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Venerdì 24 Maggio 2019

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18 aprile 1961

A Cuba è scoppiata la rivolta contro il dittatore Fidel Castro

José Miro Cardona è il presidente del governo provvisorio cubano

A Cuba è scoppiata la rivolta contro il dittatore Fidel Castro

Provvedimenti della polizia italiana dopo l'ennesimo attentato in Alto Adige

MIAMI (Florida) - « La battaglia per liberare Cuba è incominciala questa mattina prima dell'alba ». ha dichiaralo José Miro Cardona, « Presidente del Governo Provvisorio Cubano ». Egli ha detto : « Poco prima dell'alba patrioti cubani nelle città e nelle colline hanno cominciato la battaglia per liberare la patria dal dispotico dominio di I idei (.astro e per sbarazzare Cuba dalla crudele oppressione del comunismo internazionale ». Questo « grido di guerra » ha coinciso con l'insurrezione generale contro la dittatura castrista a Cuba, insurrezione provocata dagli sbarchi degli esuli cubani su quattro teste di ponte preordinate dal piano di guerra e precisamente nella provincia di Matanzas. nella parte settentrionale di Cuba, ad un centinaio di chilometri ad est dell'Avana, In quella di oriente, nella parte orientale dell'isola e altresì in quella di Plnar del Rio a sud-ovest. Molte le defezioni nell'esercito castrista, mentre la popolazione civile è stata decisamente favorevole, sin dall'inizio, all'invasione. Lo prova la caduta, rapidissima, di Santiago, capitale della provincia de Oriente. Santiago de Cuba è la città che fu al centro della guerriglia di Fidel Castro contro Batista e che subito dopo la vittoria dei barbudos si trovò ad essere al centro della guerriglia degli ex compagni di Castro contro questi, da loro accusato di « aver venduto la patria al comunismo » e di aver tradito quegli ideali in nome dei quali aveva chiamato a raccolta i patrioti perchè combattessero contro la dittatura dell'ex-sergente Fulgencio Batista.


Il dramma del separatismo altoatesino

BOLZANO - L'albergo « Leone » di Termeno è stato requisito. Da oggi e sino a quando un nuovo edificio verrà costruito in sua 'sostituzione', non vi alloggeranno turisti e villeggianti ma agenti di Pubblica Sicurezza. Il provvedimento e stato preso dal ministro degli Interni con una tempestiva e ferma decisione, motivata dalla insostenibile situazione che si sta creando in Alto Adige ai danni della comunità italiana e dello stesso prestigio dell'autorità statale. Gli austriaci altoatesini hanno infatti ancora una volta fatto ricorso alla dinamite e ieri notte, gli abitanti di Termeno, una grossa borgata che ha le sue case disseminate pittorescamente sul declivio della Val d'Adige e che dista una quarantina di chilometri da Bolzano, sono stati svegliati da una fragorosa esplosione: era saltato in aria il bar Ferrari, l'unico esercizio pubblico del paese gestito da italiani. Fortunatamente non ci sono vittime, ma per vero miracolo.

17 Aprile 2019