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Martedì 06 Dicembre 2016

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Le recensioni degli studenti di L'importante è non cadere dal palco

Le recensioni degli studenti di L'importante è non cadere dal palco

Paolo Rossi nel foyer del Ponchielli di Cremona

CREMONA - Nono appuntamento con Diritto di critica, l’iniziativa di Fondazione Ponchielli e del quotidiano La Provincia che è giunta alla sua terza edizione. Manin, Torriani, Aselli, Anguissola e Vida sono le scuole che hanno aderito, grazie alla disponibilità dei rispettivi dirigenti e all’intermediazione degli insegnanti. Gli studenti dovranno vedere e recensire almeno tre spettacoli della stagione di prosa 2014/2015 e inviare gli articoli entro 48 ore dallo spettacolo recensito. Le varie recensioni saranno pubblicate sui siti del quotidiano e del teatro, poi a fine stagione le migliori critiche avranno la pubblicazione sull’edizione cartacea de La Provincia.

 

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Ecco le recensione degli studenti relative a L'importante è non cadere dal palco

 

SOFIA POLITI (4 LICEO CLASSICO MANIN) - Uno spettacolo trasparente quello di Paolo Rossi, andato in scena il 10 e l'11 marzo al Ponchielli sotto il titolo de: “L'importante è non cadere dal palco”. Insieme ai tre bravissimi musicisti Emanuele Dell'Aquila, Alex Orciani e Stefano Bembi, muniti di chitarra, contrabbasso e fisarmonica, ha trasportato il pubblico in un vortice di risate e buonumore,come solo un buon comico sa fare. Ed è proprio la domanda: “Come si diventa un comico?” che apre lo spettacolo in prova...tutto preparato,ovviamente. Lezione numero uno:non si deve mai capire quando un comico scherza o dice il vero, perché è proprio questa approssimazione, che lascia la verità sospesa, ad essere il suo punto forte. Lezione numero due:mai aver paura della morte, è solo sonno arretrato. Il momento giusto per affrontarla è in sogno, e qui Rossi inizia a raccontare aneddoti su aneddoti che coinvolgono totalmente il pubblico, tanta la naturalezza con cui vengono narrati. Anche le luci accese rivestono un ruolo importante nello spettacolo: il capocomico inizia a porre domande, c'è chi interviene, chi canta, chi ascolta, e chi sconfigge la sonnolenza senza accorgersene neppure, tanto è esplosiva la personalità di Rossi. Canta, mima, ride anche lui, sempre stando attento a non cadere dal palco. L'idea che il suo sia un lavoro bellissimo viene trasmessa al pubblico, questo dare e ricevere felicità, che, come Rossi mostra, ripaga ogni sforzo. Un impiego che, scherzosamente, cerca anche di pubblicizzare, proponendosi per matrimoni, animazioni turistiche, feste di addio a celibato e nubilato; ogni occasione è buona per lavorare, ma nel suo caso, anche per vivere. Questa persona così prorompente e irrefrenabile viene analizzata per due ore da un pubblico che neppure si accorge del tempo trascorso a ridere e a dialogare con l'attore e che esce da teatro soddisfatto di aver potuto assistere alle acrobazie di questo spettacolare saltimbanco.

 

ALESSANDRO NOTARI (1 LICEO SCIENTIFICO G. ASELLI) - 10 marzo - Cremona, al Teatro Ponchielli è andato in scena il nuovo spettacolo di Paolo Rossi accompagnato dalla musica di Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari e Stefano Bembi. Paolo Rossi non è certo un comico dell’ultima ora: sono ormai tantissimi anni che riempie i teatri di tutta Italia con la sua comicità capace di affrontare con ironia e apparente distacco i temi più difficili dalla morte alla politica, alla fede. Comunque, nonostante non sia più giovane, non si può fare a meno di classificare la sua comicità come “contemporanea”. Paolo Rossi è passato dal ventesimo al ventunesimo secolo, dal capitalismo al consumismo, dalla società industriale alla società digitale sempre riuscendo a coglierne gli aspetti ironici con una satira pungente ed efficace. Lo spettacolo “L’importante è non cadere dal palco” è una sintesi di queste sue peculiarità nel quale ripercorre il meglio di tutta la sua carriera teatrale. Tramite questo spettacolo il comico rivolge un omaggio ai i suoi amici e i suoi maestri quali Fo, Jannacci, Gaber e altri ancora ricordandoli con canzoni o testi che li hanno resi celebri. In questo spettacolo Paolo Rossi affronta la comicità dal punto di vista del comico, raccontando una serie di esilaranti episodi che possono capitare a chi per mestiere deve far ridere gli altri. Questa capacità scaturisce dalla combinazione di due componenti: un’innata predisposizione ad affrontare in modo spiritoso la vita, e dalla capacità di cogliere gli aspetti più grotteschi del mondo. Inoltre in questa sua opera sottolinea la capacità fondamentale che tutti i comici dovrebbero avere ovvero quella di essere in grado di rinnovarsi prendendo spunto dalla vita quotidiana. Particolare anche la capacità dell’autore di rendere unico ogni suo spettacolo interagendo in maniera sempre nuova con il suo pubblico. Gli spettatori avranno sicuramente apprezzato le molteplici sfaccettature che caratterizzano la comicità di questo eclettico personaggio.

 

ELISABETTA SOMENZI (3 LICEO SCIENTIFICO ASELLI) - Come previsto lo spettacolo dello straordinario comico Paolo Rossi ha fatto il pienone fin dalla prima serata di martedì 10 marzo. Rossi, si presenta al Ponchielli con una rivisitazione del suo repertorio. Fin da subito fa sorridere il pubblico presentandosi sul palco scalzo con indosso una giacca ricoperta di bigliettini “per ricordare le cose importanti”. Non raramente rompe l’illusione scenica e interagisce direttamente con il pubblico. La sua fama di comico irriverente e incontenibile lo ha preceduto e nemmeno in questa occasione ha deluso il pubblico. Lui stesso dice “non si capisce mai quando recito e quando fingo” spiegando così quanto la recitazione e la comicità siano parte di lui. Paolo Rossi recita ma allo stesso tempo appare naturale sul palco, quasi come se stesse parlando con un gruppo di amici e non con un teatro gremito. É accompagnato in scena dai musicisti Emanuele Dall’Aquila, Alex Orciani e Stefano Bembi, riuscendo così a inserire spessomusica nella sua commedia e a cantare canzoni famosissime come, ad esempio, “Giardini di marzo” di Battisti. Le battute molto divertenti e anche attuali di Rossi provocano fragorose risate del pubblico con la sua comicità distensiva. La scenografia è quasi nulla, se non per il telo di sfondo abbassato e sospeso a mezz’aria. Riesce anche a far ridere grazie a battute spicciole e satiriche o grazie alle straordinarie imitazioni che spaziano da quelle di animali, politici, amici cari e persino Dio. Ripercorre in un certo modo la sua vita e si riferisce spesso a eventi anche drammatici da lui vissuti, riuscendo però sempre a estrapolarne il lato comico e spiritoso. Paolo Rossi riesce a far ridere il pubblico di ogni età e per questo i suoi spettacoli hanno e avranno sempre un grande successo.

 

MARCO PINI (5 LICEO TORRIANI) - “L'importante è non cadere dal palco lezioni di teatro” è lo spettacolo di Paolo Rossi proposto al teatro A. Ponchielli martedì 10 marzo: lo spettatore si trova davanti ad un palco spoglio, apparentemente congelato in un limbo fra l’allestimento e il disallestimento, incapace di rubare la scena, quando entrano i tre musicisti: Emanuele Dall' Aquila voce e chitarra, Alex Orciani alla fisarmonica e Stefano Bembi al contrabbasso che salutano il pubblico e accolgono il comico protagonista sulle note di My sharona. Comincia così quello che è uno spettacolo di intrattenimento estremamente divertente, a tratti surreale, volto alla complicità fra attore e spettatore, che sono tanto lontani quanto vicini. Paolo Rossi ci racconta e ci trasmette ciò che è l’essere comico e attore attraverso esperienze, aneddoti, battute e tramite una trasparenza frutto di onestà intellettuale che lo porta a condividere se stesso e la sua carriera. Non si tratta tuttavia di un monologo volto all'autocelebrazione ma della trasmissione di un’esperienza che l'attore volentieri cede al pubblico coinvolgendolo in più momenti e che grazie ad abilità acquisite col tempo, lo rende parte integrante dello spettacolo. L’importante è non cadere dal palco è dunque un varietà che si plasma sul pubblico presente a cui è permesso interagire arricchendo quello che è un testo apparentemente semplice e lineare che cela però un’infinità di richiami e collegamenti capaci di valorizzare le competenze anche comiche dell’autore. La leggerezza con cui passano i 90 minuti, divisi in due tempi da una breve pausa già contrattualizzata con il pubblico dall’attore, senza alcun sipario che segni una divisione fisica e temporale tra i due piani del teatro, regala allo spettatore le risate attese ma anche, e soprattutto, l’uomo che è anche attore e controparte di se stesso, in grado, attraverso il palco, di passare oltre la realtà verso quell’ignoto mondo dove tutto torna... Rossi racconta Rossi potrebbe essere un titolo alternativo per uno “show” in cui sfodera i sui pezzi migliori e celebra gli amici e i compagni di una vita che gli hanno permesso di essere e diventare ciò che è oggi.

 

NICHOLAS MAZZETTINI (2 LICEO SCIENTIFICO ASELLI) - 10 Marzo 2015, il pubblico del teatro Ponchielli di Cremona si trova faccia a faccia con una delle figure di spicco della comicità italiana: Paolo Rossi, con il suo spettacolo “L'importante è non cadere dal palco”; un umorismo splendidamente naturale ha pervaso la platea generando risa sincere e mai forzate in un ambiente differente dal solito. La scena, seppur semplice, così come l'orchestra di accompagnamento hanno contribuito a creare un clima inusuale ed insolito per un teatro, non ci si è trovati di fronte al classico clima rigido e composto, ma a qualcosa di più familiare. La maestria di Rossi e dell'orchestra è stata far sentire il pubblico a casa eliminando il muro invisibile che solitamente si crea tra teatrante e spettatore rendendo ancora più efficaci i dialoghi e le battute attraverso il coinvolgimento delle singole persone. Il fulcro della scena è Paolo Rossi, un uomo che ha storie da raccontare e ha voluto farlo attraverso la sua straordinaria dote comica; evocando le situazioni più disparate: si è spaziato dalle sue esperienze vissute a quelle del pubblico, dagli inizi della sua carriera a quella di personaggi politici del vicino passato sui quali non ha esitato a fare una sana satira, a vicende personali che nascondevano un lato comico. Così facendo Rossi è riuscito a creare un rapporto con lo spettatore mai visto, avvicinandosi come persona agli spettatori. Egli infatti si è presentato come un moderno arlecchino vestito solo di una giacca rattoppata e un paio di jeans; a contribuire alla creazione di questo inusuale clima è stata anche l'orchestra che nonostante il ridotto numero di elementi: una chitarra( suonata dal maestro Emanuele dell'Aquila), un contrabbasso e una fisarmonica, questi tre strumenti hanno contemporaneamente scandito le varie scene e le hanno legate tra loro attraverso intermezzi tutti all'italiana. L' importante quindi è non solo non cadere dal palco, ma reggersi alla sedia e lasciarsi andare ad una sana risata.

 

PIETRO DIGIUNI (2 LICEO SCIENTIFICO ASELLI) - Come si diventa un buon comico? È questa la domanda chiave di “L' importante è non cadere dal palco” di e con Paolo Rossi: attraverso aneddoti e barzellette, il comico goriziano, affiancato da una band minimale ma esaustiva, mette in scena uno spettacolo esilarante ma con tematiche banali, dialogando con la platea del Ponchielli come in una sorta di lezione per futuri teatranti. Lo spettacolo è un viaggio attraverso la vita dell'autore e la cultura musicale e teatrale: da Gaber a Jannacci, citando Shakespeare e Goldoni, passando per l' imitazione di un piccione ed un gabbiano sul palcoscenico, Rossi riesce a divertire e a coinvolgere il pubblico con il suo cabaret semplice, dalle tematiche molto scontate su cui ha ripiegato forse per la mancanza di idee quali il rapporto di coppia ed il lato sacro e profano della vita, rivelando però la sua cultura teatrale e la sua maestria sul palcoscenico. I novanta minuti di durata dello spettacolo passano in un secondo, l' attore sa bene come cogliere il pubblico e immergerlo nelle sue storie, l' opera è quindi molto piacevole e schietta. I validi musicisti sono il completamento di quest' opera: la band, composta da solo tre membri (contrabbasso, chitarra e fisarmonica) è molto preparata, sa affiancare perfettamente la comicità di Rossi. I temi affrontati da Rossi sono il lato negativo: il rapporto di coppia, il sacro ed il profano, i luoghi comuni su omosessuali e religiosi sono a volte troppo banali, ce li si aspetta da cabarettisti di serie B, non sicuramente da un grande teatrante italiano. La bravura di Rossi quindi, sta nel divertire il pubblico impacchettando per bene i suoi banali cliché affiancandoli ad un' improvvisazione a volte poco convincente che spezza ritmicamente lo spettacolo. Rossi si è rivelato quindi un superbo adulatore del pubblico mettendo in scena comunque uno spettacolo piacevole ma dal tema di fondo quasi inesistente.

 

RICCARDO BARONI (3 LICEO SCIENTIFICO ASELLI) - Il teatro Ponchielli si è riempito di un fragoroso mare di genuina ilarità a partire dalle 20.30, con lo spettacolo “L’ importante è non cadere dal palco”. Paolo Rossi, regista e attore, ha sapientemente inscenato un esilarante miscuglio di elementi autobiografici e di lezioni di comicità teatrale. Prendendo spunto da particolari elementi del suo vissuto l’attore ha saputo magistralmente mettere in luce il lato buffo e divertente di ogni vicenda, che il vero comico deve sempre essere in grado di trovare, anche nelle situazioni più tragiche. A dimostrazione di tale idea è più che eloquente l’affermazione per la quale “il comico non deve aver paura della morte’’, corredata da spassose citazioni direttamente provenienti dagli epitaffi tombali di famosi comici, ormai deceduti, ma che hanno saputo ironizzare anche su un aspetto tanto cupo dell’ esistenza. Nella sua recitazione estremamente naturale, o, meglio, nella sua capacità di essere semplicemente se stesso, Rossi ha rotto qualsiasi illusione di finzione o di artificio entrando in un contatto quasi empatico con gli ascoltatori, capace di suscitare un riso gioioso e sincero, nonché di far perdere la percezione del tempo. A tal scopo è risultato particolarmente efficace anche il coinvolgimento immediato degli spettatori, con domande dirette, talvolta anche irriverenti, anche se mai invasive, che hanno permesso una costruzione attiva e vivace dello spettacolo, incapace così di annoiare per sua intrinseca natura. Di particolare importanza è proprio la scelta di Rossi di salire sul palco scalzo, simile ad un divertente Anfitrione intrattenutosi con gli ospiti in una lieta serata, piacevolmente accompagnata dalle musiche di Massimo Dell’ Aquila e da coinvolgenti pezzi cantati, che hanno fatto scivolare via lo spettacolo nell’attimo di una risata.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

19 Marzo 2015

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