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Martedì 18 Dicembre 2018

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16 novembre 1967

Il centro di Udine sconvolto dall'esplosione di una casamatta

Quattro morti e 121 feriti il dolorosissimo bilancio della tremenda deflagrazione

Il centro di Udine sconvolto dall'esplosione di una casamatta

I danni superano il miliardo - Spiccati due mandati di cattura contro il titolare (rimasto ferito) del magazzino che è esploso e contro il figlio che è latitante - In un piccolo fabbricato di mattoni c'erano materiali esplosivi per l'edilizia e scavi - Ancora da accertare le cause dello scoppio - Le vittime: una signora, suo figlio, la loro cameriera e un operaio - Distrutta la filiale dell'Autobianchi – Decine di case devastate e rese inabitabili nel raggio di 500 metri - Dove c'era il piccolo fabbricato con l'esplosivo è rimasta una enorme buca  - Tra i feriti un giocatore dell'Udinese: De Cecco che forse perderà l'occhio destro - Mobilitati tutti i medici e generoso fervore di soccorsi

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UDINE. 15. — L'esplosione di una casamatta abusiva, avvenuta alle 8,30 di stamane, ha provocato la morte di quattro persone e il ferimento di 121. Si parla di danni per più di un miliardo di lire. La deflagrazione è avvenuta in via San Rocco, nel centro di Udine.

Il sostituto procuratore della Repubblica, dott. Mellano, ha spiccato due mandali di cattura, uno a carico di Giacomo Perotti di 59 anni, titolare di un magazzino nell'area del quale e avvenuta l'esplosione, rappresentante della ditta «Dinamite» di Mereto di Tomba (Udine) e commerciante anche in materiale per mine, macchine edili industriali e ponti tubolari. Egli e tenuto sono vigilanza nell'ospedale civile, dove è ricoverato con una prognosi di 30 giorni. L'altro mandato è stato spiccato contro il figlio del Perotti, Francesco, che finora non è stato rintracciato.

I due sono accusati di quadruplice omicidio colposo, lesioni colpose, detenzione abusiva di esplosivi e loro omessa denuncia, nonché di crollo di costruzione ed altri disastri colposi.

La sciagura è stata provocala, secondo quanto ritengono gli investigatori, dalla trascuratezza dei due Perotti i quali, pur non potendo tenere materiale esplosivo essendo stata negata loro la licenza perché il locale ad esso destinato come deposito si trova in una zona abitata, avevano posto materiali esplosivi per edilizia e scavi in un piccolo fabbricato di mattoni situato in un cortile retrostante gli uffici della ditta in via San Rocco.

Non si sa ancora quale causa abbia provocato l'esplosione nel piccolo deposito.

16 Novembre 2018