, inoltre i prezzi sono bassissimi e la qualità discreta. Proprio al centro di Oxford Street si trova TopShop, anche più grande del precedente, questo negozio offre svariate possibilità: ci si può godere un’intensa giornata di shopping sfrenato, oppure rilassarsi e farsi coccolare facendo la manicure. Una cosa che personalmente apprezzo molto di TopShop è la linea ‘petite’, interamente dedicata alle ragazze basse. Qui la qualità è ottima e i prezzi medi. Oltre a questi negozi più ‘particolari’ e ricercati, a Oxford Street ce ne sono anche di più comuni e reperibili in tutto il mondo, come per esempio H&M, Nike, Bershka o Hollister. Inoltre, se si vuole esagerare, nella parte più lussuosa della strada abbiamo anche boutique di alta moda e prestigiose gioiellerie (Michael Kors, Burberry, Pandora e Swarovski). Il punto è questo: se si è amanti dello shopping in stile Rebecca Bloomwood Oxford Street è davvero il posto giusto. Qui si può passare l’intera giornata senza mai annoiarsi, c’è tutto quello che una persona cerca e anche di più. Assolutamente uno dei miei posti preferiti a Londra.
Martina Beluffi

Francesca PHD a London
Durante la lezione svoltasi presso ‘International English School’ di Londra, il giorno 1 Marzo 2016, Francesca, una ragazza che sta studiando l’arte pompeiana in Inghilterra, è venuta a raccontarci della sua esperienza. Ha iniziato ad interessarsi di arte romana quando ha visitato reperti archeologici romani e diversi monumenti. Ci ha spiegato come l’arte greca abbia influenzato quella romana e si è focalizzata sui vari tipi di pittura. Solitamente i dipinti rappresentano scene erotiche mitologiche. I protagonisti principali sono eroi, non necessariamente raffigurati durante un combattimento ma nella loro quotidianità. Altri personaggi presenti solo animali e dei. Guardando i dipinti, si possono riconoscere tre stili. Il primo stile è un’imitazione di quello greco, nel secondo i personaggi sono dipinti su colonne. Infine, nel terzo ci sono pannelli mitologici posizionati su muri monocromatici. Poi, ci ha spiegato come si viveva a Pompei prima dell'eruzione del Vesuvio e le differenze tra uomini e donne nella società.
Le donne restavano a casa e si prendevano cura dei figli, mentre gli uomini lavoravano e potevano ricoprire cariche politiche. Francesca ha continuato illustrando quali fossero le attività commerciali della città, ovvero la pesca di garum (un pesce) e la lavorazione dei metalli. Infine ci ha parlato dei capi d’abbigliamento che venivano indossati da entrambi i sessi. E’ stato un incontro molto piacevole, la ragazza si è dimostrata molto disponibile nei nostri confronti, rispondendo alle domande e raccontandoci della sua vita e delle sue scelte.
Anna Ceruti

Get the London look
Quando si pensa alla Gran Bretagna vengono in mente tante tipicità : il tè delle cinque, la regina , il celeberrimo fish and chips e l’immancabile humor inglese . Tutte caratteristiche molto care a degli esterofili cronici come noi italiani. In fatto di stile, però, gli inglesi hanno poco da insegnarci , se è vero che Londra è una delle quattro capitali mondiali della moda e che indubbiamente è una metropoli multietnica e multiforme, è vero anche che l’idea di stile in fatto di moda è un concetto un po’ confuso per i londinesi. Passeggiando per le vie di Londra si possono incontrare outfit di ogni genere, commistioni improbabili di colori da fare un baffo alla tavola cromatica di Itten . Ci si può imbattere, infatti, in completi monocolore rosa confetto portati con nonchalance da business women a intraprendenti signorine con capelli arancioni, gonna viola e golfino verde, folkloristico, ma sicuramente eccessivo. Ma la vera domanda è: l’inglese medio come si veste?
Immancabile cappotto lungo, borsa rigorosamente tracolla, sciarpa, cappello e bicchiere di Starbucks usato quasi come accessorio. Il grande mistero rimane la concezione climatica degli inglesi : chi indossa la pelliccia anche in piena estate e chi non porta nemmeno i collant d’inverno.
Gaia Verdi, Martina Beluffi

Gli antenati del computer
Viaggiare è da sempre una delle migliori opportunità per scoprire nuove e diverse culture e per vedere con i propri occhi i meravigliosi siti della Terra. Inoltre, credo che una delle cose migliori da fare quando si visita una città importante, sia di cercare e conoscere le radici di quel popolo e l’evoluzione della società. Sotto quel punto di vista, la città con la storia più interessante e più intrigante è senza dubbio Londra, ambita e studiata da una larga parte di storici e archeologi. Fortunatamente sono stati rinvenuti molti oggetti, reperti e documenti che testimoniano e tramandano la vita e i passatempi dei nostri antenati. Il tema più interessante del periodo dei Tudor è sicuramente il divertimento. Essi potevano festeggiare solamente di domenica, nei giorni festivi dedicati ai Santi o nel caso di importanti eventi pubblici, perché durante la settimana le ore di lavoro erano molto lunghe e la gente andava a dormire quando il cielo cominciava a scurirsi. L’intrattenimento più diffuso era lo sport, ad esempio la lotta con le spade, la caccia delle volpi e la danza sul suono delle cornamuse. L’esercizio fisico, dunque, era fondamentale, soprattutto per i giovani. Inoltre, i gladiatori erano in grado di ottenere fama e gloria grazie agli stupefacenti combattimenti animaleschi che si svolgevano negli anfiteatri. Un diffuso passatempo a quell’epoca era sicuramente frequentare teatri e circhi, dove gli spettatori potevano ammirare commedie o tragedie da un lato, e le abilità di acrobati, lottatori e pugili dall’altro. Ovviamente i ricchi non osavano mai mischiarsi con la plebe e avevano anche hobby differenti, come la musica e i banchetti. Gli unici momenti in cui i nobili si mostravano generosi era in occasione di immensi avvenimenti pubblici, durante i quali i signori pagavano vino e cibo da offrire ai più poveri nelle strade. I pasti erano, per di più, accompagnati da mimi, giullari di corte e mangiatori di fuoco. Questi sono soltanto alcuni degli esempi che illustrano come, anche senza televisione, computer, cinema e discoteche, i nostri antenati erano in grado di far passare il tempo divertendosi in compagnia.
Chiara Bernabè

La galleria infestata
Hampton Court era la residenza del re Enrico VIII, il quale ebbe molte mogli durante il corso di tutta la sua vita, purtroppo però le condannò quasi tutte a morte poiché non in grado di dargli degni eredi. Catherine Howard era la quinta donna che ebbe la sfortuna di sposare il re. Una leggenda è stata tramandata nei secoli: quando la donna era ancora viva era stata accusata, dai consiglieri del re, di tradimento e di infedeltà; sua maestà la fece rinchiudere negli appartamenti reali, da cui non sarebbe uscita fino al giorno del suo processo. Un giorno però, così narra la leggenda, Catherine scappò e corse attraverso una galleria, dirigendosi verso la cappella, dove il re stava passeggiando, per chiedergli pietà. Ma la sfortunata non riuscì ad avvicinarlo, poiché le guardie la fermarono prima che attraversasse la porta d'ingresso e la riportarono nella sua stanza. Tre mesi dopo Catherine Howard fu decapitata nella torre di Londra. Si dice che il fantasma della donna si aggiri ancora per i corridoi degli appartamenti reali, da qui prende il nome di ‘galleria infestata’. In un’occasione una figura femminile, vestita di bianco, è stata vista fluttuare attraverso la galleria e scomparire dietro ad una misteriosa porta. Un magnifico palazzo come Hampton Court ha bisogno di essere visitato e studiato centinaia di volte per apprezzare veramente il suo valore e capirne l'importanza. Gli appartamenti del re sono la parte più sontuosa e ricca del palazzo, nonostante vi si percepisca una lieve malinconia generale. In tutta la reggia si percepiscono sensazioni differenti a seconda delle zone visitate, ogni muro e ogni angolo sono decorati da pregiati dipinti e ritratti, tutte le persone raffigurate osservano i passanti ovunque si spostino. Hampton Court è uno dei luoghi più visitati in tutto il Regno Unito, in grado di insegnare alle persone come sia possibile appassionarsi alla storia vivendola e non solamente studiandola sui libri.
Caterina Galbignani

La macchina del tempo
Dalla preistoria ai tempi attuali, dalle armi ai vestiti, dagli accessori agli scheletri, dai fossili alle mura romane. Questo è ciò che si può trovare nel Museum of London, museo che è situato nei pressi della Cattedrale di Saint Paul, nella zona più antica di Londra, la City. L’esposizione venne aperta nel 1976 e faceva parte del Barbican Estate. In questo luogo è documentata tutta la storia della città, esposta in un percorso guidato in ordine cronologico. Attraverso le numerose stanze e gallerie, si passa dall’esposizione classica alle parti multimediali, come un documentario sul grande incendio di Londra del 1666, un viaggio nel passato per le vie della città grazie alla costruzione di un piccolo quartiere medioevale e l’utilizzo di materiale interattivo. Si possono infatti provare abiti a imitazione di quelli esposti nel museo, si possono visitare botteghe, una stalla, unpub, un calzolaio. Entrando nel museo si trova un’atmosfera così reale da far immergere chiunque negli eventi dell’ormai grande metropoli inglese. Suggestivi sono i manifesti delle Suffragette, cioè le appartenenti ad un movimento femminile che lottava nel 1900 per ottenere il diritto di voto per le donne inglesi.
Camilla Parrino


Lezioni alternative
Qualche volta capita che gli studenti si annoino a causa delle lezioni che devono seguire. Forse questo accade semplicemente perché non sono molto interessati oppure vorrebbero cambiare il modo in cui imparano cose nuove. Per alcuni ragazzi andare a scuola è considerato una sorta di punizione. Da molti di loro, un luogo dove trascorrere il tempo prima di diventare maggiorenni e finalmente cercare un lavoro, al fine di ottenere uno stipendio e sentirsi più indipendenti (non solo dal punto di vista strettamente economico). La situazione cambierebbe radicalmente se le lezioni si tenessero in uno spazio differente dalle solite, monotone classi. Tenere le lezioni all’esterno potrebbe essere un’ottima occasione per visitare i musei, i monumenti e i siti archeologici magari situati proprio nella nostra città, aiutati da una guida o semplicemente senza alcun aiuto esterno. Durante la nostra bellissima settimana a Londra, io e i miei compagni di classe, abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare questo metodo alternativo di andare a scuola e il risultato è davvero ben riuscito. Penso che camminando nelle strade di una grande città (la capitale del Regno Unito è uno dei migliori esempi che io possa fare) un visitatore o addirittura un cittadino può sempre scoprire qualcosa di nuovo, anche il più piccolo dettaglio che per qualcuno risulta irrilevante. A Londra abbiamo avuto la possibilità di essere condotti nei principali punti di attrazione della città e anche all’esterno dei confini della metropoli stessa. Prima di tutto i musei che hanno contribuito alla formazione della storia del luogo: il Museum of London, il British Museum, la National Gallery, la Tate Modern, Hampton Court e il Globe Theatre. Il progetto che personalmente ho preferito è stata l’idea di creare dei gruppi basati sui nostri interessi e fare in modo che noi cercassimo tutte le informazioni possibili riguardanti un argomento prestabilito. Ovviamente siamo anche stati liberi di recarci nelle sezioni che preferivamo. Andare a scuola fuori dall’ambito scolastico non significa limitarsi alla visita di un museo, ma è di fondamentale importanza imparare a vivere all’interno di una metropoli, utilizzare la metropolitana con le sue molteplici linee colorate, conoscere persone provenienti da ogni angolo del mondo che hanno pensato di viaggiare verso una meta come questa perché c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e ognuno presenta le ragioni più disparate. Anche se in modo diverso, abbiamo comunque fatto lezione salendo sulla London Eye, la ruota panoramica più famosa del mondo che permette di ammirare il panorama su tutta la città, visitando Trafalgar Square con la colonna sormontata dalla statua di Nelson, ammirando le luci colorate di Piccadilly Circus e facendo shopping tra i piani di Harrods, oltre a molte altre iniziative. Fare lezione all’esterno è utile per chiunque. Grazie a questo programma gli studenti possono prepararsi per affrontare il mondo reale (infatti iniziano a capire cosa significhi spostarsi in una grande città, affascinante, caotica e impegnativa) e incrementare i propri orizzonti, sviluppando nuove passioni e interessandosi di un mondo totalmente nuovo da quello a cui siamo abituati nella nostra piccola realtà.
Alessia Chiavone


53 a Oxford Street.
49 alunni e 4 professori del liceo Daniele Manin di Cremona, hanno visitato la City
nella settimana dal 29 febbraio al 5 marzo 2016. La vacanza-studio, organizzata dall’istituto, si è svolta all’insegna di lezioni presso la UIC English House, escursioni dirette a mete come Buckingham Palace ed Hampton Curt accompagnate da visite guidate al British ed al London Museum. La partenza è avvenuta alle ore 3 della notte del 29 Febbraio presso il Foro Boario, a Cremona. Alunni e professori, a bordo del volo delle 5, hanno messo piede sul suolo inglese alle 7 della mattina. Recatisi alla scuola per una ‘lezione di orientamento’ hanno avuto la possibilità di fare conoscenza con i professori assegnati ai differenti gruppi, precedentemente divisi per livello tramite un test compilato a scuola dai ragazzi. Successivamente accompagnati da Dave, la guida assegnatagli dalla scuola, si sono recati verso la residenza della regina: Buckingham Palace. Condotti dalle spiegazioni dei tutori, gli studenti, hanno potuto comprendere e fotografare la storia del simbolo della Gran Bretagna. Al rientro ogni membro dei gruppo è stato assegnato ad una famiglia e le coppie di studenti, insieme ai loro professori, si sono recate alle rispettive abitazioni. Ogni giorno è stata svolta un’attività che ha permesso agli studenti di ricevere un diploma alla fine della permanenza. Le ore scolastiche (15 in totale) sono state seguite da visite a musei e monumenti riguardo i quali sono state svolte attività inerenti allo studio di storia dell’arte compiuto dagli alunni presso la sede italiana.
Gli spostamenti, principalmente il tragitto casa-scuola e i movimenti da un punto di incontro all’altro, sono stati effettuati dai ragazzi sotto l’attenta supervisione degli insegnanti. Nell’euforia della novità, i liceali hanno saputo rispettare tempistiche, regole e raccomandazioni a loro fatte dai preoccupatissimi professori, ricevendo da questi ultimi, approvazione e complimenti. Oltre allo
shopping in Oxford Street e Harrods, i partecipanti alla vacanza, si sono dedicati alla visita di luoghi simbolici e di fondamentale rilevanza storica come la residenza dei Tudor, Hampton Curt, il Globe
Theatre dedicato a Shakespeare e St.Paul’s Cathedral. Le giornate non-stop, sono state compensate dal riposo serale presso le famiglie ospitanti. Ragazzi e professori, dopo la levataccia mattutina e la stancante giornata, hanno potuto fare rientro alle rispettive abitazioni e godere di una cena preparata appositamente per loro. Dopo una settimana alla scoperta della capitale inglese, gli studenti hanno redatto una presentazione generale delle attività svolte all’interno e all’esterno della scuola. Il 5 Marzo, alunni
e professori, sono stati accompagnati presso il Premier Inn Hotel, luogo stabilito per il ritrovo prima della partenza. Il rientro è avvenuto per le prime ore della sera a Cremona. I ragazzi, riuniti ai propri genitori, hanno discusso, nei giorni seguenti a scuola, dell'esperienza compiuta ed hanno elaborato attività con i rispettivi insegnanti. Fotografie, video, regali e cartoline, permetteranno agli studenti delle classi 3^A e 3^C del liceo Daniele Manin, di conservare il ricordo del viaggio che li ha resi veri londinesi per una settimana.
Alessia Bianchessi


National Gallery ‘Please make a donation’
Questa la prima frase che si legge entrando nella galleria di Trafalgar Square a Londra. La National Gallery, famosa per i numerosi dipinti presenti al suo interno, può creare agli occhi di un italiano stupore, non tanto per la grandezza, che entrando non si nota subito, ma per le scatole presenti a tutte le entrate destinate a raccogliere donazioni e, fatto ancora più sorprendente per un italiano, la moltitudine di soldi al loro interno. Tralasciando l’iniziale stupore per quello che può sembrare un insignificante dettaglio, la National Gallery ha ben altro che ci lascia a bocca aperta: la moltitudine di dipinti e il numero notevolmente alto di pitture di artisti italiani. Uno di questi è Canaletto, pittore veneziano, al quale è dedicata un’intera stanza nella quale sono esposti i suoi dipinti di Venezia. Un altro pittore molto presente è Tiziano, del quale possiamo apprezzare Allegoria della prudenza un quadro stupendo che raffigura tre teste umane: un vecchio, un uomo maturo ed uno giovane, che sovrastano tre teste animali, rispettivamente un lupo, un leone e un cane. Le tre teste maschili rappresenterebbero l’allegoria delle tre età dell’uomo, mentre nei tre animali sarebbero riconosciute le capacità: da parte del lupo di nutrirsi del passato, da parte del leone di avere la forza di vivere il presente e per quanto riguarda il cane di saper guardare con spensieratezza al futuro. Sopra al triplice ritratto si può anche leggere una frase in latino che spiega il senso dell’allegoria ‘ex praeterito praesens prudenter agit ni futura actione deturpet’ ossia: ‘sulla base del passato il presente prudentemente agisce per non guastare l’azione futura». Oltre a numerosi artisti italiani, spiccano anche quadri di pittori inglesi come George Stubbs e Thomas Gainsborough; il primo attira la nostra attenzione con il dipinto Whistlejacket, quadro di enormi dimensioni nel quale Stubbs rappresenta a grandezza naturale Whistlejacket, un purosangue famoso alla sua epoca per aver vinto una corsa a York. I punti messi in evidenza dall’artista come le narici grandi, le orecchie curve, il corpo possente o l’assenza di bardature suggeriscono lo stato selvaggio del cavallo e l’impossibilità da parte dell’uomo di ammaestrarlo. Il secondo, invece, spicca per il suo The painter’s daughters chasing a butterfly, dipinto nel quale, come si capisce dal titolo, egli raffigura le sue due figlie intente a inseguire una farfalla. La rappresentazione fresca e tenera delle due bambine lascia trasparire l’amore paterno, il rovo alla sinistra, sul quale si posa la farfalla, sembra alludere a ciò che aspetta tutti noi dopo la spensierata età della fanciullezza: l’età adulta con tutti i problemi e le ‘spine’ che può portare con sé. La National Gallery contiene complessivamente 2300 dipinti, ospitando molte varietà di periodi artistici partendo dal primo rinascimento fino ad arrivare al post-impressionismo. Per chiunque ami l’arte e si trovi a Londra, quindi, la National Gallery è la meta più adatta e poi l’entrata è gratis grazie ai donatori che riempiono le ‘donation boxes’!
Reika Babbini


Perché viaggiare?
Per divertirsi, per conoscere cose nuove, per fare nuove esperienze, per
imparare, per capire: mille sono i motivi per viaggiare. Da piccoli si viaggia nel mondo delle fiabe dove si possono fare incontri fantastici, da grandi si viaggia nel mondo. Viaggiare schiude nuovi orizzonti, apre gli occhi e la mente. Si viene a contatto con usanze, religioni, culture diverse, si conoscono persone diverse, cibi nuovi e altre lingue. Al rientro da un viaggio si è pieni di nuove storie da raccontare, momenti e sensazioni da ricordare, video e foto da mostrare agli amici. Generalmente noi intendiamo il viaggio come un’occasione per fare esperienze e arricchirci di nuove conoscenze, ma il viaggio è fuori e dentro di noi. Viaggiamo, impariamo e alla fine riusciamo a conoscerci meglio. Viaggiare ci mette alla prova, ci aiuta a dimostrare a noi stessi che possiamo superare molte difficoltà. A volte si devono lasciare le comodità a cui si è abituati per cercare e capire quello che realmente siamo. Ancora oggi qualcuno intraprende pellegrinaggi, facendo chilometri e chilometri a piedi, sopportando disagi e fatiche e torna a casa soddisfatto e arricchito nello spirito. Se restiamo ancorati alla nostra terra pensiamo che il nostro mondo sia l’unico perfetto in cui vivere. Ma vedendo in altri paesi realtà completamente diverse, ci misuriamo con nuove situazioni e diventiamo più capaci di comprenderle e più tolleranti. Chi viaggia e conosce il mondo è capace di apprezzare il valore della
diversità. Più conosciamo, più apprezziamo ciò che è diverso da noi. Purtroppo c'è anche chi viaggia sperando di trovare una vita migliore: tutti i giorni abbiamo davanti agli occhi la drammatica realtà di chi si mette in viaggio, rischiando la vita, per fuggire da atroci situazioni di povertà e di guerra.
Agnese Bertoletti


Perché viaggiare?
Fuga, relax, stress, necessità, lavoro, curiosità, solitudine e divertimento.
Sono molti i motivi per cui si viaggia, ma tutti questi hanno come denominatore comune la voglia di scoprire e di far vedere qualcosa di nuovo ai nostri occhi, di confrontarci con culture totalmente differenti rispetto alla nostra, di sperimentare nuovi stili di vita e di conoscere meglio noi stessi. Viaggiando si interrompe quella vita monotona fatta solo da casa-ufficio, rendendo più vivibile e interessante la nostra vita. Viaggiando possiamo stringere amicizie, provare nuove emozioni, vedere mari che fino a prima avevamo solo visto nei documentari, ammirare sfumature nel cielo, immergersi nella natura, guardare opere d'arte o monumenti, imparare gli usi e costumi di un determinato popolo e confrontare la nostra cultura tra le tante che vi sono, o più semplicemente, imparare. Imparare una nuova lingua, imparare ad apprezzare ciò che ci circonda, ritornando da dove siamo partiti con un bagaglio mentale molto più arricchito. Per l’uomo viaggiare è qualcosa di emozionante e allo stesso tempo di essenziale, ricco di soddisfazioni.
Tommaso Ferraroni


Un mondo di storia
Qual è il miglior modo per imparare la storia? Al giorno d’oggi l’interesse per la storia sta diminuendo molto tra i giovani e per incrementarlo possiamo leggere libri o meglio ancora visitare un buon museo. Il museo di storia più importante al mondo è sicuramente situato a Londra, fu fondato da Sir Hans Sloane nel 1753 e non è altro che il British Museum. Al suo interno si possono trovare i reperti più rilevanti di antiche popolazioni come Babilonesi, Greci, Romani, Anglo-Sassoni, Egizi e molti altri ancora. Si possono anche imparare i loro costumi, stili di vita e le loro abitudini. Il British Museum possiede una delle più imponenti collezioni di reperti archeologici dell’età classica che risalgono all’età del bronzo greca fino al tempo dell’imperatore Costantino. Gli oggetti greci sono originari dell’antico mondo greco, delle isole dell’Egeo, dell’Asia Minore, della Magna Graecia e di Micene. Nel dipartimento greco si possono vedere vasi di famosi artigiani, il tempio di Atena Nike, l’Eretteo con una delle sei rimanenti Cariatidi e un’intera stanza dedicata solo al tempio greco per eccellenza, ossia il Partenone e i Marmi Elgin. La sezione greca comprende anche due delle sette meraviglie del mondo antico, che sono il Mausoleo di Alicarnasso e il Tempio di Artemide a Efeso. Per quanto riguarda i Romani si possono trovare materiali semplici ma interessanti come tombe, armi e armature, mosaici e oggetti della vita quotidiana. Gli oggetti illustrano la crescita di Roma da un piccolo villaggio a una capitale imperiale che controllò il Mar Mediterraneo e l’Europa nord-occidentale. L’esposizione copre un periodo approssimato di 1000 anni, dalla leggendaria fondazione di Roma nel 753 a.C. al 324 d.C. quando l'imperatore Costantino fondò la sua nuova capitale cristiana a Costantinopoli. La visita al British Museum può essere una gradevole esperienza se si è affamati e interessati di storia umana, ma anche di arte e non solo. In definitiva visitare un museo è davvero il miglior modo per imparare, dato che ci si può divertire camminando in giro per le magnifiche stanze insieme ad amici o compagni di classe.
Davide Landanesi


Londra, tra musei e English food 
‘skin and bone’ 
Sono veri gli stereotipi sulla cucina inglese? 
Dal 29 febbraio al 5 marzo si è svolto uno stage linguistico organizzato dalla scuola inglese Oxford International Education Group che ha visto partecipi due classi terze del liceo linguistico Manin.  The British Museum, The Museum Of London, The National Gallery, Hampton Court e The Globe Theatre sono i nomi di alcuni dei tanti luoghi londinesi visitati dai ragazzi.  L’intera vacanza ha avuto anche come protagonista il cibo, soprattutto quello cucinato per cena nelle varie famiglie.  I ragazzi hanno creduto che dal breve soggiorno londinese sarebbero tornati ‘skin and bone’. La domanda più frequente nel gruppo è stata:‘che cosa mangeremo per cena?’. 
Ognuno dei ragazzi ha combattuto la propria battaglia contro gli stereotipi sul cibo: si berrà solamente tè, a colazione si ‘pranzerà’ con la Full English Breakfast e cucineranno la pasta per farci sentire a casa. Parte di queste si sono rivelati false credenze e voci di corridoio, ma un’alta percentuale è stata confermata. Le opinioni sulla prima cena inglese sono state contrastanti anche se in pochi sono stati ospiti di un prelibato banchetto. Il pranzo era compreso nel pacchetto famiglia. Per i più fortunati esso consisteva in un sandwich, un pacchetto di patatine e una barretta al cioccolato, per il resto degli alunni il packet lunch era solo un lontano ricordo e, rassegnati, utilizzavano la maggior parte delle proprie sterline per comprare un panino in uno dei numerosi coffee shop nel centro di Londra. Si è costatato che le persone inglesi amano molto le verdure, specialmente i cetrioli, che vengono utilizzati in ogni portata, sotto ogni tipo di forma e dimensione. 
Ogni mattina ai ragazzi durante la colazione, che iniziava sempre con un bicchiere di succo d’arancia, veniva chiesto quattro volte se desiderassero una tazza di caffè americano o se ne preferissero una di tè. Le grandi aziende, come la caffetteria Starbucks, Pret-à-manger (famosa catena di negozi vegan, gluten-free presente nel Regno Unito) e Tesco Market sono a conoscenza di queste difficoltà per gli studenti stranieri e hanno pensato bene di aprire uno dei loro punti vendita in ogni angolo delle vie di Londra. In conclusione per sfatare ogni sorta di dubbio rimasto sulla cucina inglese ‘saremo costretti’ a tornare in Inghilterra. 
Marta Mazzoni 

The Globe
Il Globe fu il terzo teatro costruito in Southwark nel 1599. Il ruolo di un palcoscenico in quel periodo era molto importante perché entrò a far parte della vita quotidiana della città, e tutte le classi sociali condividevano questa esperienza del teatro. Uno dei più importanti uomini fu William Shakespeare, che lavorò nel Globe come Lord Chamberlain’s Men e mise in scena le sue più importanti opere.
Il Globe è caratterizzato da una complessa struttura sia interna che esterna. La costruzione aveva una pianta di forma ottagonale. La struttura esterna del teatro era caratterizzata da un’area aperta di 100 piedi di diametro, la circonferenza del teatro Globe era approssimativamente di 300 piedi, due scale, due porte: l’entrata principale e la porta d’uscita; il tetto era di 46 piedi, inoltre il teatro aveva un porta bandiera. La parte interna era composta dalla platea, chiamata ‘yard’ che era sovrastata da tre gallerie con balconate, la struttura del palco era progettata a metà della platea, il palco era alto pressappoco 30 piedi. La struttura del muro del palco comprendeva 2 porte, il dietro le quinte chiamato ‘Tiring House’. Attorno a quest’ultimo luogo c’era una piccola struttura che sosteneva un tetto chiamato ‘Heavens’. Alle spalle delle colonne c’era il Frons Scenae. Inoltre un luogo molto importante era era The Lord’s Rooms, che era usato dagli attori, musicisti e nobili. Includeva la ‘Gentlemen’s Room’. La parte riservata agli spettatori era composta da tre livelli di gallerie. Per avvertire l’inizio di una nuova opera teatrale il Lord Chamberlain’s men usava una bandiera con Hercules su un carro, tutto questo per annunciare l’imminente spettacolo. Infine un’ultima curiosità del teatro è la scritta posta sopra la porta dell’entrata principale ‘Totus mundus agit histrionem’.
Michele Borsella


Globe Theatre: un teatro di altri tempi
Tra le attività svolte durante il soggiorno-studio a Londra, si è compiuta una visita anche presso il rinomato teatro risalente all’epoca Elisabettiana.
La 3 A linguistico, durante l’escursione alla scoperta della metropoli inglese, ha potuto ammirare l’insolita bellezza del Globe Theatre, Si tratta del particolarissimo teatro voluto e costruito dalla compagnia di William Shakespeare nel 1599 e successivamente distrutto a causa di un incendio nel 1614; ricostruito, la pressione dei Puritani ne causò la chiusura e la conseguente demolizione. La visita era accompagnata da una guida locale che ha esplicato con passione e disinvoltura gli interni della struttura: la pianta ottagonale ospitava al suo interno il palco rettangolare che si protendeva verso il pubblico. Esso presentava una piccola botola che permetteva agli attori di uscire di scena. Due imponenti colonne si innalzavano su entrambi i lati del palco e sorreggevano il tetto. Il soffitto sotto di esso era chiamato ‘heaven’ ovvero paradiso, poiché rappresentava dipinto il cielo. Sul palco si affacciava una parete dotata di 3 porte che davano accesso al backstage dove gli attori potevano cambiarsi di costume in base alle scene che si presentavano. Un altro elemento affacciato sul palco era una balconata utilizzata dai musicisti oppure impiegata per scene ove il balcone era necessario, come nella rappresentazione di Romeo e Giulietta.
Il teatro poteva e può contenere ancora oggi sino a 3200 persone, nell’epoca Elisabettiana, la parte antistante il palco ospitava gli spettatori che assistevano allo spettacolo in piedi, al prezzo di 1 penny. La guida ha inoltre aggiunto una piccola curiosità: essi, d’abitudine, ‘mangiucchiavano’ arachidi durante le recite. Possiamo oggi sapere ciò grazie agli scavi effettuati per la ricostruzione del teatro, laddove vennero trovati, ancora intatti, resti di gusci di noccioline nel terreno. Al contrario, la piccola nobiltà era solita pagare il prezzo di 2 penny per godersi la rappresentazione dalle gallerie munite di cuscini per rendere più comoda la seduta. Gli spettacoli venivano svolti durante il pomeriggio perché si sfruttava la luce naturale del sole proveniente dallo spazio aperto dall’alto. Non poteva, alla fine, mancare una visuale del teatro dall’alto, il gruppo è stato infatti accompagnato nelle gallerie per poter meglio capire il funzionamento degli spettacoli. Oggi come allora gli appassionati di teatro possono immergersi in una atmosfera risalente a diversi secoli prima e assistere alle grandi commedie Shakespeariane.
Valentina Sbravati


The National Gallery: arte da tutto il mondo
La classifica che hanno stilato The Art Newspaper e Il giornale dell'Arte colloca nelle prime dieci posizioni della classifica quattro musei della capitale britannica: il British Museum, la National Gallery, la Tate Modern e il Natural History Museum. Sono stato molto fortunato perché, nel mio ultimo viaggio di studio, ho avuto l’opportunità di vistare tre di questi famosi musei.
La National Gallery, mi ha molto impressionato, nella sua sede di Trafalgar Square, ospita una ricca collezione composta da più di 2.300 dipinti di varie epoche, dalla metà del XII secolo al secolo scorso. Il punto di forza è nel possedere almeno un’opera di praticamente qualsiasi grande maestro europeo, dal medioevo al post-impressionismo, con una panoramica completa negli episodi salienti delle scuole italiana, fiamminga, olandese, spagnola, francese e, naturalmente, inglese. I vari contesti storico-artistici possono inoltre essere pienamente rievocati da una grande ricchezza di opere di maestri ‘minori’ e di scuole locali. Il visitatore ha l’opportunità di ammirare, in un unico luogo dipinti di Michelangelo, Leonardo e Raffaello.
La collezione appartiene al popolo britannico e l’ingresso alla collezione principale permanente è gratuito, anche se talvolta è richiesto il pagamento di un biglietto per accedere ad alcune esposizioni speciali. L’obiettivo dichiarato del museo è quello di garantire l'accesso alle opere, per scopi educativi, al più vasto pubblico possibile.
I costi per organizzare le mostre temporanee sono notevoli, ma mantenere anche le mostre permanenti richiede un elevato sforzo economico, per questo motivo il museo è sostenuto da fondazioni e da benefattori/sponsor che lo supportano, non solo, ma chi volesse lasciare una donazione, all’interno delle sale, sono stati posizionati dei cubi in vetro dove inserire del denaro oppure visitando la pagina web della galleria è possibile fare un’offerta. La mia visita alla National Gallery è durata un intero pomeriggio, direi insufficiente per poter godere appieno dei capolavori ivi conservati. E’ stata comunque un’occasione che consiglio a tutti i lettori, visitare Londra senza entrare nella National Gallery è come visitare Parigi privandosi di una visita al Louvre, ed inoltre se qualcuno di voi, stanco ma estasiato, volesse anche fare una pausa, può fermarsi al primo piano, Ala Sainsbury, dove un ristorante tipicamente britannico, incentrato sui piatti classici e sulla cucina tradizionale, offre ai visitatori della galleria un’esperienza culinaria senza eguali (almeno così è pubblicizzato).
Giacomo Gaboardi


The Tube…mind the gap

Com’è essere catapultati nel caos di Londra? Più semplice del previsto 
Metro, bus, frettolosi businessmen, ondate di turisti ovunque… eppure tutto è perfettamente organizzato. Com’è possibile? Perché è Londra! 
Per sei giorni ho avuto l’occasione di assaggiare lo stile di vita londinese, ogni giorno ho imparato sempre più su come i Londoners si comportano, si vestono, mangiano e soprattutto su come si spostano attraverso la City.  
L’affollata metro di Londra è come tutte dovrebbero essere: in orario e pulita. In particolare, una grande differenza fra una qualsiasi metro italiana e quella della capitale inglese è il modo, considerato insolito da noi italiani, in cui le persone utilizzano le scale mobili: di solito si mantiene la destra per lasciare libero il passaggio a sinistra, solitamente sfruttato dai frettolosi lavoratori, probabilmente in ritardo al lavoro.  
Mezzo caratteristico di Londra è il Double Decker, famoso bus di colore rosso a due piani. Non si tratta solo di un semplice mezzo di trasporto; ma di una vera e propria icona della città. Oltre ad essere apprezzato dagli abitanti per gli spostamenti giornalieri, è particolarmente amato dai visitatori per viaggiare tra le innumerevoli mete turistiche di Londra.   
Un aspetto affascinante della città è la sua multi etnicità, in qualsiasi metro o Double decker si può incontrare gente di qualsiasi cultura o etnia, dal ricco uomo d’affari cinese all’artista di strada giamaicano. 
Viaggiare in metro, bus e treno è stato facile; infatti sono state messe a nostra disposizione delle travel card, abbonamenti settimanali utili per spostarsi con qualsiasi mezzo. 
In conclusione farsi largo tra la folla di una grande città non è così complicato come spesso si pensa. 
Martina Bettoni 


Tutto quello che vuoi in 100 000 metri quadrati

Se si pronuncia ‘Harrods’, tutti sanno di cosa si tratta. I celebri grandi magazzini che si trovano a Brompton Road, in una delle zone più ricche di Londra, è ormai considerata un’attrazione turistica a tutti gli effetti.
Ogni anno milioni di persone visitano questo celebre luogo pieno di prodotti provenienti da tutto il mondo (compresi i più impensabili) e per tutte le tasche. Essendo stata a Londra e avendo fatto un giro da Harrods, posso certamente affermare che non è molto a buon mercato, infatti si passa da 3.90 sterline per una biro colorata con il marchio di Harrods a più di 9000 sterline per una pelliccia firmata.
Definito come tempio dello shopping al primo piano si trovano tutte le boutique di alta moda, definite da loro ‘Superbrands’, come Dolce&Gabbana, DKNY, Chanel, Dior e molte altre, da ammirare passeggiando tra i corridoi
con pavimenti e pareti in marmo bianco e nero.
Per caso ti è venuta fame? Allora perché non scegliere tra i 28 ristoranti che servono cibi tipici di tutto il mondo, compresa la gastronomia che offre una vasta scelta per accontentare anche i palati più esigenti.
Inoltre al piano terra si possono trovare tutti i souvenir con il celebre logo Harrods, come tazze, pelouches, biro e ovviamente le famosissime borse diventate ormai un’icona che vanno dalle 20 sterline per le più semplici alle 60 sterline per quelle più eleganti.
Tutto ciò che si vede da Harrods trasmette l’idea di lusso, come le scale mobili, gli ascensori riccamente decorati e anche le toilettes sono eleganti e sofisticate; tutto è curato nei minimi dettagli.
Insomma se sei a Londra, vuoi fare acquisti folli e sei disposto a spendere, il celebre Harrods fa proprio al caso tuo!

Clara Galvani

01 Gennaio 2017