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Mercoledì 19 Settembre 2018

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Storie Bambine, il festival raccontato dagli studenti della Beata Vergine

Storie Bambine, il festival raccontato dagli studenti della Beata Vergine

Ginevra Carletti e Raman Kaur (Liceo linguistico Beata Vergine) - Giovedì 26 ottobre, alle ore 17.30, presso “spazio comune” in Piazza Stradivari, Agostino Melega ha parlato della sua ricerca riguardante i giochi di una volta, o per meglio dire “i giòc de’ ‘na olta”. Egli ha voluto sottolineare l’importanza della dimensione ludica nei momenti di relazione tra genitori e figli, adulti e giovani, nonni e nipoti.


Nel 2003 l’Unesco ha riconosciuto e definito i giochi della tradizione come “patrimonio immateriale dell’umanità”.
I giochi tradizionali popolari si praticavano all’aria aperta, nelle piazze e nei cortili, erano semplici passatempi che richiedevano velocità, destrezza e tanta creatività.
Il dottor Melega ci ha riportato ala nostra infanzia, spaziando dal “gioco della conta” a “nascondino”, che egli illustra come giochi di funzione educativa.
Ha parlato inoltre della funzione di quei giochi che apparentemente sembrano banali, ma che in realtà aiutano i più piccoli a sviluppare la memoria, come per esempio le filastrocche. Esse sono reperti linguistici che formano una piattaforma di apprendimento e sviluppano una notevole abilità favorendo il concetto di laterizzazione, come accade con il noto gioco “ero in bottega”. Altri giochi invece, risvegliano la fantasia, poiché una lattina di conserva, vista con gli occhi del bambino, può diventare un gioco meraviglioso. Tramite il gioco della “tana” o della “cucìna” è possibile capire la capacità di leadership di un bambino.
Al termine della sua interessante e divertente relazione, il dottor Melega ha detto che a suo parere “io ero” resta il gioco più bello, perché tutti, almeno una volta, abbiamo detto: “tu eri capitan Uncino e io ero Spugna”. 

Ilaria Orsi (III Liceo Linguistico Beata Vergine) - "Sulle tracce di Antonio Stradivari: tra fantasia e realtà". Un viaggio avventuroso, avvolto dal mistero, con protagonista Antonio Stradivari nella Cremona del’600: questo è stato l’incontro con Annalisa Casali, scrittrice della trilogia sul celebre liutaio cremonese, svoltosi mercoledì 25 ottobre 2017 presso il Teatrodanza di Cremona.

'Antonio Stradivari raccontato dal suo gatto' era uno degli incontri di Storie Bambine, festival dedicato all’infanzia, promosso dalla cooperativa 'Il Cerchio'. "'La trappola delle sfere', 'Il bosco degli alberi musicali' e “Il segreto del musicista” (Apostrofoeditore) nascono dal desiderio di raccontare in modo semplice la storia del piccolo grande Antonio Stradivari, attraverso gli occhi del gatto Colosso, suo fedele amico e complice. I ragazzi potranno immedesimarsi con il protagonista, che come loro deve compiere scelte importanti" spiega l’autrice. La trilogia, illustrata da Graziella Borgna, con l’aiuto di Colosso, accompagna i giovani lettori nella storia di Stradivari, da quando era rimasto orfano, alla nascente passione per la liuteria, passando per le avventure nel retrobottega dell’alchimista Annibale. Esposto in modo chiaro e brillante, l’incontro ha coinvolto soprattutto un pubblico adulto che, curioso di conoscere la storia del mito cremonese, ha partecipato con entusiasmo ed interesse. Ritengo che eventi come questo meritino di essere valorizzati, perché importanti esperienze di crescita e occasioni per scoprire il vero piacere di essere bambini. Invito, quindi, anche agli adulti a partecipare e lasciarsi trasportare in un mondo fatto di stupore e meraviglia per le semplici cose, e a ritornare bambini anche solo per poco tempo perché “tutti i grandi sono stati bambini una volta ma pochi se ne ricordano”. 

Lara Chiusa (V Liceo Linguistico Beata Vergine) - Giovedì 19 Ottobre presso la libreria Feltrinelli di Cremona si è svolto l'incontro "I grandi pittori raccontati ai bambini: Van Gogh" del progetto Storie Bambine. Elena, la relatrice, ha accolto calorosamente i bambini in un atmosfera gioiosa. Il pittore è stato presentato con un linguaggio adatto ai piccoli invitati. La relatrice ha detto che Van Gogh dipinse circa novecento quadri in dieci anni, lavorando anche la notte a lume di candela.
Il giallo era il suo colore preferito e rappresenta con i girasoli l'amicizia e a questo proposito la relatrice ha mostrato loro il quadro dei girasoli fioriti, dipinto al tempo dell'amicizia con Gauguin e il quadro dei girasoli sfioriti, appassiti quando l'amicizia finì. I bambini, molto coinvolti dal racconto hanno posto domande e immedesimandosi in Van Gogh alla fine del racconto hanno dipinto con le tempere i girasoli, simbolo dell'amicizia. Spero che questa iniziativa di grande successo venga proposta anche nei prossimi anni perché si è colto il coinvolgimento e l'unione tra i bambini.

Carolina Sinelli e Rebecca Ronca (V Liceo Linguistico Beata Vergine) - Giovedì 19 ottobre ha avuto luogo, presso la libreria Feltrinelli, uno degli incontri previsti dal progetto “Storie bambine” destinato ai giovani cremonesi. Protagonista dell’incontro è stato il grande pittore Impressionista Vincent Van Gogh. La relatrice ha ripercorso passo dopo passo le tappe chiave della vita dell’artista, dalla nascita in Olanda, ai problemi familiari, alla sua passione per la pittura impressionista, alla reclusione in manicomio, agevolando così la comprensione della sua vita travagliata ai piccoli critici d’arte. I bambini presenti hanno mostrato grande curiosità e interesse, suscitati soprattutto dalla visione dei suoi più famosi quadri come “I girasoli”, “I mangiatori di patate” e uno dei suoi notturni. L’incontro poi ha previsto nell’ultima parte un attivita di laboratorio per i piccoli partecipanti, i quali si sono messi in gioco dipingendo come lo stesso Van Gogh. Questi hanno cercato di emulare la tecnica senza contorni dell’autore la quale era costituita principalmente da veloci e dense pennellate che rendevano la sua tecnica pittorica e i suoi quadri unici. 

Angelica Bonetti (V Liceo Linguistico Beata Vergine) - Giovedì 19 ottobre alle ore 17.00 presso la libreria Feltrinelli di Cremona si è svolto uno dei primi incontri per i bambini partecipanti al progetto “storie bambine” in cui è stato presentando il celebre artista Vincent Van Gogh. Le relatrici dell’incontro hanno racconto in modo facile ed elementare la vita dell’autore, definito solitario e ribelle, attraverso varie opere sono state spiegate le tecniche utilizzate dall’artista, come per esempio la pennellata marcata e l’abbondante uso del colore così che il dipinto rimanesse leggermente in rilievo. Purtroppo al suo tempo questo metodo era considerato inusuale pertanto gli fu praticamente impossibile vendere la maggior parte dei quadri realizzati. Nella parte conclusiva dell’incontro i piccoli partecipanti sono intervenuti con alcune domande per poi cimentarsi in un vero e proprio laboratorio di pittura rappresentando uno dei quadri più celebri del pittore i “girasoli” simbolo dell’amicizia.

Elena Sofia Scaravonati (Liceo Linguistico Beata Vergine) - Il giorno 20 ottobre, presso il Circolo Arcipelago si è svolto l’incontro con Assia Petricelli, insegnante, documentarista, sceneggiatrice e vincitrice del premio Andersen con il suo primo Graphic Novel “Cattive Ragazze. 15 storie di donne audaci e creative” disegnato da Sergio Riccardi. Quello di venerdì è stato il primo di una micro-rassegna di incontri con autori di storie per l’infanzia e per l’adolescenza aperti alla cittadinanza chiamata “Signori bambini”. La sala dove si è svolta la presentazione era senz’altro d’impatto. Essa non aveva solo una funzione pratica, ovvero di ospitare l’autrice e i partecipanti all’incontro, ma grazie ai divanetti messi a disposizione e alle candele, forniva un’atmosfera accogliente. La “conversazione” è iniziata con una presentazione generale del libro e poi è continuata come se fosse un’intervista collettiva. “Cattive Ragazze” è una raccolta di brevi storie vere aventi come protagoniste delle ragazze comuni, appartenenti a differenti nazioni e vissute in secoli diversi, che hanno lottato contro gli stereotipi. Il target del libro non sono solo le ragazze, ma anche i ragazzi, i quali possono prendere esempio dal coraggio e dalla perseveranza delle giovani protagoniste e dagli uomini che le hanno incoraggiate nei momenti difficili. L’autrice ha tratto ispirazione dai cataloghi che amava sfogliare da bambina, perciò si può non rispettare l’ordine proposto dei racconti. Il risultato è un libro leggero e scorrevole, che affronta tematiche serie con semplicità, ma senza superficialità, e con un pizzico di ironia. La narrativa per ragazzi non deve essere trascurata dagli adulti, come ha più volte sottolineato Petricelli. Ritengo che le tematiche siano molto attuali. Le giovani protagoniste hanno contribuito a iniziare un processo di graduale emancipazione della figura femminile che è ancora in corso oggi. Il premio Andersen è senza dubbio meritato.

Il giorno 20 ottobre, presso il Circolo Arcipelago si è svolto l’incontro con Assia Petricelli, insegnante, documentarista, sceneggiatrice e vincitrice del premio Andersen con il suo primo Graphic Novel “Cattive Ragazze. 15 storie di donne audaci e creative” disegnato da Sergio Riccardi. Quello di venerdì è stato il primo di una micro-rassegna di incontri con autori di storie per l’infanzia e per l’adolescenza aperti alla cittadinanza chiamata “Signori bambini”. La sala dove si è svolta la presentazione era senz’altro d’impatto. Essa non aveva solo una funzione pratica, ovvero di ospitare l’autrice e i partecipanti all’incontro, ma grazie ai divanetti messi a disposizione e alle candele, forniva un’atmosfera accogliente. La “conversazione” è iniziata con una presentazione generale del libro e poi è continuata come se fosse un’intervista collettiva. “Cattive Ragazze” è una raccolta di brevi storie vere aventi come protagoniste delle ragazze comuni, appartenenti a differenti nazioni e vissute in secoli diversi, che hanno lottato contro gli stereotipi. Il target del libro non sono solo le ragazze, ma anche i ragazzi, i quali possono prendere esempio dal coraggio e dalla perseveranza delle giovani protagoniste e dagli uomini che le hanno incoraggiate nei momenti difficili. L’autrice ha tratto ispirazione dai cataloghi che amava sfogliare da bambina, perciò si può non rispettare l’ordine proposto dei racconti. Il risultato è un libro leggero e scorrevole, che affronta tematiche serie con semplicità, ma senza superficialità, e con un pizzico di ironia. La narrativa per ragazzi non deve essere trascurata dagli adulti, come ha più volte sottolineato Petricelli. Ritengo che le tematiche siano molto attuali. Le giovani protagoniste hanno contribuito a iniziare un processo di graduale emancipazione della figura femminile che è ancora in corso oggi. Il premio Andersen è senza dubbio meritato.

29 Ottobre 2017