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16 settembre 1954

Gli stemmi di Cremona e la loro evoluzione

Storia locale attraverso le figurazioni araldiche

Gli stemmi di Cremona e la loro evoluzione

Tralasciando di parlare delle primitive forme dello stemma dì Cremona appartenenti più alla leggenda che alla storia, si può ricordare come la più antica raffigurazione sia quella scolpita sulla lapide dell'anno 1292 che ricorda la costruzione della Loggia dei Militi, ivi ancora murata. Su questa lapide sono riprodotti gli stemmi, o per essere più precisi, i gonfaloni delle quattro « Porte » e della Città. Quest'ultimo è una croce d'argento in campo rosso. E questo verrà poi rappresentato sul Carroccio nel disegno che ci lasciò Antonio Campo, mentre le gualdrappe dei buoi sono a fascie. A fasce sarà poi costantemente lo stemma del Comune mantenendo i colori rosso ed argento.

In un Codice Vaticano del secolo XIV è rappresentato Giberto da Correggio che entra in Cremona mentre i cremonesi escono dalla parte opposta, portando una bandiera spiegata « fasciata d'argento e rosso » ed uno scudo «d'argento a tre fascie di rosso». Il fatto accadde nel novembre del 1319. Nel sigillo del Comune dell'anno 1320 circa, ad ogni modo anteriore al 1334, inizio della dominazione viscontea, sulla facciata della Cattedrale è figurato lo stemma di Cremona a sei fascie

Lo stesso stemma a sei fascie «di rosso e d'argento» è riprodotto nel Codice «Statuia artis Paratici Magistrorum Manarie, lignaminis... » dell'anno 1478, acquistato dal Comune di Cremona per il Musèo Civico, e nel codice «Pro Fabricha contra R. D. Episcopum Cremonae » del 1569 su disegno di Giovan Giacomo Torresino.

Intanto era venuta formandosi la leggenda dì Giovanni  Baldesio, detto « Zanen della balla ». La notizia più antica che abbiamo risale al 1352. Da un interrogatorio di testimoni, eseguito nel 1393, risulta còme indetto anno 1352 dal Comune di Cremona fosse staio, costruita la torre di Montesauro, sul fiume Oglio, presso la foce del Po; di fronte a Torre d'Oglio in territorio mantovano: le due torri erano unite da un ponte. I testimoni ebbero a dichiarare che sulla torre di Montesauro erano dipinte le armi del Comune di Cremona e di Bernabò Visconti e che inoltre era stato posto sulla torre «Zaninus della Balla intaliatus de Ugno ». Abbiamo pòi un carme di Nicolò della Ciria del 1426 in lode di Zanino. Nel 1523 si trova usato dal comune di Cremona, come sigillo, un braccio con palla e le sigle: CO-CR. Infine nel « Corpus Nummorum Italicorum » fra le monete anonime del secolo XVI ne è descritta una, ritenuta piuttosto una tessera, nel cui dritto è un braccio con palla' e la leggenda: « Fortitudo mea in braciaio»; e nel rovescio si legge:*. S. Himerius Episcopus » e vi è rappresentata mezza figura del Santo S. Imerio Vescovo di Amelia, visse avanti il 1000 ed il suo corpo fu trasportato a Cremona: è imo dei Santi protettori della Diocesi. Nel secolo scorso questa tessera fu illustrata da Giuseppe, Sigismondo Ala Ponzoni ritenendola contemporanea a Zanen della Balla, sicuramente dietro informazioni di Antonio Dragoni. Ecco così che il braccio con la palla, ricordo della impresa leggendaria di Giovanni Baldesio, comincia a figurare accanto allo stemma e nel sigillo di Cremona.

La prima raffigurazione dello stemma sormontato da uri braccio con palla, certamente è quella attribuita da alcuni a Giulio Campo e apparsa su un foglio a stampa (incanto per la costruzione di un baluardo) del Podestà di' Cremona in data 17 luglio 1556, riportata poi sul frontespizio degli « Statuta Ciyitatis Cremonae» (edizione del 1578) e ancora in una grida del 1624, E che questa aggiunta sia venuta in tette epoca ce lo può chiarire Antonio Campo. Questi infatti, nella sua opera già ricordata mentre ci riproduce il Torrazzo con lo stemma a fascie come quello raffigurato negli anni precedenti e come, cèrtamente, vi esisteva, nella pianta della città disegnata nel 1583, pone in un angolo lo stemma «fasciato di rosso e d'argento» sormontato da un braccio con. mano che stringe una palla.

Per epoche successive e precisamente sino al 1815, si può seguire la raffigurazione dello stemma nelle grida, avvisi ecc., del Comune, a stampa. Su quei fogli infatti, in alto, è quasi sempre impresso lo. stempia del Comune, disegnato però in forma piuttosto rozza. Tutti portano, a guisa di cimiero, il braccio, e lo stemma è sempre a fascie; però, mentre nell'anno 1651 si ha «campo/rosso a tre fascie d'argento», negli anni 1698, 1700, 1704, 1705, 1706, 1708, 1713, 1722, 1724, 1740, si ha «fasciato d'argento e di rosso» e negli anni 1705, 1713, 1730, 1734, 1739, 1749, 1759, 1760, 1783, 1795, 1809, 1815, «fasciato di rosso e d'argento», venendo così a riprendersi e stabilizzarsi la forma più antica del 1748 e del 1569.

Una modificazione sostanziale avviene negli anni seguenti. Nella pianta di Cremona disegnata dall'architetto Luigi Voghera nel 1820-25 circa e dedicata al Podestà, l'autore vi ha raffigurato lo stemma col braccio anziché sopra, posto entro lo scudo, e precisamente: «Partito nel I fasciato di rosso e d'argento, nel secondo di nero al braccio vestito di rosso e d'argento stringente nella mano una palla d'oro ». La palla d'oro ed il fondo nero ricordavano così assai bene i colori dell'Austria.

Possiamo qui, rammentare che con drappi rossi e bianchi, il 15 agosto, da tempo immemorabile, venivano vestite, a cura del Comune, le due statue di Zanen della Balla e di Berta, poste sotto la Bertazzola. Di rosso e di bianco erano pure vestiti i « Conestabiles et Baroary » cioè dei colori di Cremona. Lo stemma disegnato dal Voghera (così sembra assodato) sarà quello usato sino alla fine della dominazione austriaca. Infatti, lo troviamo nel 1834 con la lieve variante che il braccio è vestito a fascie rosse e d'argento anziché a strisce e così pure nel 1838 ricamato su una cotta d'arando.

Dal 1859 risulterebbe che il Comune avesse adottato due forme di stemmi e precisamente uno come quello del 1834 e 1838 (derivato dal disegno del Voghera) ma alle volte alcune varianti, come il campo azzurro, anziché nero o il braccio posto a. destra (cioè a sinistra di chi guarda); l'altro stemma usato fu quello dell'epoca antecedente, cioè dalla fine del 1500 al principio del 1800 fasciato di rosso e d'argento e col braccio a guisa di cimiero ridotto però a una forma un po' stilizzata e con l'aggiunta del motto «Fortitudo mea in brachio».  

Questa ultima forma di stemma è quella che costantemente figura sul frontespizio degli « Atti del Consìglio Comunale di Cremona» (a stampa) del 1886 al 1922, salvo però usare alcune volte lo stemma lo chiamiamo così, tipo Voghera.

Agostino Cavalcabò

14 Settembre 2018