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Domenica 19 Novembre 2017

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14 NOVEMBRE 1948

Un pomeriggio di violenze senza giustificazioni: rottami e desolazione nelle redazioni dei due giornali a Cremona

Dimostrazione popolare di protesta per i fatti di Milano

Un pomeriggio di violenze senza giustificazioni: rottami e desolazione nelle redazioni dei due giornali a Cremona
Gli stabilimenti e i cantieri
si sono chiusi, gli operai
in colonna o alla spicciolata
hanno cominciato ad avviarsi
in Piazza del Comune. Molti
cortei erano preceduti da
giganteschi cartelli sui quali
erano scritte le ragioni dell'agitazione.
I «basta con il governo
della fame » si intrecciavano
con il « non vogliamo
l'aumento del prezzo del
latte », i « morte agli affamatoti
dèi -popolo » si confondevano
con l'esaltazione dell'unità
proletaria.

Gli stabilimenti e i cantieri si sono chiusi, gli operai in colonna o alla spicciolata hanno cominciato ad avviarsi in Piazza del Comune. Molti cortei erano preceduti da giganteschi cartelli sui quali erano scritte le ragioni dell'agitazione.I «basta con il governo della fame » si intrecciavano con il « non vogliamo l'aumento del prezzo dellatte », i « morte agli affamatori del popolo » si confondevano con l'esaltazione dell'unità proletaria.

 

..... cominciava la sistematica opera di devastazione della sede dell'U. Q. I vetri, 1 mobili, tutto venne spezzato con precisione e con metodo, mentre gli incartamenti venivano lanciati sulla strada ove la folla acclamante li distruggeva. In pochi minuti, nella sede dell'U. Q. non restava più nulla. Anche le mura dei locali era scrostate. Nello stesso momento altre colonne di dimostranti, dopo aver percorso al canto di « Bandiera rossa» le principali vie della città, giungevano in Piazza Cavour e si suddividevano. Una parte si dirigeva in corso Vittorio Emanuele; l'altra, in Piazza della Pace e in Piazza Cavour, ove, nel locali di « Cremona Nuova » hanno sede i nostri uffici di redazione. Cosa poteva fare la forza pubblica dislocata davanti al palazzo?

Ben poco è rimasto dei mobili dei nostri uffici. Le porte sono state scardinate a pugni (!) i vetri sono stati spezzati, mobili sono stati rovesciati e, quelli di minori proporzioni, lanciati dalle finestre. La stessa strada; hanno seguito libri, fasci di giornali, pratiche amministrative. In certi uffici, non c'è rimasto assolutamente più nulla. In altri, vi sono pezzi d ilegrìo, ultimi avanzi di mobili, stufe sfasciate, calcinacci fatti cadere dalle pareti a colpi di bastone, montagne di carta. Ovunque rottami, ovunque uno spettacolo di desolazione.

Sorte analoga toccava alla redazione cremonese del Mattino d'Italia. 

Se qualcuno vorrà un giorno stendere uno studio sul giornalismo cremonese, nel marasma di quotidiani, settimanali e periodici che per motivi politici, commerciali, speculativi, r icattatori e dilettantistici, ha sommerso la nostra provincia dopo il 25 aprile 1945, bene, quel tale dovrà tener presente che la chiave di tutto il problema è riposta nel 14 novembre 1947. ..... Fu il pubblico quel giorno e da quel giorno a scrivere il miglior articolo di fondo sull'inutilità della violenza.

Mauro Masone 

 

 

27 Ottobre 2017