il network

Martedì 23 Ottobre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


22 settembre 1964

Tromba d'aria a Casalsigone: mezzo miliardo di danni

Tromba d'aria a Casalsigone: mezzo miliardo di danni

Lesionato il settanta per cento delle case

Una tromba d'aria di inaudita violenza si è abbattuta ieri pomeriggio verso le 14 su Casalsigone, una frazione di Pozzaglio con 600 abitanti, dopo avere sfiorato la periferia di Olmeneta. Mentre per Olmeneta i danni sono insignificanti, per Casalsigone il « tornado » ha lesionato il settanta per cento delle abitazioni provocando cinque feriti e rendendo inabitabili circa 40 abitazioni che ospitavano altrettante famiglie. I danni assommano a circa mezzo miliardo. La notizia della tromba d'aria si è presto diffusa in città e mezz'ora dopo i primi soccorsi alla popolazione erano in atto. Fra i primi a giungere: i vigili del fuoco con il comandante ing. Compagnini, il capitano Del Frate, comandante interinale del gruppo carabinieri, il capitano Montalto, comandante del nucleo di P. S. Per tutta la giornata Casalsigone è stata meta di parenti e curiosi. Verso sera giungevano anche gli inviati di numerosi giornali e la Televisione. I flash, nelle prime luci della sera illuminavano le mura abbattute ed i tetti scoperchiati, mentre la popolazione del borgo non riusciva ancora a rendersi conto del disastro subito.

Le prime case e una grossa cascina posta all'inizio della frazione per chi proviene da Olmeneta sono state investite in pieno. Carri agricoli e trattore posti nell'aia sono stati sollevati come fuscelli, i muri delle abitazioni, ma soprattutto quelli che costeggiano le aie delle cascine vennero distesi come birilli. Gli abitanti sbigottiti come fosse sopraggiunta la fine del mondo andavano alla ricerca di un nascondiglio per non essere travolti.

Scene strazianti sono avvenute non appena il « tornado » passò. Gli abitanti si sono trovati improvvisamente tutti in strada. Da alcune case, che il vento aveva abbattuto parzialmente, uscivano voci di soccorsi. Cominciò la pietosa opera, tutti i feriti vennero aiutati e presto avviati all'ospedale di Cremona. E' stata una gara generosa di tutti. Dal parroco, al sindaco, agli uomini che, ancora choccati dalla violenza del « tornado » compresero che bisognava fare qualcosa.

 

L’ASILO

Soprattutto le donne erano in preda al panico. È stato subito un accorrere all'asilo comunale che ospita 45 bambini tra i 3 ed i 6 anni e 10 fra i 10 e i 12 anni. L'asilo è condotto dalle Suore Adoratr-ici del Santissimo Sacramento di Rivolta d'Adda. Decine e decine di madri si sono precipitate all'asilo gridando e piangendo. Le tre suore erano riuscite a portare i bambini nell'atrio dell'asilo che è sistemato nelle ex-scuole elementari.

Ci ha detto una suora quando visitammo l'asilo: « Solo un miracolo ha fatto sì che i piccoli non abbiano ricevuto alcuna scalfittura». Infatti i bambini a quell'ora sono di solito in cortile a giocare. Le suore, visto che stava arrivando il temporale, pensarono di accompagnarli nel locale di riposo. Poi improvviso il « tornado » . I bimbi venivano tutti sospinti nel punto più sicuro, l'atrio costruito da poco. Quando le madri dei bimbi videro che tutti i loro piccoli erano indenni è stata una scena commovente: abbracciarono le suore e i loro bambini.

 

LE CASCINE

In diversi cascinali tutti gli attrezzi meccanici, soprattutto trattori ed insilatrici, sono stati sollevati come fuscelli e scaraventati a cinquanta cento metri di distanza. All'inizio della frazione ove stanno costruendo delle nuove casette una grossa gru si è abbattuta verso uno spazio ove non vi era nessuno. Le grondaie appena sistemate sulle nuove 4 casette sono state trovate ad ottocento metri di distanza. Un barchessale con tutti gli attrezzi agricoli è stato spostato di un centinaio di metri abbattendosi.

Granoturco, fieno ed altro foraggio che erano sulle aie si sono volatilizzati. Abbiamo incontrato il portalettere Satino Rota che stava cercando disperatamente il suo cagnolino. Lo avevi appena messo nella sua cuccia. E' sparito con essa.

Le scene cui abbiamo assistito sono veramente tristi. Una donna, la signora Rota, è appoggiata al muro e piange disperatamente: « Non posso più entrare nelle mia casa. Ho provato tanto spavento che non riesco più a capire ove mi trovo». E piange piange perchè la sua vecchia casetta e orribilmente sventrata.

I SUPERSTITI

Sulle strade pietre e tegole. Sembra di camminare in un paese ove le cannonate hanno sbriciolato ogni casa. Mentre stiamo raggiungendo l'asilo incontriamo un giovane con una benda alle nuca ed un dito fasciato. È  il barbiere Angelo Pizzi, di 31 anni. Abita ad Olmeneta ma era venuto a Casalsigone per trovare la fidanzata. Si doveva sposare questa mattina. Prima di raggiungere l'abitazione della fidanzata, Angela Rossetti, che è appena prima dell’asilo in una cascina si era fermato all'osteria Bolognani. Il « tornado »  lo ha colto mentre stava bevendo qualcosa. Si è rifugiato sotto una muraglia, ma è stata proprio questa che si è abbattuta e lo ha travolto. Alcuni avventori lo hanno tratto dalle macerie. Con una auto è stato subito accompagnato all'ospedale di Cremona. Dopo le medicazioni non ha voluto farsi ricoverare ed è ritornato in paese

« Ormai il matrimonio non può più avvenire se domani la casa della mia fidanzata è inabitabile. Tutti i mobili ed anche i pochi che dovevamo mettere nella nostra casa che pure è stata lesionata sono andati perduti ».

Un ambulante di Grontardo che era da poco giunto con il suo furgone 1100 era in sosta all'inizio della frazione e stava vendendo le sue mercanzie. E' stato colto mentre stava salendo sull’automobile. La tromba d’aria ha scardinato le due portiere mentre un muro sul fianco del mezzo si è abbattuto appoggiandosi ad una fiancata. È stato necessario l’intervento di alcuni uomini per soccorrere l'ambulante che non ha riportato che poche scalfitture e molto spavento.

21 Settembre 2018