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Martedì 18 Dicembre 2018

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17 novembre 1954

Si scava a Roma il Tempio di Mitra per scoprire i misteri del culto del sole

Una conferenza - stampa del direttore dell'istituto archeologico olandese

Si scava a Roma il Tempio di Mitra per scoprire i misteri del culto del sole

Quali erano i riti, i motivi ideali di questa credenza? E’ questo uno dei più oscuri problemi della storia delle religioni; e si spera nei prossimi mesi di avere una risposta

ROMA, 16. — Sotto gli affreschi del grande Mitreo dell' Aventino è celata la chiave di uno dei più oscuri problemi della storia delle religioni, quello dei motivi ideali e morali che animavano l'antichissimo culto dei sole? Avremo forse la risposta nel corso dei prossimi mesi, allorché verrà posto in esecuzione il progetto di lavori annunciato oggi dal direttore della sezione archeologica dell’Istituto Storico Olandese, prof. Van Essen, cui sono affidate le ricerche nel tempio mitraico sito al di sotto della chiesa di Santa Prisca a Roma. Gli scavi hanno finora messo in luce sei vani di varia grandezza e numerosi oggetti chiaramente connessi alla simbologia del culto di Mitra: diverse effigi del Dio, un triangolo di pietra simbolo della perfezione, una testa canina in stucco, una testa del dio egiziano Serapide, una grande divinità giacente, in stucco multicolore ecc.

Importato a Roma dall'Iran nel I secolo dopo cristo, il mitraismo venne a poco a poco assorbendo le istanze spirituali sopravvissute al declino degli altri culti pagani praticati nell'Impero fino a costruire una sorta di eclettismo religioso compendiante elementi della religione iranica, greca, egiziana; e questa sintesi degli ultimi guizzi spirituali di religioni ormai prossime a scomparire possedeva evidentemente una notevole vitalità, se il mitraismo doveva sopravvivere a Roma per ben tre secoli, divenire il principale avversario del nascente Cristianesimo per poi offuscarsi e spegnersi davanti alla luce del verbo evangelico.

Quale, dunque la sostanza ideale del culto del sole? Il prof. Van Essen spera che un contributo notevole alla soluzione di questo problema verrà dato dalla seconda fase di lavori che l'istituto Storico olandese progetta di compiere questo inverno, nel grande Mitreo dell'Aventino. Già anni addietro si era notato che al disotto dei vasti affreschi che illustrano la liturgia mitraica vi era un'altra serie di affreschi, più antichi di un paio di secoli. Una prima sommaria indagine aveva rivelato che gli affreschi sono ricoperti di iscrizioni latine, e precisamente di inni mitraici composti in esametri e pentametri di correttissima fattura.

Molto potranno dirci, probabilmente, questi inni (di cui finora soltanto tre o quattro righe sono visibili al di sotto degli affreschi più recenti) circa i motivi fondamentali del culto. Ma per conoscerli occorre innanzitutto distaccare, senza danneggiarlo, lo strato superiore di affreschi. A questo scopo l'Istituto olandese si è rivolto all'Istituto Centrale del restauro per richiederne la collaborazione. I tecnici dell'istituto hanno rilevato la necessità di attendere che gli affreschi, ancora piuttosto umidi a causa della terra che fino a pochi mesi addietro era accumulata al di là della parete si secchino completamente.

16 Novembre 2018