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Lunedì 24 Settembre 2018

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Le recensioni degli studenti di 'Sister Act - Il musical'

Le recensioni degli studenti di 'Sister Act - Il musical'

Una scena di 'Sister Act - Il musical'

CREMONA - Ecco le recensioni degli studenti di 'Sister Act - Il musical'

SILVIA ANDREA RUSSO – 1^ LICEO CLASSICO “D. MANIN”. - Dopo il grande successo all’Italian Music Awards 2016, sabato 31 Dicembre 2016 e domenica 1 Gennaio 2017, è finalmente approdato a Cremona, sul palcoscenico del Teatro Ponchielli ,“Sister Act, il musical”. Tratto dall’omonimo film del 1992 diretto da Joseph Howard ed ora affidato alla rielaborazione del regista ed attore cinematografico Saverio Marconi, “Sister Act” assume un aspetto brillante e dinamico. Una nuova ambientazione spostata negli anni ’70, periodo che vede la nascita di dirompenti generi musicali. Venticinque brani, scritti dal premio Oscar Alan Menken, autore delle più celebri colonne sonore Disney, spaziano dal soul al funky, dai gospel alle armonie polifoniche, dalla disco ’70 alle ballate pop, e rendono la storia frizzante e travolgente. Ventiquattro rapidi cambi di scena permettono di assaporare la frenetica vita notturna dei pub e la quiete della chiesa. Scenografie imponenti e suggestive coinvolgono il pubblico nell’anomalo viaggio dell’eccentrica Deloris, interpretata dalla madrilena Belia Martin, tra il nightclub e il convento delle suore. Viaggio che le permette di riscoprirsi attraverso il suo amore per la musica, una passione che la spinge a spogliarsi del lusso, della fama e della carriera e che la costringe a convivere con se stessa. È infatti la musica il cuore di questa storia, assumendo caratteri diversi a seconda delle prospettive dei vari personaggi. Una musica che sa unire realtà diverse, che avvicina a Dio e nello stesso tempo all’uomo, una musica per raggiungere i propri sogni e per scoprire il proprio cammino. Proprio come nel caso del personaggio di Suor Maria Roberta, affidato all’ormai celebre vincitrice di The Voice Suor Cristina, una giovane novizia che solo attraverso la musica portata dalla stravagante Deloris riesce a trovare le risposte ai dubbi sulla sua “chiamata”. Messaggi profondi in un’esplosione di luci, colori e divertimento ,tra gangster e suore, breviari e paillettes, inseguimenti e prove di canto, colpi di scena e un finale che, pur se noto, non smette mai di stupire e commuovere. Uno spettacolo davvero coinvolgente ed emozionante. Che Sister Act sia un augurio per un anno ricco di positività e un invito a viverlo cercando sempre ed ininterrottamente la propria strada.

LAURA LANFRANCHI – 2^ GHISLERI - Applausi, applausi e ancora applausi hanno fatto vibrare il teatro Ponchielli per tutta la durata del musical Sister Act. La trama, pur con qualche variante rispetto all’omonimo film, è rimasta fedele all’originale; la cantante Deloris, interpretata dalla bravissima Belia Martin, è l’amante di un gangster e assiste involontariamente all’omicidio dell’autista del boss. Corre alla polizia e, in attesa di testimoniare, viene nascosta in un convento di suore. Qui, con la sua esuberanza, porta un cambiamento nel coro che, inizialmente stonatissimo, grazie ai suoi consigli diventerà un fenomeno musicale della città, mettendo però a repentaglio la sicurezza dell’intero convento. La vicenda si risolverà felicemente grazie all’arresto del boss e dei suoi scagnozzi prima della performance finale. Tutto perfetto: sceneggiatura fantastica di Gabriele Moreschi, che ha curato i dettagli e ha previsto numerosi cambi di scena in pochi secondi; costumi eccezionali di Carla Accoramboni, che ha saputo rendere un semplice e nero abito da suora in un costume che nel corso del musical si è gradualmente illuminato diventando scintillante e strappando al pubblico fragorosi boati di approvazione. Poche battute ben recitate e molta musica: venticinque brani ispirati a diversi generi musicali scritti dal premio Oscar Alan Menkel. Bravi i solisti, strepitosa Belia Martin, ma bravissimo il coro delle suore, che ha saputo eseguire al meglio musiche tra loro differenti cantando e ballando nello stesso tempo. Appropriato è stato il ruolo di suor Maria Roberta interpretato dalla Special Guest di questo spettacolo, Suor Cristina, vincitrice nel 2014 del talent show The Voice Italy. Anche la presenza del bravissimo Pino Strabioli, nel ruolo di Monsignor O’Hara, ha valorizzato il cast suscitando risate e applausi ad ogni suo ingresso sul palco. Uno spettacolo coinvolgente con una musica travolgente; mentre uscivamo da teatro non potevamo fare a meno di canticchiare il ritornello: “Fammi volare…fammi rinascere”, un bellissimo proposito nel primo giorno del nuovo anno!

LUCREZIA BARISELLI- 5^ Ac LICEO VIDA - 

Per presentare il musical andato in scena sul palco del Teatro Ponchielli il 31 dicembre e il1 gennaio basta nominarne il titolo: Sister Act! Dall'immortale film la Compagnia della Rancia ha tratto ispirazione per creare uno spettacolo unico, colmo di colpi di scena e meravigliosi costumi. Deloris è cantante nei night club e sogna di poter diventare presto famosa con l'aiuto di Curtis, un uomo dalla dubbia moralità. La sera della vigilia di Natale la ragazza diventa, per sua sfortuna, testimone di un omicidio commesso dal suo stesso protettore. Terrorizzata chiede aiuto alla polizia che ritenendola in pericolo di vita le crea una nuova identità affidandola ad un convento. Suor Maria Claretta, il nome che le viene attribuito, non è abituata all'austerità di un luogo sacro e di culto tanto che quando le viene data la direzione del coro formato dalle suore del convento incapaci a cantare, trasforma le funzioni in spettacoli blues e rock. La città inizia ad interessarsi al cambiamento apportato da Suor Maria Claretta e questo le porterà non pochi problemi. Spettacolari i costumi e la loro fattura, dai pantaloni a zampa di elefante agli abiti completamente ricoperti di brillantini, alcuni dei cambi avvengono perfino sul palco con sorpresa degli spettatori. La vera attrattiva però sono le voci, colme di passione ed emozione, ad ogni nota scaldano il cuore e fan venire voglia di cantare, ma in fondo è questo lo spirito di Sister Act: dimostrare che tutti, con pratica e dedizione, possono riuscirci. Belia Martin è Deloris, voce incantevole che catalizza gli spettatori e, accompagnata da Suor Cristina crea un'atmosfera magica, rendendo omaggio al film. Lo  spettacolo per intensità di recitazione e passione a tratti rischia di surclassare l’originale cinematografico. 

AURORA DI PASQUALE -2^ S GHISLERI

Come sempre, Saverio Marconi sa come coinvolgere il pubblico. Ci ha fatti sognare dalla sua prima comparsa come attore protagonista di Padre padrone e nemmeno una volta ha deluso gli spettatori che andavano a vederlo. Ma ancor più grande è il piacere che si prova quando crea un nuovo musical da portare in tutti teatri italiani. Direttore della Compagnia della Rancia, “originalità” e “perfezione” sono sempre presenti nei suoi capolavori teatrali. A sostegno di questa tesi, possiamo far riferimento al suo ultimo capolavoro, in scena al Ponchielli, Sister Act : travolgente, divertente e caloroso, si è rivelato una piacevole sorpresa anche per i più scettici. Non ci si poteva aspettare niente di meno dalla compagnia teatrale di questo spettacolo; non sono stati solo gli interpreti a renderlo unico, ma anche coloro che sono stati dietro le quinte, come il compositore Alan Menken, noto per aver scritto molte delle più famose colonne sonore Disney. Basato sull’omonimo film del “92, Sister Act narra di come una cantante di colore, Deloris Van Cartier (interpretata da Belìa Martin) si ritrova a cercar rifugio in un convento dopo aver assistito accidentalmente a un delitto. Ma Deloris, con la sua voce mozzafiato e la sua testardaggine, non si limiterà a pregare insieme alle altre suore e sottostare agli ordini della Madre Superiora... In un’opera nella quale ingenue e speranzose suore cantano e ballano, non poteva mancare suor Cristina, nelle vesti della novizia suor Maria Roberta, conosciuta per il suo esordio a The Voice, dove ha incantato il pubblico con la sua voce. Impressionante è come il ruolo interpretato sia più che semplice finzione: lei stessa dichiara di essersi rivista nella giovane suora, che nel musical è incerta se la decisione di stare sotto la protezione di Dio sia veramente quella giusta. L’umorismo della commedia e il confronto di due mentalità diverse, una guidata dalla determinazione di realizzare i propri sogni, l’altra rivolta a dei comportamenti affermati nel tempo, danno corpo a un musical adatto a tutti; sia per coloro che vogliono godersi il piacere di una splendida opera, sia per coloro che desiderano assistere a qualcosa di nuovo e unico. Due ore e un quarto di spettacolo in cui perdersi in musiche travolgenti e in comicità spontanea: semplicemente un mix eccezionale.

11 Gennaio 2017