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Sabato 10 Dicembre 2016

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Siccità, danni per 70 milioni

Colture e zootecnia: la stima della Libera sulla perdita delle produzioni, anche la Regione si muove

Siccità, danni per 70 milioni

Campi arsi dalla siccità

CREMONA - La siccità è ormai da allarme rosso e la Libera associazione agricoltori cremonesi, a fronte della sempre più impellente necessità di disporre da parte degli agricoltori di adeguati anche se contenuti volumi di acqua per poter prestare quel minimo di irrigazione tale da consentire di portare a termine le coltivazioni in atto, ha voluto stimare il valore delle produzioni agricole della provincia e quindi il valore dell’eventuale perdita economica che si determinerebbe con il perdurare della di carenza idrica.

Il valore della zootecnia: il latte. La produzione di latte della provincia è di circa 11 milioni di quintali. A metà anno si è a 5.500.000 quintali di latte da produrre. Calcolando una riduzione della produzione del 15%, si perdono 825.000 quintali, che per 35 euro fanno 28.875.000 euro. Considerando e sperando che il clima migliori e che quindi la perdita si riduca a soli tre mesi, si avrebbe comunque un danno di circa 15 milioni di euro.

La carne suina. Anche calcolando soltanto i suini grassi è molto realistico calcolare una perdita di peso di 4 chili per suino grasso. Calcolando 700mila suini la perdita totale di peso ammonta a 2.800.000 chili in meno, ad un prezzo medio 1,4 chili il totale è di poco inferiore ai 4 milioni di euro. Senza calcolare almeno per il momento la certa diminuzione nella fertilità e produttività delle scrofe. E queste legate alla zootecnia sono ormai da annoverare tra le perdite certe, salvo un loro incremento dovuto ad una carenza alimentare legata alla mancata/diminuzione produzione foraggera.

Produzioni vegetali. La Sau della provincia è di circa 150mila ettari praticamente tutti irrigui. Quindi in teoria tutta la produzione vegetale della provincia è a forte rischio. Mais: la superficie investita a mais è di circa 80mila ettari, la metà da granella e la metà da foraggio. I dati tecnico – economici portano ad un totale di 168.000.000. Il pomodoro: 56.000.000. I foraggi: 4.800.000. La soia: 17.500.000. Il totale: 246.300.000. Poi orticole e secondi raccolti, calcolati su base forfetaria, circa 100 milioni. Il totale è di circa 350.000.000 di euro di valore della produzione agricola cremonese. E se anche si ipotizzasse un valore minimo di perdita pari al 20% del valore complessivo significherebbe la perdita di 70 milioni di euro di prodotto. Senza calcolare l’eventuale danno posticipato per mancata alimentazione del bestiame nella seconda parte dell’anno ed eventualmente anche quella relativa alla perdita di valore aggiunto legato ai prodotti trasformati come appunto il latte, la carne e anche l’energia elettrica prodotta da biogas. Alla Libera si ritiene che per evitare «un disastro annunciato» o quanto meno per attenuarlo, siano sufficienti ancora pochi giorni di rilascio straordinario di acqua dai laghi ed il ricorso ad una gestione elastica ed intelligente del MDV.

Va in quella direzione, proprio giovedì 23 luglio, anche l’intervento dell’assessore regionale a Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo Viviana Beccalossi: «Va garantita l’irrigazione quando serve agli agricoltori: vale a dire adesso». La conseguenza, nel segno di quanto chiesto dalla Libera, è una sollecitazione al ministero dell’Ambiente affinché conceda una deroga temporanea per l’abbassamento dei deflussi minimi vitali dei laghi, insieme a interventi di carattere più costruttivo, come il via libera al piano nazionale di bonifiche che prevede una serie di interventi strutturali per 300 milioni di euro attualmente fermi al ministero dell’Agricoltura.

24 Luglio 2015

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