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Mercoledì 21 Novembre 2018

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti di 'Misura per misura'

Diritto di critica, le recensioni degli studenti di 'Misura per misura'

CREMONA - 'Misura per misura' al Ponchielli. Ecco le recensioni dei ragazzi che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci e VOTA il sondaggio: resta aperto fino a domenica 11 marzo.

COPPIARDI PIETRO -1 LICEO ASELLI - Il 20 e il 21 febbraio Misura per Misura conquista il pubblico del teatro Ponchielli. La commedia di Shakespeare è proposta nella versione del regista Jurij Ferrini che sa darne un’interpretazione classica, ma brillante. Nella città di Vienna, che non è stata guidata nel modo corretto, regnano la depravazione e la corruzione dei costumi; perciò il Duca decide di ritirarsi lasciando la guida della città al rigido vicario Angelo che finisce per condannare a morte il giovane Claudio, colpevole di aver ingravidato la fidanzata. Il Duca, che in realtà non ha lasciato la città, aiuta, travestito da frate, Isabella, sorella di Claudio, a ottenere la grazia per il fratello elaborando un intrigato progetto. Grazie ai temi trattati la commedia è estremamente attuale, per cui risulta azzeccata la scelta del regista di ambientare la vicenda nel nostro tempo, nella periferia malfamata di Vienna. Le leggi ci sono, ma non vengono mai messe in pratica, permettendo alla prostituzione e al degrado di dilagare. Chi ha il compito di amministrare la giustizia è ipocrita e condanna solo le pene altrui, ignorando le proprie. Verità e onestà lasciano il posto a bugia e sotterfugio, inganno e disonore. Fra tutti i temi spicca il dubbio quasi “amletico” di Isabella, novizia in un convento, che per salvare il fratello deve offrire il suo corpo ad Angelo per una notte. Può un disonore tanto vergognoso essere lecito se serve un bene maggiore? Il mezzo giustifica il fine? La virtù è celeste, la vita è terrena, ma se la vita da salvare è di qualcun altro, che pure ha peccato, allora è giusto sacrificarsi? Temi importanti sono trattati con eleganza e delicatezza, senza mai ricadere nel pacchiano, grazie all’adattamento serio ma non noioso, con una spiccata ironia, mai eccessiva. Eccellenti gli attori, che hanno saputo talvolta far riflettere il pubblico, talvolta divertirlo. Una scenografia moderna ma essenziale e dal gusto marcatamente classico, decisamente da apprezzare. Lo spettacolo, pur non perdendo mai l’identità di commedia, sa essere spiritoso e non volgare, elegante e raffinato. Grande l’apprezzamento del pubblico che ha ripagato gli attori con calorosi applausi.

GHINAGLIA FABIANA – 5 LICEO STRADIVARI - Martedì e mercoledì sera, al Teatro Ponchielli è andato in scena l’opera di Shakespeare “Misura per misura” a cura del regista e attore, Jurij Ferrini. Questa commedia nera è stata scritta da Shakespeare nel 1603 e messa in scena da Ferrini nel 2016. Il Duca di Vienna (Jurij Ferrini) decide di allontanarsi e con l'aiuto di Frate Pietro (Francesco Gargiulo) indossa le vesti di frate, modificando la sua immagine per cercare di “entrare” nel suo popolo per capirlo. Lascia il suo posto ad Angelo, il Vicario, interpretato egregiamente da Matteo Alì, che come primo compito deve giudicare un giovane, Claudio (Raffaele Musella), condannato a morte per aver messo incinta la sua futura sposa prima delle nozze. Incontra Lucio (Angelo Tronca), un giovane eccentrico, dicendogli di parlare con la sorella Isabella (Isabella Rossetti), una suora novizia, per far si che sia lei a convincere Angelo a liberarlo. La ragazza si precipita a parlare con l'uomo riuscendo ad avere un rinvio della condanna per il fratello anche se dopo accese discussioni. Il vicario riflette tutta notte su ciò che è più giusto fare e soprattutto sulla giovane Isabella. All'alba la ragazza incontra Angelo nel suo ufficio e lui le propone una notte di passione in cambio della vita di Claudio. Isabella se ne va indignata e corre dal fratello dove incontra Frate Ludovico, il Duca sotto altra veste, che escogita un piano per salvare Claudio, lasciare immacolata l'anima della giovane novizia e far sposare Mariana (Elena Aimone), promessa sposa di Angelo lasciata poco prima delle nozze. Il piano di Frate Ludovico consisteva nel far scambiare d'abito le due giovani e far passare a Mariana la notte d'amore con Angelo diventando così – nuovamente - la sua futura sposa. Il progetto va a buon fine ma Angelo, non consapevole dello scambio tra le ragazze, non rispetta il suo patto e anticipa la morte di Claudio. Alla fine della commedia verrà fatta giustizia per tutti i personaggi. Ferrini è riuscito a reinterpretate una commedia del XVII secolo con semplicità grazie soprattutto all'essenzialità di costumi e scenografie. I costumi di Alessio Rosati risultano molto curati e fedeli anche se modernizzati e permettono al pubblico di non distogliere l'attenzione dalla narrazione. Nota negativa per alcuni punti della commedia che risultano troppo lunghi e a tratti pesanti; il pubblico tuttavia ha apprezzato la performance di tutti gli attori in particolare dell'ironia del Duca/Frate Ludovico che Jurij Ferrini ha saputo interpretare egregiamente. 

GIOVANELLI ALESSANDRO – 5 LICEO VIDA - Martedì 20 e mercoledì 21 febbraio al Teatro Ponchielli è andato in scena “Misura per misura” di William Shakespeare, per la regia di Jurij Ferrini. Tra pareti nere decorate da graffiti colorati prende vita una commedia dove leggi, giustizia, onore e misericordia non sempre si incontrano. Il Duca di Vienna (interpretato da un eccellente Jurij Ferrini) finge di andarsene dalla città, incaricando Angelo (Matteo Alì) di amministrarla rettamente. Il giovane Claudio (Raffaele Musella) viene condannato a morte dal vicario, perché la sua fidanzata è rimasta incinta prima del matrimonio. La novizia Isabella (Rebecca Rossetti), sorella di Claudio, implora il severo vicario di graziare il fratello. Ma Angelo, innamoratosi della religiosa, chiede in cambio il suo corpo. Solamente grazie all’intercessione dello stesso Duca, sotto le vesti di un frate, che riesce ad organizzare un incontro notturno tra Angelo e la sua promessa sposa (Elena Aimone), lasciata dopo la perdita della dote, si scongiura la morte di Claudio. Tuttavia, il vicario viene meno ai patti pretendendo l’uccisione del giovane e il Duca è costretto ad organizzare il suo ritorno, punendo il severo Angelo e ristabilendo l’ordine. Sul palco ad opporsi alle riflessioni più drammatiche sulla società (sia passata che odierna) c’è Angelo Tronca che interpreta Lucio, un giovane che prima deride il Duca e poi il frate, che alla fine scopre essere un’unica persona, rimanendo primo fra tutti confuso dalla vicenda, provocando sorrisi nel pubblico presente. La commedia di Shakespeare, dunque, riprende vita nella società moderna con un’intensità e un coinvolgimento molto apprezzabile e senza mai annoiare o avere cali di tensione per le quasi tre ore di durata dello spettacolo. Un ottimo accompagnamento musicale, molte volte presente, cambi di scena molto rapidi e luci capaci di rendere sia l’ambiente caldo di un luogo di incontro sia la freddezza di una prigione di morte, attraggono l’attenzione dello spettatore che rimane partecipe allo spettacolo anche durante gli applausi numerosi e scanditi che seguono il ritmo della musica di chiusura.

LANFRANCHI LAURA -4^ GHISLERI - “Che importa alla legge se i ladri sian giudicati da altri ladri?” Questa è la frase che risuona nella mente dello spettatore anche al termine dello spettacolo andato in scena il 21 febbraio al teatro Ponchielli di Cremona, Misura per Misura, di William Shakespeare con la regia di Jurij Ferrini, qui anche attore nella doppia parte di Vincenzio (il Duca) e Pompeo (il Ruffiano). La professionalità dei commedianti nella recitazione, unita alla trama avvincente, sono stati gli ingredienti per tener desto l’interesse e l’attenzione del pubblico per tutta la durata della rappresentazione, quasi tre ore di spettacolo. L’interpretazione, i movimenti e i costumi di ogni singolo attore e persino la postura del corpo si sono rivelati complementari nel determinare le caratteristiche dei personaggi sulla scena. La figura del duca di Vienna, che è centrale nella narrazione, entra in crisi profonda e, per cercare l’origine del peccato e del vizio nella specie umana, si traveste da frate e va nei bassifondi, lasciando il compito di amministrare la giustizia al severo Angelo. Le decisioni assunte da questo suo sostituto si contrappongono a quelle del più saggio giudice Escalo, il quale, tra i miserabili che vivono di stenti e cercano le scuse più meschine per giustificarsi, sembra arrabattarsi in un mondo dove “giustizia non sarà mai fatta”. Emerge la contrapposizione tra Giustizia e Misericordia, in una storia narrata con i toni che si alternano tra commedia e tragedia, dove nessun personaggio è trasparente e immune da colpe; nemmeno chi amministra la giustizia riesce a non essere corrotto. Un insieme di persone contorte, false, burlone e pronte a diventare assassine in una trama dove vengono passati in rassegna i temi dell’onore, della dignità, dell’onestà dell’abuso e della giustizia. La riflessione che ne scaturisce vede da un lato l’atteggiamento di comprensione, pietà e compassione per chi ha sbagliato e dall’altro le proibizioni e le punizioni nei suoi confronti, facendo intendere che non è aumentando i divieti e le proibizioni che si regola la convivenza umana, ma promuovendo il rispetto della vita degli altri.

MEDOLLA MARIAGRAZIA – 3 LICEO LINGUSISTICO - Divertente, dinamico e ironico. Ecco le caratteristiche emerse nello spettacolo “Misura Per Misura” il giorno martedì 20 febbraio al Teatro Ponchielli di Cremona. Scritta da William Shakespeare e rivisitata dal regista Jurij Ferrini, questa commedia analizza la giustizia e gli effetti che questa ha sulla società. Il giovane Claudio, interpretato da Raffaele Musella, è condannato a morte per fornicazione. La decisione è presa dal temporaneo sostituto del duca, nonché il vicario di Vienna Angelo. Questo, interpretato da Matteo Alì, è un uomo severo e molto dedito alla legge. Lorenzo Bartoli nei panni del giudice Escalo, accompagna il vicario nel suo lavoro. Il prigioniero ha una sorella novizia, Isabella (Rebecca Rossetti), che su richiesta del fratello deve intervenire affinchè egli possa essere scagionato. É Lucio (Angelo Tronca), il personaggio divertente dello spettacolo, l’intermediario tra i fratelli. La giovane novizia riesce a convincere il vicario con le sue doti dialettiche. Angelo nutre dei sentimenti proprio per questa virtù, ma il suo è un amore finalizzato. Egli infatti libererà Claudio in cambio del corpo di Isabella, che disperata rifiuta. Nel frattempo tra i personaggi interagisce un finto frate, Ludovico. Egli, alquanto misterioso, sembra interessarsi alla vicenda. E’ infatti lui a trovare un rimedio alla situazione. Il piano inizialmente non ha esito positivo. Successivamente però il duca e il frate si rivelano essere la stessa persona e tutto finisce per il meglio. Il regista è nei panni dei due personaggi. Secondo la commedia, come dice Jurij Ferrini, quanto più alto è il bisogno di giustizia tanto più alto deve essere il bisogno di misericordia. Infatti nella storia si chiede ripetutamente compassione nei confronti di Claudio. É quindi più facile imporre leggi severe che comprendere i comportamenti naturali dell’essere umano. Ma il regista ha tenuto a precisare che questi sono anche fatti odierni. Infatti vi erano elementi, per lo più estetici, tipici dei giorni nostri. Ad esempio lo sfondo era costituito da pareti con dei murales, quasi a ricordare i muri delle stazioni. Dopo la chiusura del sipario ancora si sentivano gli applausi, meritatissimi.

ZAMBELLI ALESSIA – LICEO ARTISTICO “A. STRADIVARI” CL. IV A - Misura per misura di William Shakespeare è l’opera portata in scena la sera del 20 febbraio al teatro Ponchielli di Cremona con la regia di Jurij Ferrini. Una Vienna stomachevole, assetata di potere e popolata da un’immensa umanità abbandonata a se stessa, è rappresentata in un “thriller ante-litteram”. Sarcasmo e tragedia dominano il quadro, ci si diverte e si ride, anche quando non si dovrebbe. Una vicenda immorale di ricatti e peccati venali condannati con la morte, mentre vengono commessi proprio dai potenti. Il Duca di Vienna, lo stesso Ferrini, prende le distanze dal potere per capire meglio quella che è la natura del peccato e affida al suo cinico e viscido vicario Angelo, Matteo Alì, il compito di mantenere l’ordine e di arginare la corruzione. E così fa: condanna a morte il giovane Claudio, Raffaele Musella, accusato di aver messo incinta la futura sposa prima del matrimonio. Isabella, Rebecca Rossetti, sorella di Claudio, novizia pronta a prendere i voti, si rivolge ad Angelo sperando che conceda la grazia al fratello. Entra in gioco la Pietas, la compassione; quell’uomo fatto di molte ombre e sfaccettature, ma anche di una ben nascosta umanità, quasi impossibile da odiare, si rivela fragile, ma allo stesso tempo consapevole della propria posizione di potere, perché si sa, è più facile appellarsi a dei valori legislativi al posto di perdonare quello che è stato l’atto d’amore di questo caso. Isabella si dimostra capace d’agire ed indignarsi davanti alla richiesta della propria integrità in cambio della salvezza del fratello da parte del sicario, che verrà raggirato grazie all’aiuto del Duca, travestito da frate e sotto falso nome. L’efficace scenografia di Carlo de Marino è semplice e minimale, una triplice parete sulla quale si riconoscono immagini di Bansky e motti come “Justice and compassion”; un allestimento scenico desolante che d’altronde rispecchia la società di cui scriveva Shakespeare nel 1600.

03 Marzo 2018