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Venerdì 17 Agosto 2018

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18 gennaio 1936

La "travolgente" avventura coloniale italiana in Abissinia

La "travolgente" avventura coloniale italiana in Abissinia

(...) Abbiamo agito in nome del diritto, della civiltà e secondo i nostri interessi, e non ci troviamo né nell'imbarazzo, ne tanto meno siamo pentiti del nostro operato. E' la Lega—a capo l'Inghilterra — che deve trovare il modo e la via per uscire da una situazione pericolosa da essa creata. Sono i membri della onorata Società che devono umiliarsi innanzi a noi e chiederci l'assoluzione, perchè proprio essi sono colpevoli di aver decretato l'assedio economico, di aver armato il Negus, di aver parteggiato per la barbarie contro la civiltà, di averci insidiati e misconosciuti e minacciati del continuo e gravemente offesi nella nostra dignità di nazione libera e civile. D'altra parte — ne siano arcipersuasi i leghisti — mai il popolo italiano accetterà proposte di pace le quali in niente altro consisterebbero se non in una edizione riveduta di quelle già fatte. La pace sarà imposta dai nostri legionari che marciano vittoriosi, segnando con il loro sangue le tappe della via che conduce al trionfo. Essi hanno un obiettivo: colpire nei centri vitali l'impero del Negus, perchè nello stesso tempo sarà colpito l'antifascismo internazionale, pronuba la Gran Bretagna, che ha issato a sua insegna il vessillo della barbarie e del brigantaggio. L'obiettivo immediato della nostra guerra è certo la liberazione delle genti etiopiche e l'espansione italiana. Ma sovrasta un altro più. grandioso fine: colpire a morte la combutta antitaliana di tutta l'Europa. Non possiamo, entrando nel terzo mese dell'assedio economico, non esprimere la nostra profonda ammirazione, simpatia e riconoscenza a quei popoli e a quei governi che sono stati con noi solidali e che ogni giorno, nei loro giornali, esaltano l'Italia e difendono la nostra causa. Con questi popoli fieri e coraggiosi, che non hanno piegato la schiena innanzi alla perfidia, alla menzogna e alla prepotenza inglese e societaria, converrà stringere più forti i vincoli che ad essi già ci uniscono e creare un organismo che sia il contraltare dell Istituto ginevrino, vera minaccia della pace, istrumento cieco di potenze satolle, spaventosamente egoistiche e imperialistiche. Oggi, più forti che mai, guardiamo all' avvenire con fede incrollabile, con tenacia inflessibile.

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18 Gennaio 2018