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Domenica 18 Novembre 2018

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23 ottobre 1960

ILLUSIONI in naftalina

ILLUSIONI in naftalina

Miss Mondo, miss Europa, Italia, miss Muretto, miss Spiaggia o miss Montagna, miss Asparago o miss Uva o miss Vattelapesca, sono sistemate tutte. Sono ritornate tutte ai loro paesi, accolte da delegazioni ufficiali con banda in testa, dalle loro madri, orgogliose e commosse che si davano un gran da fare a descrivere a tutti, interessati o distratti, i centimetri precisi di ogni parte del corpo dell'illustre progenie. Hanno ricevuto omaggi, manifestazioni, applausi deliranti; la stampa ha diffuso in migliaia e migliaia di copie le loro fotografie in bikini ridottissimi, i rotocalchi hanno stampato con dovizia di illustrazioni la loro biografia, arricchendola di fronzoli, di particolari fantasiosi affinchè le puntate durassero di più. Era giusto. Il grosso pubblico è affamato di queste notizie, esige la sua parte di illusioni, di sogni.

Qualcuna, con il titolo di «miss» o di «reginetta», valevole per un anno, si è portata a casa qualche milione tra contanti, macchine fuori serie, pellicce e altri doni. Non è mancato il solito maragià sentimentale che ha donato una fortuna in diamanti, né sono mancati alle poche fortunate provini cinematografici, tanti contratti pubblicitari o con la televisione.

Quante sono queste?

Sì e no, a contare anche le seconde classificate, una dozzina in tutta Italia. E le altre? Le altre «miss» o «reginette» di Vattelapesca, ormai hanno già messo in un cassetto la corona di latta dorata, la sciarpa, il profumo avuto in dono, o la toeletta che dovranno far rifare per adattarla al loro ambiente, avranno consegnato in cucina la cassa con la fornitura di detersivo o quella con i prodotti in scatola e per loro, soltanto per loro, terranno i sogni.

Dovrebbero loro, le derelitte — i paria — di questa grande fiera della vanità, le «gregarie» di questa fascinosa corsa alla celebrità, mettere in cassetto, tra la naftalina, anche i sogni. Ma hanno vent'anni poco più o poco meno, e non si può, non è logico e forse neppure bello, consigliare ai vent'anni la rinuncia ai sogni.

E poi ci sono le madri, le madri più incoerenti, più ambiziose, cui la vita nulla ha insegnato, che sono là, pronte e vigili e testarde ad alimentare quei sogni.. E questo non è più soltanto grottesco, spesso è tragico.

I concorsi di bellezza hanno un'origine lontanissima, poiché il primo si è svolto in Spagna nel 1388, ma sin dopo la seconda guerra si sono limitati a manifestazioni di mondanità semplici, quasi puerili, soprattutto innocue poiché non erano incrinate, avvelenate da giochi d'interesse, da intrighi sovente scabrosi. Forse perchè le protagoniste e le loro famiglie non attribuivano valore eccessivo alla vittoria come alla sconfitta.

Oggi la speculazione è alla base del dramma. I concorsi di bellezza fabbricano ogni anno, in tutte le parti del mondo, un pauroso numero di spostate, di squilibrate, di criminali.

Nel luglio scorso una ragazza francese, Marcellina Pouzalynes, eletta reginetta a Gourdon e vincitrice di un concorso fotografico indetto da una rivista, ha creduto che la Capitale, la Francia, il mondo intero fossero ai suoi piedi, in anelante attesa di lei, soltanto di lei. Lasciato il paese, la famiglia, il fidanzato si è precipitata a Parigi. Era bella, assomigliava a Ingrid Bergmann ai tempi della «Grande illusione», ma presto si è dovuta accorgere, davanti a tutte le porte chiuse, che anche la sua era stata una grande illusione. Finiti i pochi franchi che aveva in tasca ha cercato invano un posto come domestica; morta di fatica e di fame, dopo aver dormito due notti in un parco, si è presentata ad una parente che le ha dato i denari per il ritorno a Gourdon la Cenerentola non ha avuto il coraggio di ripresentarsi alla sua famiglia, al fidanzato, ai conoscenti, mentre il treno s'avvicinava a Gourdon, Marcella ha aperto una portiera e s'è buttata a capofitto nel vuoto.

Il giorno seguente la famiglia riceveva queste poche righe: «E' terribile lasciare la vita quando la si ama tanto. Perdonatemi».

Non era la prima, Marcella, che non poteva sopravvivere all'assurdo sognò di celebrità, non sarà purtroppo l'ultima.

Troncano gli studi queste falene, lasciano un impiego, abbandonano il laboratorio, piantano in asso un fidanzato di modeste condizioni, ma fedele e sicuro, gettano dietro le spalle infanzia e prima giovinezza semplici, irreprensibili, si buttano piene d'entusiasmo sulla strada della avventura, magari incoraggiate, spronate da una madre cieca. Corrono, corrono, corrono attratte dal miraggio di un'isola incantata, coperta di diamanti e di pellicce rare, abitata da produttori e registi compiacenti con le mani colme d'oro; sovente l'isola è una Fata Morgana che si allontana sempre di più; talvolta, quando la raggiungono coi piedi sanguinanti e l'anima a brandelli non vi trovano che un Sanatorio, un Ospedale, un Manicomio, un Commissariato di Polizia od un Carcere.

Sanno tutti i lettori come nel giro di pochi anni una ventina di ex miss sia stata arrestata per furto, ricettazione, commessi contro la morale, il buon costume. Una statistica ha assodato che la maggior parte delle ragazze squillo viene reclutata tra le ex miss, le infelici sognatrici che non hanno più saputo affrontare la realtà fatta di piccole cose borghesi, ma chiare, ma pulite.

Le Lollobrigida, le Sofia Loren, le Bosè, le Martinelli, le Schiaffino sono tanto rare da diventare eccezioni; eppure migliaia e migliaia di ragazze sperano di diventare come loro ed i Concorsi di bellezza alimentano le speranze.

L'estate appena terminato si è portato via le ferie, la villeggiatura, i campeggi ed anche, fortunatamente, almeno per qualche mese, i Concorsi di bellezza.

Mettiamo tutti in cassetto qualche sogno, sia pure soltanto di quiete e di riposo; ma l'illusione tradita delle miss e delle aspiranti miss è forse la più dolorosa, certo la più pericolosa; meglio sarebbe soffocarla sotto la naftalina.

22 Ottobre 2018