il network

Domenica 11 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


DIRITTO DI CRITICA

Le recensioni degli studenti di Father and son

Le recensioni degli studenti di Father and son

Claudio Bisio al Ponchielli

CREMONA - Sono 63 gli studenti delle scuole superiori cremonesi e provenienti dal Manin, Aselli, Anguissola, Beata Vergine, Vida e Torriani che hanno deciso di vestire i panni di ‘cronisti teatrali’ per la stagione di prosa 2015/2016 del teatro Ponchielli per la quarta edizione di Diritto di Critica, la palestra di scrittura per spettatori consapevoli promossa dalla Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli e dal quotidiano 'La Provincia'. Ecco le prime recensioni relative a Father and son con Claudio Bisio.

VIRGINIA FIAMENI (2a LICEO ASELLI) - Quello che viene portato in scena in questi giorni con grande maestria da Claudio Bisio al teatro Ponchielli è un vero e proprio scontro generazionale, un contrasto tra due mondi che non sembrano avere nulla in comune, quello dei padri, incapaci di seguire l'evoluzione informatica e di comprendere la mentalità del mondo dei figli, fatto invece di tecnologia e disordine. Il ruolo del padre descritto nel libro di Michele Serra "Gli sdraiati", da cui è tratta l'intera rappresentazione, sembra calzare a pennello al nostro attore del quale spesso scordiamo l'incredibile versatilità, vincolati dall'immagine televisiva. Bisio cattura il pubblico con un'ironia frizzante e mai stancante, ma attento a non fare della risata la protagonista dello spettacolo. All'interno della rappresentazione, oltre che a questo confronto tra mondi, Bisio affronta, sempre in chiave ironica, il problema del numero crescente degli esodati, portando gli spettatori a riflettere sulla politica Italiana e sul futuro delle prossime generazioni a partire dal quella di suo figlio, sdraiato sul divano in mutande a mangiare wurstel crudi davanti ad una serie Tv americana. Silenzioso, come sempre. Braccio destro di Bisio durante tutta la serata sono due bravissimi musicisti Laura Masotto (al violino) e Marco Bianchi (alla chitarra) con i quali il protagonista instaura un vero e proprio dialogo che idealmente quasi compensa i silenzi del figlio. Il sottofondo serve inoltre a riempire la quasi vuota e mutevole scena, formata da tavoli e sedie, spostati di continuo dall'interprete quasi a seguire i suoi pensieri, da un armadio a specchio sospeso nel vuoto e da uno riverso in terra sormontato da un mucchio di massi. Queste pietre simboleggiano l'insistente richiesta del padre di una passeggiata in montagna con il figlio che stenta ad accettare fino quasi alla fine del monologo, quando decide, finalmente, di soddisfare il desiderio del padre. Ed è proprio sul monte Nasca, luogo preferito del genitore, che quest'ultimo capisce che il figlio ha delle potenzialità che gli permetteranno di fare strada, di arrivare in vetta, forse in maniera diversa da quello che lui si aspetta, in un modo a lui incomprensibile, ma che gli permetterà di diventare adulto migliore.

ALICE SAVARDI (4a ITIS) - Lunedì 21 e Martedì 22 Dicembre, al Teatro Ponchielli di Cremona, è andato in scena lo spettacolo “Father and son”, con Claudio Bisio, diretto da Giorgio Gallione ed ispirato a “Gli Sdraiati” e a “Breviario comico” di Michele Serra. Laura Masotto e Marco Bianchi hanno accompagnato con violino e chitarra le battute dell'attore. Claudio Bisio interpreta un padre, che davanti ad un figlio pigro e svogliato, cerca in tutti i modi di spronarlo ad uscire dalla sua vuota quotidianità, utilizzando un linguaggio molto semplice, divertente e spigliato. È evidente che la difficoltà del padre è quella di esercitare il proprio ruolo, ovvero quello di essere autorevole, in un contesto in cui la figura della madre risulta assente. Lo spettacolo alterna momenti comici e momenti di riflessione, in cui il protagonista riesce comunque a ironizzare su argomenti come la politica e l'attualità. Il rapporto tra padre e figlio è un rapporto privo di comunicazione, ma che comunque si basa su un rispetto reciproco. Questo monologo descrive perfettamente la quotidianità della maggior parte dei ragazzi d'oggi, le loro abitudini, i loro atteggiamenti e il loro modo di vivere in cui è assente il desiderio di scoperta. Bisio si comporta come un padre amichevole che, nonostante le poche parole del figlio, cerca di instaurare con lui un dialogo per smuoverlo dal divano in cui è immerso tra televisione, musica e cellulare. In realtà il padre non ha intenzione di cambiare la natura del figlio, bensì il suo scopo è quello di aprirgli una finestra su un mondo diverso dalla sua routine, mostrandogli un altro lato della vita: gli vuole insegnare ad essere una persona responsabile e curiosa. Bisio in “Father and son” affronta una delle tematiche più importanti nella vita di un padre, ovvero il rapporto con il figlio adolescente, con umorismo, sarcasmo, leggerezza e nello stesso tempo con serietà e un pizzico di cinismo. La scenografia è fissa e questo, a parer mio, rende lo spettatore più concentrato sulle parole dell'attore. In generale, la messa in scena, è bella e piacevole all'ascolto grazie anche al sottofondo musicale. Bisio dimostra, ancora una volta, di essere un attore versatile, capace di divertire e nello stesso tempo stimola la riflessione del pubblico.

BIANCALISA SGORBATI (4a LICEO VIDA) - «Non è il momento di cambiare, rilassati, prenditela con calma sei ancora giovane, questa è la tua colpa, c’è ancora cosi tanto da imparare…» queste le prime parole di Cat Stevens nella sua canzone Father And Son, titolo strappato dal regista Giorgio Gallione, per lo spettacolo che ha ottenuto il tutto esaurito nelle date del 21 e 22 dicembre; in linea con la tradizione il teatro Ponchielli ha aperto la stagione di prosa con un brillante monologo. Un successo popolare per il comico e cabarettista Claudio Bisio, che perfetto nei panni di un padre imperfetto offre uno spaccato del rapporto genitore e figlio. Certo l’attore dà al pubblico ciò che questi desidera, inserendo nella sua recitazione battute comiche spesso sfocianti nella volgarità, ma proprio per questo piace. Lo spettatore medio, che il mercoledì sera guarda Bisio a Zelig e Italia’s Got Talent, alla fine dello show è soddisfatto e divertito. Sul palco due ottimi musicisti Laura Masotto al violino e Marco Bianchi alla chitarra fanno da contrappunto al comico in un botta e riposta di voce e strumenti eccezionali; attraverso continui cambi di chitarra, dalla classica alla rock, movimentano la serata che rischia di ‘sdraiarsi’, proprio come i protagonisti, sui testi di Michele Serra (Gli Sdraiati e Breviario Comico) recitati con precisione, ma carenti di una rielaborazione profonda. Mentre Cat Stevens canta con pathos e il pubblico comprende il significato del testo, i più senza sapere l’inglese, Bisio non compie quel salto di qualità che potrebbe commuovere, accettando umanamente il conflitto generazionale. Ma è davvero il figlio a non cercare lo sguardo del genitore, o forse è proprio il genitore ad avere gli occhi chiusi? Questa grande guerra tra vecchi e giovani è combattuta da stati differenti: i primi in posizione eretta, mentre gli altri nel classico assetto sdraiato, ma da questa prospettiva gli adolescenti riescono a scorgere qualcosa precluso o non ancora visibile al resto del mondo. Il rapporto tra i due protagonisti è difficile, impegnativo, tortuoso come la salita al colle della Nasca, ma necessario per il passaggio del testimone. Questa camminata in montagna, che culmina con la discesa dal soffitto di pietre legate a funi, sancisce da un lato la fine dell’adolescenza e l’inizio dell’età adulta, dall’altro la possibilità per il padre di invecchiare.

ELISA DORDONI (LICEO BEATA VERGINE) -  Lunedì 21 dicembre, alle ore 20.30, è andato in scena al Teatro Ponchielli lo spettacolo Father and son, interpretato da Claudio Bisio, col supporto di Laura Masotto, al violino, e Marco Bianchi, alla chitarra e diretto da Giorgio Gallione. Si tratta di un monologo ispirato a “Gli sdraiati” e “Breviario Comico” di Michele Serra, in cui Bisio incarna le parti di un padre, che immagina di parlare con il figlio, rappresentante significativo della generazione contemporanea. Il padre da subito dichiara di voler compiere con lui una camminata, che ritiene una sorta di “rito” con cui accedere alla vita da adulti, più consapevole e meno “sdraiata”, per arrivare sulla cima di un colle. Si tratta di un testo semplice, diretto e sincero, che analizza diversi aspetti del rapporto padre-figlio, con un linguaggio ironico e talvolta drammatico. Sono stati toccati temi caldi della quotidianità, come la difficoltà nel dialogare con i propri figli, appartenenti a una società “sdraiata”, isolata dal resto del mondo, quasi imprigionata in una campana di vetro dalle cosiddette “nuove dipendenze” (social network, videogiochi, uso spropositato del telefonino). Ha fatto riflettere anche sul mondo che i genitori lasceranno in eredità ai propri figli, tema spesso dimenticato ma inevitabile. Il testo era perfettamente nelle corde di Bisio, che ha saputo interpretarlo con grande maestria e quell’ironia piacevole che lo contraddistingue e lo rende un artista unico. La scenografia era molto semplice: alte mura blu circondavano lo spazio, tavoli e sedie di legno, che erano spostati a ogni cambio scena, per simulare ambienti diversi. Il pubblico sembra aver apprezzato l’intervento di Bisio, che si è rivelato un grande artista, anche al di fuori dell’ambito televisivo a cui si è abituati a vederlo.

FILIPPO RAGLIO (1a LICEO ASELLI) -  “Father and son”, tratto da “Gli sdraiati” e da “Breviario comico” di Michele Serra, diretto da Giorgio Gallione e con Claudio Bisio è incentrato sul rapporto tra un padre e un figlio. In scena però appare solo il padre, intento in un dialogo con il figlio che si trasforma in un monologo a causa di una serie di distrazioni(musica, TV, Whatsapp, studio..) che distolgono il ragazzo dai rapporti umani. L'adulto si deve adeguare ai tempi, deve conquistare la stima del figlio e deve convincerlo a intraprendere la scalata di un colle come fosse un rito di iniziazione. Esattamente il contrario di ciò che accadeva alle generazioni precedenti, quando erano i figli a cercare i padri. L'opera è infatti il quadro di una società in continuo mutamento, ciò è reso anche dal dinamismo della scena e della musica (quest’ ultima affidata a due giovani musicisti che si muovono sul palco e seguono il discorso con l'accompagnamento dei loro strumenti). In questo contesto si inserisce la figura di Claudio Bisio: molto conosciuto per la sua partecipazione a cabaret e films sembra che con questo spettacolo voglia nobilitarsi tornando a fare teatro. La qualità che lo rende particolarmente adatto al ruolo è la sua mimica coinvolgente che contribuisce a rendere questo spettacolo tragi-comico estremamente piacevole. L'attore ha affermato che vive in prima persona la trama avendo due figli in età “critica”; quasi un monologo autobiografico. La sua personalità si presta inoltre alle scene satiriche tra cui quelle che riguardano la politica sempre più complessa e contraddittoria, o la moda giovanile frutto della superficialità e del conformismo. Dall'unione di tutti questi elementi scaturisce lo spettacolo che merita sicuramente di essere la prima della stagione di prosa 2015/2016 del teatro Ponchielli. Lo spettacolo è stato particolarmente apprezzato dal pubblico che ha applaudito e osannato il protagonista.

MARIA ELENA CRISTIANO (3a LICEO ASELLI) - Con “Father and son” si è aperta ufficialmente la stagione di prosa al teatro Ponchielli di Cremona. Lunedì 21 e martedì 22 dicembre Claudio Bisio ha vestito i panni di un padre in conflitto generazionale con il figlio. L’opera ispirata a “Gli sdraiati” e “Breviario comico” di Michele Serra ha dato vita ad una visione a volte ironica, comica ma anche tragica e dolorosa del rapporto padre-figlio. Un padre in ansia per un figlio che vede apatico nei confronti della società, della politica e della vita comunitaria chiuso o meglio perso nel suo cyber spazio fatto di musica, Ipad e wurstel crudi ormai tutt’uno con il divano. Sul palco, con i due musicisti, c’è solo Bisio in sottofondo le scenografie minimaliste: pochi tavoli, un armadio con uno specchio testimonianza della visione della vita e della verità con ciò che è giusto e sbagliato. In un angolo un contenitore con enormi massi che Bisio sposta e solleva a rimarcare un tentativo di avvicinamento al figlio, alla sua visione della vita. Una gita in montagna potrebbe rappresentare l’opportunità di conoscersi e capirsi. È stato proprio in quel momento condiviso che ha finalmente illuminato il padre sollevandolo dal suo ultimo fardello... La musica era eseguita da una strepitosa Laura Masotto al violino e da un altrettanto bravo Marco Bianchi alla chitarra. Bisio con un linguaggio a volte serioso, a volte irriverente ha saputo ben interpretare le paure dei genitori e la consapevolezza dei giovani di vivere in tempi difficili ma forse sempre uguali.

MICHELA GONZIO (4a ITIS) - Andato in scena al teatro Ponchielli nelle sere del 21 e 22 dicembre, Father and son, spettacolo di Michele Serra con Claudio Bisio (che ricordiamo essere non solo un eccezionale comico ma un attore teatrale e cinematografico a tutto tondo) parla della relazione fra padre e figlio. Per Bisio questo è il terzo spettacolo in collaborazione con Serra, cosa che gli fa considerare quest'opera come il completamento di una trilogia. Durante tutto lo spettacolo di Bisio è accompagnato da Laura Masotto (al violino) e Marco Bianchi (alla chitarra); due artisti di altissimo livello con un passato artistico notevole. Lo spettacolo si articola in un monologo del padre, rivolto alternativamente al figlio, che non è in scena, e al pubblico. Questo padre esprime tutte le sue angosce, le sue preoccupazioni e i suoi giudizi sul figlio; i temi trattati sono molto vari: si passa dall'ironizzare sulla politica all'analizzare le differenze fra i giovani d'oggi e quelli di ieri; questi ultimi avevano molte meno attenzioni ma forse erano anche più felici. Si alternano ilarità e riflessione. Una gioventù che si è trovata in un mondo che Bisio definisce “usato”, dove si è già fatta e disfatta ogni cosa. Questa gioventù però è forse più evoluta; c'è un momento in cui il padre si rende conto che il figlio ha una competenza che lui non possiede: il multitasking. Alla fine dello spettacolo il padre si accorge che questo figlio lo ha realmente superato, nonostante tutto ciò che disapprova in lui. Solo ora si sente autorizzato ad invecchiare. Questa “vittoria” finale dei giovani viene rappresentata dai riflettori puntati sui due musicisti (scelti volontariamente giovani) a discapito del padre che viene lasciato in penombra. Durante gli inchini ci si trova di fronte ad un Bisio soddisfatto dello spettacolo ben riuscito che tira pugni al vento in segno di vittoria. La relazione con il pubblico per lui è fondamentale. Afferma: “Durante la prima parte dello spettacolo il pubblico cerca di conoscere noi che stiamo sul palco e noi cerchiamo di conoscere voi. Dalle reazioni che ha il pubblico cambia moltissimo il mio modo di agire sul palco. Non potete immaginare quanto siate importanti”. Uno spettacolo festoso, leggero ma allo stesso tempo riflessivo: comico al punto giusto. Uno spettacolo che, se non visto, si può dire di esserselo perso, nel vero senso della parola.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

05 Gennaio 2016

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000