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Giovedì 13 Dicembre 2018

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti di 'Rinaldo'

Diritto di critica, le recensioni degli studenti di 'Rinaldo'

Rinaldo al Ponchielli. Ecco le recensioni dei ragazzi che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: resta aperto fino a martedì 11 dicembre.

BIGNAMINI CHIARA - I LICEO MUSICALE Siamo nel teatro Ponchielli quando si svolge la prova generale dell'opera Rinaldo. Narra della storia d'amore tra Rinaldo, soldato pavido, e la dolce Almirena, sua promessa sposa. La regia, di Jacopo Spirei, era particolarmente concentrata sulla recitazione, che era perfettamente coincidente con la musica suonata dall'orchestra, guidata dall’esperto direttore Ottavio Dantone. Il contralto Delphine Galou interpretava il protagonista e, con grandi doti canore e recitative, è stata capace di far capire al pubblico il suo amore per Almirena (Francesca Aspromonte). La strega Armida, interpretata da Anna Maria Sarra, era rappresentata sullo sfondo da un enorme ragno nero, mentre lei vestiva di un abito corvino e portava due inquietanti zampe da aracnide. Raffaele Pe, nei panni di Goffredo, è stato capace di avere un atteggiamento serio e a volte crudele, da soldato, e al contempo un carattere dolce verso sua figlia, recitando perfettamente il ruolo di un padre premuroso. Alcuni costumi erano forse troppo insoliti per il personaggio che dovevano vestire: Argante, interpretato da Luigi De Donato, gli toglie il carattere focoso e cattivo, rendendolo più impacciato e meno intimidatorio. La scenografia, di Mauro Tinti, era ambientata ai giorni nostri e variava continuamente tra realtà e fantasia: andava dal grigio ufficio di Rinaldo, al prato fiorito che ospitava il duetto d’amore di Rinaldo e Almirena, alla tana della strega Armida, dove dominava il colore nero, fino ad un ambiguo Night Club. Nonostante quest’opera sia stata scritta in un epoca lontana e parli di eventi ancora più antichi, ovvero la crociata in cui Rinaldo deve combattere, la regia moderna è riuscita nel suo intento: provare che storie valide e apprezzate da centinaia di persone nel ‘700 sono egualmente apprezzate ancora oggi. Il pubblico, anche a 300 e più anni di distanza, si emoziona ancora come un tempo.

DAPAS NICOLO’- I LICEO MUSICALE Storie d'amore che improvvisamente sbocciano e si aggrovigliano sullo sfondo di una guerra religiosa. Questo è ciò che viene narrato nell'opera "Rinaldo" di Georg Friedrich Händel, della quale il teatro Ponchielli ha tenuto la rappresentazione venerdì 23 e domenica 25 novembre. Almirena, l'affascinante figlia di Goffredo di Buglione, capo della spedizione cristiana contro i saraceni durante la prima crociata, offerta in sposa a Rinaldo, giovane valoroso cavaliere, viene rapita per mano della perfida maga Armida, amante del re di Gerusalemme, Argante. Dopo diverse vicende avventurose ed intrecci amorosi, tutto si risolve e si conclude con le tanto attese nozze tra il prode guerriero e l'incantevole fanciulla. La particolarità di questa odierna rappresentazione è la rielaborazione dei contenuti: svariate ambientazioni sono state rimpiazzate da quelle contemporanee o sono state modificate in maniera artificiosa. Per di più, al personaggio della maga Armida è stato associato un'enorme aracnide, per enfatizzarne l'aspetto oscuro. Il cast Delphine Galou, Francesca Aspromonte, Anna Maria Sarra, Raffaele Pe, Luigi De Donato, Federico Benetti e Anna Bessi, hanno abilmente interpretato i personaggi della storia esprimendo efficacemente i loro complessi stati d'animo e mostrando spiccate abilità canore, allietando la visione con arie virtuose e melodiche, delle quali fa parte la celeberrima "lascia ch'io pianga", intonata dalla voce femminile di Almirena. L'orchestra, fondamentale nell'accompagnamento delle azioni e dei canti che avvengono sul palco, diretta dall'egregio Ottavio Dantone, rende fluida la storia facendo da collante tra i vari accaduti senza un'evidente soluzione di continuità, rendendola così anche piacevolmente orecchiabile. Il risultato, frutto delle straordinarie trovate del regista Jacopo Spirei, è un'opera coinvolgente in tutte le sue sfaccettature, adatta a tutti e che il pubblico apprezzerà sicuramente.

GIANNELLA FRIEDA – III LICEO MUSICALE E’ il “Rinaldo” l’opera giovanile di Händel andata in scena venerdì 23 novembre alle 20.30 presso il teatro Amilcare Ponchielli di Cremona. Scelta coraggiosa quella di mettere in cartellone un’opera barocca fuori dal festival Monteverdi. E’ un nuovo allestimento della coproduzione dei Teatri di OperaLombardia che vede Ottavio Dantone sul podio della nota Accademia Bizantina e la regia di Jacopo Spirei. Il libretto di Giacomo Rossi attinge a “La Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso. La vicenda è ambientata al tempo delle crociate: Goffredo, condottiero dell’arma cristiana, assedia Gerusalemme e chiede aiuto al valoroso cavaliere Rinaldo, a cui promette in sposa sua figlia, la bella Armirena, che viene però rapita da Armida, amante del re saraceno Argante. Dopo una serie di vicende e guai, Rinaldo ritrova il coraggio e si riunisce ad Almirena. Argante e Armida si convertono al cristianesimo e tutti sciolgono un inno di virtù. Dopo la prima versione del 1711 Händel ripresentò l’opera nel 1731 con modifiche nei recitativi e trasposizioni in funzione del nuovo allestimento. La brillante scelta di Dantone di riunire le due versioni in una rappresentazione, nuova e coinvolgente, per comprendere al meglio il compositore si affianca alla reinterpretazione contemporanea e innovativa di Spirei. Rinaldo, impersonato dal fraseggio caldo e vibrante di Delphine Galou, è rappresentato come un uomo qualunque, un eroe smarrito in cui ci possiamo riconoscere, che deve affrontare le sue paure e insicurezze. La voce intensa di Francesca Aspromonti ha reso coinvolgente e commovente la celebre aria “Lascia ch’io Pianga” e il controtenore Raffaele Pe nei panni di Goffredo ha cantato limpidamente. L’inaspettato ed inquietante ragno che accompagna Armida, interpretata dalla già nota al pubblico cremonese Anna Maria Sarra, è ispirato a una scultura contemporanea francese ed incombe sui protagonisti, simboleggiando la paura, ma anche una protezione che al tempo stesso limita i movimenti. Sempre accattivante l’opera del light designer Marco Alba e ingegnose le sceneggiature di Mauro Tinti che insieme hanno avvolto la rappresentazione in chiave moderna in un realismo magico, caratteristico del teatro. A volte squilibrato il rapporto sonoro tra l’orchestra e i cantanti, a scapito delle arie. Audace la scelta dei costumi pensati da Silvia Aymonino che ha reso i personaggi più realistici. 

GINEVRA MARIA CHIARA – II LICEO MUSICALE L’opera “Rinaldo” di Händel, presentata in anteprima ai ragazzi del Liceo Musicale di Cremona e alle Scuole Secondarie ed Universitarie il 21 novembre 2018 presso il teatro Ponchielli, ha entusiasmato enormemente la platea. Ha colpito in particolar modo non solo l’aspetto canonico delle voci di alto livello dei cantanti Delphine Galou, Francesca Aspromonte, Anna Maria Sarra, Raffaele Pe, Luigi De Donato, Federico Benetti e Anna Bessi; ma anche l’interpretazione gestuale e corporea che insieme all’atmosfera e ai giochi di luce creati da Marco Alba, rendevano le scene molto realistiche. All’interno dell’opera sono presenti sia scenografie immaginarie, come il prato (non piatto) che sembrava provenire da un’altra dimensione, sia scenari realistici come lo studio di Rinaldo a inizio scena e il palazzo di Armida trasformato in un club notturno. Spesso i cambi di scena venivano fatti tramite una chiusura particolare delle quinte: il sipario si chiudeva a partire sia da destra che da sinistra, mentre calava anche dall’alto: in questo modo sembrava che la scena si riducesse creando lo stesso effetto di una macchina fotografica quando l’obbiettivo si chiude. Un elemento che ha attirato, se non spaventato molto il pubblico, è stato un enorme ragno, ispirato dall’opera scultorea “Maman” di Louise Bourgeois, che entrava in scena insieme ad Armida per rappresentare la sua malvagità e la sua tenebrosità. Molto apprezzata è stata anche l’orchestra Accademia Bizantina, già nota per la specializzazione nelle esecuzioni musicali del XVII secolo di stile barocco, diretta dal Maestro Ottavio Dantone, diplomato in organo e clavicembalo. Posizionata più in alto rispetto al solito, essa ha creato musicalmente un effetto esuberante e coinvolgente sostenuto tanto più dall’utilizzo di strumenti d’epoca. Tutto questo insieme, ha piacevolmente esaltato e catturato l’interesse dei ragazzi che si sono congratulati con il Direttore Dantone ed il Regista Jacopo Spirei cosa molto inusuale per le nuove generazioni.

HEINRICH HOCKE FABIAN – II LICEO MUSICALE La prova generale dell’opera Rinaldo di Händel (1685-1759) si è svolta il 21 novembre 2018 al Teatro Ponchielli di Cremona. La storia è ispirata alla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. Rinaldo è un cavaliere templare a cui Goffredo di Buglione promette in sposa la bellissima figlia Almirena, non appena Gerusalemme sarà conquistata e liberata. Dopo peripezie varie Rinaldo espugna Gerusalemme, cattura Argante (il re pagano che occupava la Palestina) e Armida (amante di Argante), li converte al cristianesimo e sposa Almirena. Nel cast dei cantanti hanno primeggiato Delphine Galou, nelle vesti di Rinaldo, e Francesca Aspromonte in quelle di Almirena. La parte di Rinaldo, che in passato, al tempo di Händel, era interpretata da un eunuco, è stata eseguita mirabilmente dal celebre contralto Delphine Galou che si è rivelata perfettamente in grado di interpretare la parte conferendole carattere epico ed eroico; il soprano Francesca Aspromonte, Almirena, ha una voce magnifica in grado di soddisfare le orecchie del pubblico: colpisce in particolare l’aria “Lascia ch’io pianga”, nella quale emerge tutta la delicatezza del personaggio e rimane nel cuore e nella mente anche dopo lo spettacolo. Queste parole sono diventate nel tempo una metafora di tutte le sofferenze umane e anche se non le avete mai sentite prima non li dimenticherete più, proverete contemporaneamente tristezza, tenerezza, rassegnazione, orgoglio e impotenza davanti al destino. Il soprano Anna Maria Sarra, interprete di Armida, ha un timbro sonoro veramente impeccabile con un’eccellente capacità recitativa. Eccellenti sono stati anche il controtenore Raffaele Pe, il basso Luigi De Donato, Federico Bendetti e il mezzosoprano Anna Bessi, interpreti rispettivamente di Goffredo, Argante, il Mago Cristiano e la Donna. La regia di Jacopo Spirei è pulita ed equilibrata; Spirei ripulisce l’opera dalla “magnificenza” barocca, la modernizza e l’ambienta ai nostri giorni. Bella la scenografia di Mauro Tinti e i costumi moderni di Silvia Aymonino (Rinaldo è vestito in giacca e cravatta rossa!). L’orchestra dell’Accademia Bizantina, diretta dal celebre clavicembalista e direttore Ottavio Dantone, è più che pronta per la prima dell’opera che avverrà il 23 nov. al Ponchielli. Colpisce la capacità “multitasking” di Dantone che alterna la direzione dell’orchestra a momenti in cui suona egli stesso il clavicembalo.

MICHELAZZI EMMA - II LICEO MUSICALE Rinaldo è un’opera di George Friedrich Händel che riesce ad unire realtà e fantasia; opera in tre atti ed in stile barocco, Rinaldo fu la prima opera su libretto italiano scritto da Giacomo Rossi. L'opera tratta di un giovane, Rinaldo, che viene reclutato da Goffredo per lo scontro contro Argante, re di Gerusalemme, in cambio del matrimonio Almirena, figlia di Goffredo. La maga Armida, amante di Argante, cerca con dei sortilegi di rapire Almirena e di attirare Rinaldo nel suo castello per cercare di sedurlo. La vicenda si complica quando Argante si innamora di Almirena che, di conseguenza, rischia di essere uccisa da Armida che a sua volta rischia di essere assassinata dalla stessa Almirena. Alla fine delle varie battaglie Rinaldo conquista Gerusalemme e vince contro Argante ed Armida e sposa finalmente Almirena. L'opera in questione è stata messa in scena al teatro A. Ponchielli di Cremona; la prova generale è avvenuta il giorno 21 del mese di novembre. Quest'opera è stata diretta dal maestro concertatore Ottavio Dantone, direttore dell'Accademia Bizantina, l’orchestra che ha accompagnato il Rinaldo in questa rappresentazione. Regia, scenografia e luci sono a cura di Jacopo Spirei, il regista, Mauro Tinti, lo scenografo e Marco Alba, il lights designer. In questa rappresentazione i quattro personaggi principali sono stati interpretati da: Delphine Galou che ha interpretato il ruolo di Rinaldo, Francesca Aspromonte nel ruolo di Almirena, Anna Maria Sarra nelle vesti di Armida e Raffaele Pe interprete di Goffredo. Nonostante la rappresentazione di questo Rinaldo sia in chiave moderna, regista e scenografo sono riusciti a trasmettere l'idea originale di Händel. In ogni occasione si riesce a capire il ragionamento avvenuto precedentemente che ha portato alla creazione di certe scenografie e scelte di regia che rappresentano a tutto tondo lo stato d'essere, l'ambientazione quotidiana e lo stato ideale di ogni personaggio. Basando questa critica sulle prove generali i cantanti non hanno dato prova delle loro piene abilità canore ma sono riusciti a trasmettere forti emozioni e molta passione nel cercare di rispecchiare il personaggio da essi interpretato in tutti i suoi aspetti.

MILONE MARIANGELA - I ANNO DI MUSICOLOGIA Una nuova produzione barocca con il Teatro Ponchielli capo fila fra i Teatri di OperaLombardia. Una produzione che unisce le due versioni dello stesso, Händel la prima del 1711, la seconda del 1731. Al clavicembalo e alla direzione orchestrale il Maestro Ottavio Dantone che, con la sua Accademia Bizantina, non smentiscono la loro bravura ed eccellenza nel repertorio barocco, affermandosi come uno degli ensemble di musica barocca con strumenti antichi più noti ed accreditati nel panorama internazionale. Bella la presenza e la voce del contralto francese Delphine Galou, un Rinaldo che, seppur lontano dalla versione di Hendel nella quale gli interpreti erano i castrati, vere e proprie ‘’star’’ dell’epoca, la Galou ha saputo rendere con la sua voce una profonda atmosfera. Goffredo, Raffaele Pe, dotato di un timbro molto singolare e un buon virtuosismo tecnico, elementi essenziali per una rappresentazione ottima; molto buona invece è stata la presenza scenica di Argante, Luigi De Donato. Almirena interpretata dal soprano Francesca Aspromonte, ha spiazzato tutti con la sua voce chiara ed emozionante creando quella impalpabile e dolce atmosfera nella famosa aria ‘’Lascia che io pianga’’. Armida non è stata da meno, il soprano Anna Maria Sarra, con la sua voce fresca e brillante, è stata in grado di risolvere alla perfezione le insidie del ruolo. Un’idea molto originale e innovativa quella del regista Jacopo Speri, una regia che ha voluto rendere Rinaldo ‘’un uomo qualunque’’, dei giorni nostri eclissato in un determinato contesto psicologico che conduce Rinaldo ad una vera e propria crescita personale. Sicuramente d’ammirare la rischiosa scelta di mescolare realtà e fantasia che rende l’opera inusuale e forse, per questo, molte scene soprattutto per chi sapeva l’opera, risultavano scollegate e difficili da seguire. In conclusione, come ha detto il Maestro Dantone, un’opera va intesa come forma “viva” di Arte e questa rappresentazione, grazie ad ogni singolo elemento sia artistico, sia tecnico è riuscita perfettamente a farci penetrare nell’assetto sia emotivo che artistico dell’intera opera.

REPETTI TERESA – LICEO MUSICALE Il ventuno novembre, si è svolta nel teatro Ponchielli di Cremona, la prova generale dell’opera “Rinaldo”, composta in epoca barocca da Georg Friedrich Händel. Il regista, Jacopo Spirei, l’ha pensata e successivamente proposta in chiave moderna, con un’ambientazione nuova e totalmente estranea a ciò a cui si è soliti pensare parlando di opera lirica. Ammetto che all’inizio ero abbastanza scettica, essendo un’amante dell’opera tradizionale, ma mi sono dovuta ricredere, perché i personaggi erano pienamente inseriti nella società odierna, nonostante vestissero panni antiquati, come ad esempio quelli del guerriero, nel caso di Rinaldo, il protagonista, interpretato dal mezzosoprano Delphine Galou, o di Goffredo, la cui voce apparteneva a Raffaele Pe, un brillante controtenore. Gli altri personaggi erano Almirena, sposa di Rinaldo, rappresentata da Francesca Aspromonte, un giovane soprano, Armida, antagonista di Rinaldo insieme ad Argante, portati in scena da Anna Maria Sarra, soprano, e Luigi De Donato, un basso dalla voce particolarmente possente. L’orchestra non era quella tradizionale composta dai classici sessanta elementi, ma si trattava dell’Accademia Bizantina, un particolare complesso di strumenti dell’epoca barocca, diretti dal maestro e clavicembalista Ottavio Dantone. L’orchestra è chiaramente di altissimo livello, anche se in qualche punto ho avvertito la tendenza, a coprire i cantanti. Per quanto riguarda quest’ultimi, spiccavano sicuramente Anna Maria Sarra, la quale voce, e recitazione, è stata veramente notevole e decisiva per lo spettacolo, nonostante la sua giovane età, e Luigi De Donato, che ha dato il 100% nell’interpretare Argante, sia sul fronte recitativo, sia su quello vocale. Per quanto riguarda Delphine Galou, musicalmente era decisamente forte, ma sulla recitazione mi è sembrata eccessiva la velocità di alcuni movimenti. La scenografia è stata realizzata da Mauro Tinti, che ha eseguito la proposta del regista in modo impeccabile, e le luci di Marco Alba, anch’esse pressoché perfette per la particolare ambientazione. Nel complesso questa nuova ed autentica produzione ha stravolto le tradizioni, senza però risultare esagerata o fuori luogo, e mantenendo salda la bellezza senza tempo della musica barocca.

SANNAI GIULIA - DIPARTIMENTO DI MUSICOLOGIA Da Sion a Cremona, il Rinaldo di Händel (su libretto di Rossi) approda al Ponchielli in seconda recita il 25 novembre 2018, ma non è solo: insieme alla sua interprete Delphine Galou si sono esibiti Francesca Aspromonte (Almirena), Anna Maria Sarra (Armida), Raffaele Pe (Goffredo), Luigi De Donato (Argante), Federico Benetti (Mago Cristiano) e Anna Bessi (Donna). Per accompagnarli è stata scelta l’Accademia Bizantina che, sotto la direzione del Maestro Ottavio Dantone, è specializzata nel repertorio Barocco. Per presentare Rinaldo è stato realizzato un nuovo allestimento, dall’idea del regista Jacopo Spirei. Rinaldo è un’opera che a una prima impressione può sembrare lontana ad un pubblico contemporaneo, non solo in termini chiaramente cronologici, ma anche riguardo alla trama e contenuto: sul palco prendono vita le vicende di un combattente cristiano combattuto tra le gioie dell’amore e l’onore della battaglia. Nell’allestimento di Spirei il protagonista risulta incredibilmente vicino allo spettatore: ci viene infatti presentato come un uomo qualsiasi, che compie un lavoro qualsiasi in un ufficio altrettanto comune; una scelta di lettura dell’opera, quindi, moderna e innovativa rispetto al libretto e all’ambientazione originale del 1711, che in questo senso è stato subordinato alle scelte di regia. Se Rinaldo è un uomo comune, allora qualsiasi spettatore può immedesimarsi, e i dubbi, le paure, le incertezze che vengono messe in scena sono quelle di un uomo che non necessita di una collocazione in un’epoca precisa. A Gerusalemme è sostituito quindi un ufficio, e al posto del giardino di Armida un night club chiamato “The Spider”, il ragno. Interessante e di forte impatto visivo la scelta di associare, ad Armida e il suo ingresso, un gigantesco ragno, simbolo di quelle che sono le fobie tipiche umane, e la ragnatela come prigione, che non sempre è dovuta ad una causa esterna, ma, e forse più spesso, alle nostre stesse insicurezze. In netto contrasto con la regia, la scelta di un’esecuzione musicale il più possibile fedele dal punto di vista storico – sono stati utilizzati strumenti specifici del periodo barocco - accresce il valore del lavoro e dell’esecuzione dell’orchestra e del direttore, impegnato in questa occasione anche al cembalo. Notevoli le esecuzioni di Sarra, Aspromonte e De Donato, in alcuni casi sovrastati dall’orchestra Galou e Pe.

SCALIA GIORGIA – I LICEO MUSICALE Rinaldo, opera settecentesca, diretta a Cremona il 21 Novembre, in chiave moderna al Ponchielli narra la storia dell’avvincente e tentennante Rinaldo, interpretato da Delphine Galou, che per amore di Almirena, sua promessa sposa, (Francesca Aspromonte), cade nelle grinfie di Armida perfida strega, impersonificata da Anna Maria Sarra, poiché la sua beneamata viene rapita. Goffredo, interpretato da Raffaele Pe, padre di Almirena e generale della crociata incontra il re saraceno Argante, (Luigi De Donato) per una tregua di tre giorni. La rappresentazione moderna di Rinaldo ha dato una chiave di lettura facile da comprendere ed assimilare ad un pubblico d’ogni età. L’orchestra diretta da Ottavio Dantone ha enfatizzato i vocalizzi prodotti dai cantanti delle differenti aree riportando in platea l’emozione provata dagli spettatori nel settecento. L’ orchestra non presenta i soliti strumenti bensì compaiano strumenti barocchi come il clavicembalo, le trombe e i flauti dell’epoca. I cantanti con la loro melodiosa voce, riescono a trasportare lo spettatore coinvolgendolo completamente nella storia, trasmettendo diverse intense emozioni allo stesso tempo. La scenografia contrastava con la classica concezione dell’opera, nonostante ciò ha attribuito ancor più valore e significato alla performance teatrale. Nel primo atto appare un enorme ragno che in un primo momento può destare timore e che rappresenta la fattucchiera Armida, che era accompagnata da danzatrici che compievano movenze quasi acrobatiche e contorsionistiche. I costumi rispecchiavano le peculiarità dei vari personaggi negli atti come, ad esempio, le ammiccanti ballerine nel night club “The Spider”, apprezzate dal pubblico per la loro sensualità. La messa in scena di Rinaldo ha avuto un riscontro positivo che ha portato come conclusione un fragoroso applauso del pubblico.

TURLA NICOLETTA - DIPARTIMENTO DI MUSICOLOGIA Un Rinaldo tra aracnofobie e crescite personali. Il 25 novembre, al Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, ha avuto luogo la seconda recita di Rinaldo, opera in tre atti di George Frideric Händel, andata in scena per la prima volta nel 1711 a Londra e successivamente revisionata nel 1731. L’opera prende spunto dal capolavoro Gerusalemme liberata di Tasso. Questo nuovo Rinaldo, prodotto appositamente per OperaLombardia, si avvale di una nuova revisione drammaturgica attuata dal Maestro Ottavio Dantone all’edizione critica di Bernardo Ticci, la quale riunisce le due versioni handeliane sopra citate. L’indiscutibile gusto del Maestro Dantone ha creato una funzionale reinterpretazione che ben si fonde con le brillanti scelte registiche del promettente Jacopo Spirei e con le audaci scenografie di Mauro Tinti. Spirei sceglie di rappresentare il personaggio di Rinaldo come un giovane il quale, rinchiusosi in un angusto ufficio, rifiuta di crescere e di scoprire la propria identità. Grazie a nuovi stimoli come l’amore e il superamento delle proprie fobie (rappresentate da un enorme ragno) riesce ad uscire dalla routine e a osservare la bellezza, unita alla stravaganza, del mondo che lo circonda. Le prorompenti luci di Marco Alba e gli scintillanti abiti di Silvia Aymonino incorniciano uno spettacolo ben riuscito. Dantone ha brillantemente diretto la sua eccellente Accademia Bizantina. Il contralto Delphine Galou (Rinaldo), malgrado una sortita vocalmente timida, ha creato una sintonia perfetta con l’ensemble. Almirena, interpretata dal soprano Francesca Aspromonte, ha rapito il pubblico con la sua interpretazione della celebre aria Lascia ch’io pianga. Tra le interpreti femminili, spicca il soprano Anna Maria Sarra, con il suo virtuosismo ha presentato in modo sublime la spietata maga Armida. Eccezionale anche l’Argante del basso Luigi De Donato, il quale ha mostrato un fraseggio estremamente espressivo. Il controtenore Raffaele Pe, con il suo interessante timbro, ha dato nuovo spessore al personaggio di Goffredo. Interessanti le interpretazioni di Anna Bessi (Donna) e Federico Benetti (Mago Cristiano). Nella società odierna, la ricerca di angusti spazi virtuali come rifugi, ben rappresenta il crescente smarrimento generale. Raggiungere il proprio potenziale risulta dunque arduo. Come è stato ben dimostrato in questo spettacolo l’amore, il coraggio e la fantasia possono essere un mezzo decisivo per riscoprire sé stessi.

03 Dicembre 2018