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26 agosto 1961

Torna a Cremona dal Brasile dopo 66 anni

Una vicenda che sarebbe tanto piaciuta a De Amici» e che ci ricorda le migliaia di cremonesi emigrati in cerca di fortuna - La storia di una famiglia che non può dimenticare il Torrazzo

Torna a Cremona dal Brasile dopo 66 anni

« Oficina de Ferreiro e Serralheiro; bobinas para portas de Aco - Estevam Boni e Irmao - avenida Presidente Vargas, 2959 - Tel. 321-414 Rio de Janeiro ». Questa dicitura, scritta in brasiliano e comprensibile anche da noi, dice tutta una vita spesa per il lavoro. Ma a noi non direbbe nulla se non si trattasse di una famiglia cremonese emigrata nel 1895 dalla nostra città.

E' proprio così. Amilcare Boni insieme al fratello Stefano, ormai deceduto, è rimasto per 66 anni in Brasile prima di rivedere Cremona. Amilcar, così lo chiamano in Brasile, quando partì aveva solo due anni e sette mesi. Il padre, Angelo Boni, aveva 28 anni quando decise, con la moglie Tersilla Assirati, di emigrare nell'America del Sud. Era un ottimo fabbro artigiano. Sbarcò in terra brasiliana dopo due mesi di navigazione. Con sé aveva Stefano di 4 anni e Amilcare, poi nacquero altri cinque figli, quattro sorelle ed un maschio.

Angelo Boni Iavorò sodo assieme ai figli divenuti grandi. A 59 anni morì e la sua fabbrica « de Ferreiro e serralheiro » (ferramenta) passò sotto la direzione dei figli Stefano e Amilcare. La famiglia Boni sino al 1895 aveva abitato in via delle Passere, una via dalle parti di S. Ambrogio. Della casa dei Boni non rimane oggi che un rudere. Amilcare è stato ieri a visitarla.

Amilcare Boni sposò Amelia De Blesi il 3 settembre del 1921. Pur rimanendo lontano di Cremona Amilcare ricordava sempre con tanta nostalgia la città in cui era nato, la ricordava spesso perchè i suoi genitori ne parlavano con tanto affetto: la volontà di ritornare un giorno a Cremona divenne sempre più fortissima, ma purtroppo per ragioni di lavoro non potè mai essere realizzata. Un'attesa estenuante di 66 anni, ma finalmente il Torrazzo è apparso davanti agli occhi.

Il nostro incontro con Amilcare Boni e la sua signora è avvenuto in modo del tutto casuale. Ieri, verso le 12.30, l’italo-brasiliano stava bevendo un aperitivo al bar Marconi con la moglie ed un cugino, il signor Pellizzoni che abita nella stessa piazza Marconi. Siamo entrati nel bar ed abbiamo sentito il signor Boni che diceva: « non avrei mai creduto di poter vedere un giorno la città ove sono nato ». La nostra curiosità ci ha fatto avvicinare il Boni che si esprimeva in un italiano abbastanza corretto. Così è nato l'incontro con un cremonese che è ritornato alla sua terra dopo 66 anni di lontananza.

Ora egli è cittadino brasiliano: ha tutti i suoi interessi nella nazione sud americana, ha due figli ormai sposati ed è già diventato nonno. Il signor Amilcare Boni è parente, da parte del padre anche del prof. Pontiroli, sovrintendente ai monumenti della nostra città. Di parte della madre è invece imparentato con i signori Pellizzoni.

Ieri era felice, tanto felice, e lo si notava non solo nelle sue parole, ma anche nell'espressione dei suoi occhi. Così era la signora, contenta di essere tornata in Italia perchè anch'essa è discendente d'ìtaliani migrati in Brasile (la sua famiglia era di Treviso).

Il nostro cremonese-brasiliano ci ha raccontato un po' della sua vita. Una vita di lavoro, ma anche di soddisfazioni. Nel 1956, morto il fratello Stefano, assunse in pieno la direzione dell’autofficina, ma quest'anno ha venduto tutto quanto e ora si sta godendo, dopo tanti anni di lavoro, un meritato riposo.

Il primo pensiero fu a Cremona. Da tempo, doto che aveva imparato a scrivere correttamente in italiano, teneca costantemente corrispondenza con i perenti cremonesi, i signori Pellizzoni e Pontiroli. Nelle sue lettere esprimeva sempre il desiderio di potere un giorno rivedere Cremona.

I parenti però erano molto scettici su questo presunto viaggio. Ma Amilcare Boni, il 20 luglio rompeva ogni indugio. Decideva di venire a Cremona. Si imbarcava con la moglie e giungeva a Genova. Da qui spediva una lettera ai cugini che non sapevano nulla. Dietro alla busta scrisse: «Il cugino Amilcare Boni in viaggio per Cremona ». Quando i parenti ricevettero la lettera non credevano ai loro occhi. Amilcare Boni e la signora giunsero invece puntuali alla nostra stazione. Si incontrarono con i cugini e da alcuni giorni sono loro ospiti.

Amilcare Boni non conosceva la nostra città se non attraverso le cartoline che i parenti spedivano a Rio. Ed a noi confessa che non credeva di trovare una città così moderna: credeva di vedere una cittadella antica, con i suoi vecchi palazzi. E' rimasto favorevolmente impressionato.

Alla nostra domanda se intende ritornare in un prossimo futuro a Cremona ci ha risposto, con rammarico negativamente. «Alla nostra età non si possono più fare molti viaggi. Inoltre io ho tutti gli interessi materiali e di affetto a Rio. E' stata comunque una cosa meravigliosa e nello stesso tempo romantica potere rivedere i luoghi dove sono nato e dove hanno vissuto i miei genitori ».

Amilcare Boni e la sua signora si fermeranno a Cremona sino al 3 settembre. Questo giorno per essi ha un doppio significato. Per Amilcare, perchè compirà 69 anni e per entrambi perchè nel 1921 si sposarono: due ricorrenze che i cremonesi-brasiliani vogliono trascorrere a Cremona. Poi partiranno per visitare le principali città d'Italia. Quindi il rientro in Brasile a Rio de Janeiro.

Siamo certi che questo viaggio, per Amilcare Boni e la signora, rimarrà uno dei più bei ricordi della loro attiva esistenza. Ad essi non possiamo che augurare una vecchiaia serena e che Cremona, ora che l'hanno conosciuta, possa avere un piccolo posto nei loro pensieri, nelle loro conversazioni che avranno con i figli e con i nipoti, riuscendo forse a trasmettere un po' di quella nostalgia e di quell'affetto di cui essi hanno sempre circondato la nostra città.

23 Agosto 2018