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Lunedì 19 Novembre 2018

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15 agosto 1963

Rapsodia di Ferragosto

Ferragosto

La città acquista toni irreali per il grande esodo - Eppure le più antiche tradizioni folcloristiche cremonesi si accentravano proprio in questi giorni: la “battagliola„ ed il "rigotto,, con il cappello di Giovanni Baldesio La "festa del toro,, per il giorno dell'Assunta - Quello che si fa altrove

Alla data 15 agosto il calendario segna « festa civile e legale ». Ferragosto rappresenta per tradizione la pienezza dell’estate, la pienezza delle ferie, la punta massima dell'esodo dalle città.

E’ periodo di riposo dei magistrati, del Parlamento, degli uffici in genere, degli uomini di scienza e d'affari, degli artigiani e dei manovali. Numerosi gruppi d'operai godono solo ora le ferie fisse, obbligate, predisposte per l'interruzione estiva del complesso industriale dove lavorano.

Tante saracinesche ostentano il cartello più a meno vistoso, vergato a mano o a stampa « chiuso per ferie ». Molti attendono da mesi questa settimana, questi giorni di feria; l’estate mette addosso il bisogno di riposare, di liberarsi degli impegni abituali, di variare per un poco almeno ritmo e ambiente.

Ma oggi è entrato un poco nella mentalità di tutti che, appena sia possibile, oltre a questi giorni tradizionali, le ferie si diluiscano un po' nei vari mesi dell'anno. Ma per una buona maggioranza il Ferragosto rimane pur sempre un invito ad evadere. Mutati i mezzi e le esigenze, tutti vogliono arrivare con rapidità e più comodamente; a piedi si arriva poco lontano e pochine sono anche le comitive in bicicletta. Motori e motori (scooter e motorette, ma soprattutto automobili su tutte le strade d'Italia, e moltissime di stranieri) sono i dominatori di Ferragosto. Non si vedono più, fuori porta, lungo via del Sale o verso la strada del Bosco, quei gruppi a piedi, così numerosi prima della guerra, di donne e ragazzi avviati a trovare un angolo per la scampagnata, carichi di borse e sporte per la colazione al sacco, di salviette e teli per campeggiare l’intera giornata fuori casa.

Moltiplicato per Ferragosto è il traffico nelle stazioni oltre che sulle strade, più intenso è il servizio d'ordine, e la vigilanza sulle principali vie di transito affollatissime è stata predisposta come piano di emergenza perchè la gioia di queste giornate di feria sia goduta intera. Agosto è « maturo » nella sua festa di Ferragosto.

 

È festa dell’Assunta

Con riti diversi nei secoli e in epoche diverse del Cristianesimo fu ricordato e celebrato il trapasso della Vergine « Dormitio » fu detta la sua morte, quasi un sonno. « Pausatio » riposo dopo i dolori del Calvario: « Natalis » , nascita al Cielo, quasi a toglier via l'idea di morte che potesse contaminare il suo corpo immacolato; e ancora fu detto cristianamente  « Transitus », passaggio ad altra Vita; « Assunzione » è l'ascesa al Cielo in anima e corpo di Lei, e noi l'accettiamo come dogma.

Antiche tradizioni di mezz'agosto

Nel nome Ferragosto reca il significato di « feriae Augusti ». Nell'antica usanza pagana a metà del mese ricorrevano le feste « consualiaa » che si protraevano fino alle calende di settembre e che in seguito in onore di Augusto imperatore divennero ludi « augustales », così come il mese ( « sextilis » nell'antico calendario di Romolo) prese il nome di « augustus ».

Era in uso scambio di doni ! e di auguri, i doni erano solitamente denaro e pollami e Pcr sollecitarli i servi npe ann ali auguri di buone ferie Ancor nel Medio Evo era abitudine che il sovrano elargisse doni al popolo e dispensasse grazie e sorrisi ai patrizi. In seguito il 15 agosto rimase come giorno di festa ed i regali assunsero il significato di offerte religiose nella venerazione della Madonna Assunta. La nuova festa religiosa non tolse carattere popolare alla ricorrenza, alle funzioni sacre s'alternarono le parate ed i giochi del popolo.

Nella Roma medievale si snodava la grande processione notturna di artigiani, lavoranti, bottegai tra una immensa folla di popolo, e vi partecipavano i consoli delle corporazioni, con armi, emblemi stendardi e un grosso cero da offrire alla cappella di San Lorenzo, festeggiato pochi giorni innanzi il 10 di agosto. Con torce si illuminavano le strade cercando di tener discosta la folla.

Per molti anni a Roma il popolo in Piazza Navona partecipava allo spettacolo caratteristico di ferragosto: chiudendo gli scoli e lasciando scorrer l'acqua dalle fontane per l'allagamento la piazza si trasformava in una specie di lago, in cui molti si tuffavano, ed eran gettati oggetti e monete, persino vi passavan calessi in forma di gondola. Ma questa chiassosa festa popolare fu vietata dalle autorità, per ragioni di igiene nel 1676.

Proseguì invece per tanti anni ancora sul Tevere la caratteristica festa di « strappacolli alli paperi » che vedeva starnazzar sul fiume decine d'anatrini inseguiti e straziati per diletto da giovani in gara, aizzati dalle grida e dagli strepiti di una folla tumultuosa e divertita.

A Siena ferragosto è la vigilia del « Palio delle Contrade »  e che si rinnova il 16 nella medioevale Piazza del Campo. Siena chiama forestieri da ogni parte a questa che è una tra le più famose manifestazioni in costume del mondo: bandiere, drappi tappeti accendon di vivi colori i muri di case e palazzi, ornano finestre e balconi. Domani la contrada vincente sarà per l'occasione tutta illuminata a festa.

Palio Mannaro a Livorno, feste caratteristiche sull'Appennino piemontese, a Mantova il pellegrinaggio alla Madonna delle Grazie, sagre a Pistoia e in Abruzzo, a Catanzaro, in Sicilia e in moltissimi altri centri, un po' dappertutto in Italia. Si intrecciano la tradizione e gli interessi folcloristici, attrattive nuove si legano al rispetto di un passato lontano. Motivi antichi e moderni, di profana o di sacra ispirazione, salutano il ferragosto in un giro movimentato di turisti.

 

In passato a Cremona la “Battagliola”

Anche da Cremona passano numerosi turisti e si soffermano a gruppi nella nostra bella piazza, per tutto il periodo estivo, anche nei giorni di Ferragosto. Ma tranne che per i turisti, di passaggio con le proprie macchine o con i torpedoni riservati, in questi giorni le vie del centro e la Piazza sono meno frequentate del solito, in certe ore semideserte. In passato però la vigilia del giorno dedicato alla Beata Vergine Assunta, la nostra piazza della Cattedrale acquistava un aspetto particolarmente movimentato e vedeva convenire una folla di gente per la festa della « battagliola ».

Era una rievocazione delle fuzioni che nel XII sec. dividevano la città nuova dalla città vecchia, nel ricordo della libertà e dell'indipendenza acquistate da Cremona per merito di Giovanni Baldesio, del quale ci si contendeva simbolicamente il « rigotto », listato di bianco e di rosso, i colori della città. Il 14 agosto, sgombrata la piazza maggiore « da ogni impedimento » principiava la festa con un lancio (poco decoroso, diremmo noi) scambiato tra girovaghi e monelli, i quali « con forza tirano pomi, peri, meloni, cucumeri et altre cose fra loro ». Suonavano insieme pifferi e trombe, per festeggiare la presenza del Consiglio della città, con i signori Podestà e Governatore.

Sopita la « battagliola » continuavano i suoni festosi, mentre la piazza veniva ripulita, per preparare un nuovo spettacolo, con il quale si concludeva la vigilia di Ferragosto. Provvedevano ad innaffiare la Piazza i « brentatori » che portavano gran copia d'acqua nelle loro brente, per spazzar via le midolla dei frutti, che avevan sporcato un po' dappertutto, tra le risa generali di chi aveva assistito alla zuffa e ai capitomboli.

Allora, fatto netto il selciato, era la volta del « rigotto ». A spese dei « fornai » eran state rivestite dei tradizionali colori cremonesi le statue di Zannino e della Berta sua moglie. Il « rigotto » era il cappello di Zanen, a liste bianche e rosse, nel quale si nascondevano sei scudi: veniva gettato al popolo che se lo disputava in modo furibondo. Era vincitore chi poteva prenderlo ed ergerlo sulla punta della sua lancia.

Poi. scesa la sera, a conclusione di tante grida e baldoria, i Consiglieri, i suonatori e una gran folla entravano in chiesa, per chiedere indulgenza e prepararsi a festeggiare l'indomani l'Assunzione.

Cinque secoli fa Ferragosto in piazza

Per il 15 agosto poi convenivano  a Cremona molti « forestieri » e per il giorno festivo e per la ricorrenza Patronale del Duomo e ancora per la « festa del Toro ». Ci fu un anno che vi assistettero interessati persino i reali di Spagna.

Di prima mattina si svolgevano solenni i riti sacri con l'offerta dei ceri in Cattedrale. La Piazza era tutta adorna di drappi bianchi e rossi. Terminate le cerimonie religiose ed uscito ognuno sulla piazza, ad un certo momento era condotto il toro, tutto adorno di fronzoli, e si svolgeva una specie di « corrida ». L'animale era trattenuto a forza con delle corde, da una decina di macellai ed aizzato da cani e da monelli. Poi il toro era ucciso sulla piazza, e continuavano fino a sera gli squilli delle trombe, i commenti della gente, il frastuono dei timpani e dei tamburi.

Questa festa intendeva commemorare la famosa vittoria dei Cremonesi sui Parmensi, allorché nel 1250 tolsero loro il Carroccio ed i tori ed i buoi furon trofeo dei Cremonesi.

Anche queste feste popolari, come molte altre avevano dunque avuto al loro nascere un motivo suggerito dalla storia cittadina. Tuttavia manifestazioni popolari tanto chiassose andarono col tempo via via attenuandosi.

A metà del Cinquecento si spense del tutto la « festa del toro », mentre si mantenne fino al Settecento la « battagliola » della vigilia, ma anch'essa seguita con sempre minor interesse nel passar degli anni.

14 Agosto 2018