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Mercoledì 12 Dicembre 2018

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11 agosto 1951

Antiche tradizioni cremonesi per la festa dell'Assunzione

Antiche tradizioni cremonesi per la festa dell'Assunzione

Una nuova Messa - Campane a festa in tutte le chiese - Funzioni alla cappelletto di S. Rocco

Mercoledì prossimo, la festa dell'Assunzione sarà celebrata con particolare solennità (per quanto a Cremona questa ricorrenza sia stata sempre onorata, anche per il fatto che la Cattedrale è dedicata alla Madonna Assunta) in quanto sarà la prima ricorrenza della festa dopo la solenne promulgazione del dogma avvenuto il 1° novembre dello scorso anno. Per quanto la festa dell'Assunta sia la più antica celebrata in onore della Madre di Dio nella cristianità, tuttavia nella Chiesa latina l'officiatura' e soprattutto la Messa non rispondevano adeguatamente alla grandiosità del mistero che viene celebrato il 15 agosto. Ecco perchè all'indomani della definizione dogmatica il Santo Padre ha disposto che i testi della nuova Messa da lui usati in quel 1° novembre fossero d'ora in poi estesi a tutta la Chiesa per il giorno del 15 agosto. L'introito della nuova Messa è preso dalla visione dell'Apocalisse della donna vestita di sole. L'epistola è tratta dal libro di Giuditta. Il Vangelo consiste nella prima parte del Magnificat.

Una « notificazione » diffusa dal Vicario generale della Diocesi, mons. Cesare Rosa, dopo aver detto che l'Arcivescovo desidera che clero e fedeli si preparino con speciali preghiere alla festa imminente, annuncia che per le molte persone che si trovano, per le vacane estive, lontane dalla propria residenza e quindi in difficoltà per assolvere al precetto dell'astinenza e del digiuno, quest'obbligo viene surrogato in qualche pia opera di elemosina ai poveri. Per coloro che non si trovano nelle condizioni sopraddette, per il giorno 14 resta il precetto del magro e del digiuno. I n tutte le chiese, dopo la Messa, verrà recitata la speciale preghiera composta dal Santo Padre; a mezzogiorno, tutte le campane suoneranno a festa.

Un rito interessante, si svolge ogni sera in via San Rocco, là dove sorge la cappelletta dedicata al Santo: le donne delle case vicine si adunano davanti al piccolo santuario e, in ginocchio, leggono le preghiere della novena. Come è noto, la festa di San Rocco cade il giorno '6 corrente.

Una vecchia, interessante stampa di Jo. Maria Cipelli, cremonese, incisore in rame, della seconda metà del 1500, riproduce prospetticamente, vista dal lato nord, la Piazza del Comune, animata dalla scena movimentata della famosa, per quei tempi, «Festa del Toro », che rincorreva tutti gli anni nel giorno 15 agosto, dedicato a Maria Vergine Assunta, a cura delle Corporazioni dei Navaroli e dei Beccari. Il letterato cremonese, prof. abate Luigi Bello, così la descrive:

« Costumavano i nostri progenitori di fare l'anniversaria commemorazione della vittoria riportata dai Cremonesi sui Parmigiani nell'anno 1250. Celebravasi questa festa il giorno 15 agosto nella Piazza Maggiore con l'intervento di tutte le Magistrature e di immenso popolo. Si solenne funzione il Cipelli credette cosa degna di essere tramandata con una incisione. (Jo. Maria Cipellus incidit et formis suae execudebat. Anno 1512).

In questa incisione si vede tutta la Piazza Maggiore col Palazzo civico, il Duomo, il Battistero e il Torrazzo con una immensa folla di popolo fin sopra i tetti e sulle logge della facciata del Duomo. Vi sono le Milizie urbane vestite alla spagnuola, si vede il Toro con gualdrappa, legato come già vinto e una barca addobbata che si avanza, tirata sopra carrucole da altri soldati e preceduta da un Comandante con tamburi, timpani e bandiere. Le autorità stanno sedute in luogo distinto: è rimarchevole, che alcuni marinai sulla barca con canna da cristeri. spruzzano acque sul popolo ».

D'altra parte la Chiesa celebrava con riti solenni e pontificali la stessa festa dell'Assunta, titolare della Cattedrale.

Una volta dopo la Messa Pontificale, si faceva l'oblazione della cera e del denaro all'altare della Madonna del Popolo, ai Fabbriceri, che la ricevevano stando assisi in pompa magna sopra una tribuna speciale. Il lungo e pittoresco corteo degli afferenti sfilava nel seguente ordine: prima la Regia e Ducale Camera di Milano, indi quella della città di Cremona, seguivano i Collegi dei dottori fisici, degli Abbati, dei Procuratori, dei Notari, delle Università dei Paratici, delle Corporazioni degli Artisti, degli Artigiani, i rappresentanti dei Comuni e delle Ville del Contado e delle cinque terre separate, tutti offerenti cera e denaro, secondo gli obblighi assunti.

Col passare del tempo le celebrazioni furono ridotte, finché eliminate quelle civili, aboliti i cortei e le offerte collegiali, restano immutabili le solenni funzioni religiose auspicanti beni celesti sul popolo cremonese, benessere e pace duratura sul mondo.

10 Agosto 2018