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Lunedì 24 Settembre 2018

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21 agosto 1968

Cremonese davanti a Juve e Genoa

Per la prima volta tutta la storia dell'ormai leggendario campionato 1925-26

Il leggendario campionato 1925-26

Nella prima parte del torneo di prima divisione (Girone B) i grigiorossi di Payer sorprendono il mondo calcistico italiano precedendo gli squadroni del momento - Per sei giornate al comando della classifica - Le nette sconfitte del Milan e del Livorno (per 8-0!) - Delusioni a Genova e Vercelli - La grande attesa per rincontro con la Juventus

C'è un campionato favoloso nella storia del calcio cremonese, il campionato 1925-26. Dopo un duello incertissimo nel quale i grigiorossi ebbero spesso il sopravvento, la Cremonese si classificò alle spalle della Juventus nel girone B della prima divisione nazionale, l'equivalente dell'attuale serie A. E' un piazzamento che vale il secondo posto assoluto perche poi la Juventus — che non riuscì mai ad espugnare il campo cremonese — conquistò lo scudetto superando in semifinale il Bologna ed in finale, con larghissimo margine, l'Alba.

Nel campionato 1925-26 la Cremonese conquistò cosi, solidamente, il suo posto nella storia del calcio italiano. Eppure, al di là di qualche notizia nelle rievocazioni ufficiali, la storia di questa memorabile stagione del calcio grigiorosso non è mai stata scritta. Una fortunata ricerca d'archivio ci permette oggi di colmare questo vuoto. Dalle pagine ingiallite, balza fuori un campionato avvincente, entusiasmante sino all'ultima battuta, al quale i nomi di tanti grandi campioni del calcio cremonese, da Tansini, appena scomparso a Padova, ai fratelli Ravani, al grande portiere Compiani, dà ora un fascino tutto particolare.

Ecco: le lastre Capelli con una splendida serie di fotografie ed un gusto per la plasticità dell'immagine di cui oggi si è persa la misura, i primi articoli di Vittorio Pozzo, la caratteristica pubblicità del tempo (« L'indispensabile »: con l'apparecchio qui illusi rato si lucida meni io la scarpa; si economizza lucido, si economizzano spazzole, si risparmia tempo, si evita di mettere le mani ove furono i piedi di giorno, si mettono istantaneamente in forma le scarpe ») ci riportano all'estate del 1925. Il grande campionato è alle porte. Nel calcio italiano si comincia a parlare sottovoce — è una parola che scotta — di professionismo. La F.I.G.C. l'anno prima aveva aperto le porte agli stranieri, ammettendone due per squadra. Dominano i magiari, la scuola danubiana è considerata la prima del mondo.

La Cremonese (che il 3 maggio 1914, superando l'Ausonia a Milano per 1 a 0 con una rete del « gnaro » Defendi aveva guadagnato l'accesso alla prima divisione) viene inclusa in un girone di ferro comprendente Pro Vercelli, Juventus, Genoa, Milan, Sampierdarenese, Reggiana, Parma, Alessandria, Padova, Livorno e Mantova.

Il consiglio grigiorosso, presieduto da «papà» Gabbi (quest'appellativo di «papà » ne ha fatto, nel tempo, una figura quasi da favola) è al bivio: rinunciare alla posizione di prestigio conquistata nel '14 dalla vecchia bandiera unionista, oppure seguire l'esempio delle maggiori società ed organizzarsi su larga base. I problemi non sono pochi e neppure facili da risolvere. La Cremonese — allora come oggi — non dispone di mezzi, anzi è afflitta da residui passivi di una certa entità.

Il coraggio e l'entusiasmo non mancano, però, al dott. Gabbi ed ai suoi collaboratori. Nonostante l'assunzione di Gulyas non sia stata una esperienza troppo felice qualche anno prima, si decide di ingaggiare un allenatore magiaro. Viene prescelto Eugenio Payer (da non confondersi con Imre Payer allenatore della Doria) che gode di un discreto nome in Ungheria. Al suo primo apparire in società, Payer non raccoglie molti consensi. La sua scarsissima conoscenza della nostra lingua, il suo fare un po' disorientato lasciano molto perplessi i consiglieri grigiorossi. Ma è un'impressione completamente sbagliata. Dopo un breve periodo di ambientamento, Payer comincia a mostrare tutte le sue ottime qualità non solo come allenatore della prima squadra, ma anche come attento preparatore di giovani. In breve conquista completamente la fiducia del consiglio.

Entusiasmati dall'operato del magiaro, i dirigenti grigiorossi decidono di giocare la grande carta e di compiere tutti i sacrifici necessari per approntare una squadra da scudetto. Si decide di inviare a Budapest, Payer e l'avvocato Bignamini, l'indimenticabile capitano della squadra che guadagnò la promozione, per ingaggiare due validi giocatori ungheresi.

Ogni sera, i consiglieri della società si riuniscono in attesa di notizie da Budapest. Finalmente giunge un telegramma: l'avv. Bignamini chiede l'autorizzazione ad assumere due giocatori indicati da Payer: Jezsmas e Wilhelm, interni d'attacco. Il benestare viene subito concesso. Bignamini e Payer ritornano in Italia con i due giocatori. Payer ha avuto buon occhio: fin dalle prime uscite i due elementi entusiasmano per il perfetto controllo della palla e per il fiuto della rete.

La Cremonese si presenta, pertanto, al via del campionato con questi giocatori: Dario Compiani, portiere (nato a Spinadesco nel 1903, di professione operaio, uscito dal vivaio della Victor F.B.C. Cremona); Emilio Manfredi, terzino destro (Cella Dati 1899, dottore in scienze commerciali, dal vivaio della Cremonese), Giuseppe Bonizzoni, terzino sinistro (Genivolta 1908, molatore, dal vivaio della Juventus F. C. Cremona), Giuseppe Puerari, mediano destro (Cremona 1900. dottore in medicina, dal vivaio della Victor F.B.C.), Cesare Cassanelli, centromediano (Gussola 1898, esercente, dal vivaio della Spezia F. C), Secondo Talamazzini, mediano sinistro (Como 1897), meccanico, dal vivaio della Victor F.B.C.), Andrea Poli, ala destra (Sesto Cremonese 1901, impiegato, dal Concordia F. C. Cremona), Josef Jezsmas, mezz'ala destra (Budapest 1898, meccanico, dall'UTE Budapest), Giovanni Della Vedova, centravanti (Cremona 1903, pasticcere, dalla Victor F.B.C. Cremona), Ercole Bodini, centravanti (Cremona 1904, meccanico, dallo S. C. Tati), Buia Wilhelm, mezz'ala sinistra (Budapest 1901, perito chimico, dal F.T.C. Budapest), Mariano Tansini, ala sinistra (Codogno 1903, impiegato, dal Codogno F.C.), Pietro Bonzio, ala sinistra (Verolanuova 1894, commerciante, dal Verola F.B.C.).

Nella rosa figurano inoltre i formidabili terzini Ravani I e Ravani II che tuttavia non disputeranno le prime partite di campionato in quanto posti in quarantena dopo una serie di incidenti a Brescia. La coppia di terzini costituita dai fratelli Ravani è senza dubbio una delle più temute d'Italia, per la decisione dei suoi interventi, ma anche per l'ottima tecnica individuale e per il perfetto affiatamento.

A metà settembre viene pubblicato il calendario della prima divisione. Ecco gli impegni grigiorossi: Milan-Cremonese; Cremonese - Livorno; Cremonese - Parma; Pro Vercelli - Cremonese; Cremonese Mantova; Reggiana Cremonese; Genoa Cremonese; Cremonese - Juventus; Padova - Cremonese; Cremonese - Sampierdarenese; Cremonese - Alessandria.

Il primo impegno di campionato attende dunque la Cremonese sul campo del Milan. La vigilia di quest'incontro è trepida, piena di timori. Durante la fase precampionato il Milan ha battuto la Pro Vercelli per 3 a 2 e pertanto viene giudicato una squadra fortissima. Da Amos le discussioni sulla formazione grigiorossa si protraggono fino a notte inoltrata. La partita ha luogo sul campo di viale Lombardia. I tifosi cremonesi al seguito della squadra sono numerosissimi. Il Milan si presenta con Caviglia; Bronzini, Schenoni; De Franceschini, Banas (che doveva poi diventare uno dei più amati allenatori della Cremonese), Poggia; Cidri, Santagostino, Muller, Ostromann, Savelli.

Payer schiera: Compiani; Manfredi, Bonizzoni; Puerari, Cassanelli, Talamazzini; Poli, Wilhelm, Bodini, Jezsmas, Tansini.

C'è molta trepidazione, nelle file grigiorosse, per l'esordio in difesa di un giovanissimo, Bonizzoni, che ha appena 17 anni.

20 Agosto 2018