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CREMONA-SAN GIOVANNI IN CROCE

La chiesa di Sant'Eligio donata alla Tenda di Cristo

Padre Zambotti: le suore ci hanno lasciato questo immobile, lo faremo diventare un riferimento per i poveri

La chiesa di Sant'Eligio donata alla Tenda di Cristo

Padre Francesco Zambotti ricevuto da Papa Giovanni Paolo II

CREMONA - Sant’Eligio, la chiesa degli Orefici nell’antica contrada Prato del Vescovo, è stata donata dalla Piccole Serve dei Poveri alla Tenda di Cristo.

«Sì — spiega padre Francesco Zambotti, fondatore della ‘Tenda’ —, le suore, ormai lontane da Cremona da una ventina di anni, ci hanno lasciato questo immobile religioso, non sconsacrato. Già da ottobre, speriamo anche con l’aiuto di volontari, inizieremo i lavori per trasformarlo in un punto di riferimento per i poveri».

I bisognosi, nell’edificio sacro ubicato in via Bonomelli 18-20, potranno trovare, ad esempio, biancheria in buono stato, ma non solo. I dettagli sono da definire. «Per la Tenda di Cristo — continua padre Zambotti — si tratta di un ritorno a Cremona. Iniziammo le nostre attività nella Pia Casa della Provvidenza a San Michele e le continuammo a San Sigismondo, con il punto di ascolto. Entrambi i luoghi sono inattivi da tempo».

Il religioso precisa che «oltre alle attività sociali, all’interno di Sant’Eligio verranno effettuati anche incontri e riflessioni di carattere religioso». Insomma, si tratta di una vera e propria rivitalizzazione della chiesa. «E’ un edificio un po’ particolare, che ha subito trasformazioni ed interventi nel tempo. Al suo interno si trovano locali e anche appartamenti», precisa padre Francesco. La chiesa venne eretta e decorata nel 1620 dalla corporazione degli orefici, che pagò completamente le spese, dedicandola a Sant’Eligio, universale patrono della categoria. Dagli atti conservati nell’Archivio Camerale si sa che in Sant’Eligio, oltre alla celebrazione della messa quotidiana aperta al pubblico, si teneva anche l’insegnamento della dottrina cristiana alle femmine. Diversi elenchi danno notizie sulla dotazione di suppellettili della chiesa, ricordando in particolare le numerose e preziose vesti della statua della Madonna, ricamate e tessute con fili d’oro e d’argento. Una delle corone da testa era d’argento e ornata con 16 pietre fini come giacinti, ametiste, granati e smeraldi. La manutenzione della chiesa era garantita dai contributi degli orefici.

Ora la storia secolare dell’edificio torna, dopo un periodo di appannamento, a nuova vita grazie alla decisione delle religiose che hanno evidentemente riconosciuto nella Tenda di Cristo una realtà in grado di operare attivamente e in modo molto concreto in termini di carità verso le persone più deboli. E di questi tempi, si sa di quanto ve ne sia bisogno.

18 Luglio 2014

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