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Sabato 22 Settembre 2018

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17 giugno 1986

Italia-Francia, chi resterà «grande» dopo stasera?

Ottavi di finale al Mundial: difronte i campioni in carica e i campioni d'europa per una sfida crudele ed incerta

Italia-Francia, chi resterà «grande» dopo stasera?

Bearzot inserisce Baresi (marcherà Platini?) ed esclude Di Gennaro; qualche dubbio per Scirea e Cabrini, pronti Tricella e Nela - In panchina dubbio Tardelli-Ancelotti

CITTÀ DEL MESSICO,  16. — Dopo le prime quattro stelle accesesi nei quarti, tocca ad altre due grandi, Italia e Francia, giocarsi un posto tra le migliori otto di «Mexico '86». Il cammino fin qui compiuto dalla Nazionale azzurra non giustificherebbe l'appellativo di grande cosi come non appariscente è stata la prima ronda dei francesi, anch'essi secondi nel loro girone, ma si tratta del confronto tra la migliore nobiltà del vecchio continente: campioni del Mondo contro campioni d'Europa.

Fuori i secondi (dei rispettivi gruppi) per il match della verità, un confronto spietato giunto forse troppo presto tra due «teste di serie», comunque una partita di elevati contenuti agonistici per via della formula dell'eliminazione diretta che bandisce il pareggio e propone i tempi supplementari in caso di equilibrio dopo i 90' regolamentari.

Sia Italia sia Francia sono attese a grandi cose. Finora non le hanno mostrate. Dovranno farlo ma una delle due lascerà il Messico frustrata, dovrà riporre i sogni nel cassetto e con essi l'etichetta di «grande».

 * * *

La quarta volta francese di Bearzot è come se fosse la prima. È quasi un debutto per varie ragioni. Anzitutto i precedenti sono lontani. I primi due vecchi di otto anni, il terzo di quattro e mezzo. Dall'ultima sfida diretta l'Italia è diventata campione del Mondo. La Francia d'Europa. D'accordo che la nazionale dei «galletti» e praticamente immutata da anni ma nel frattempo è maturata, si è fatta esperta.

È esordio anche perchè la Coppa apre con la nuova formula ad eliminazione diretta dopo un primo turno soft che le «grandi » hanno usato per limare la preparazione ed entrare in clima mondiale più che per farsi largo senza risparmi energetici. E debutto per Bearzot quando dice: «È la prima volta che mi capita di giocarmi tutto in una sola partita così presto, a questo punto della competizione. Sono tragici ottavi». Più preoccupato di altre volte? «Sono le preoccupazioni di 40 anni di calcio, sempre le stesse alla vigilia delle partite». Davanti però stavolta c'è il favoloso centrocampo francese ed un Platini che, recitando la partita a soggetto, crea più problemi di marcatura. «Dipenderà da quale posizione assumerà in campo: ho pronte varie soluzioni interne ».

Cosa temono i francesi dell'Italia? «Più che noi temono la tradizione avversa». Più tranquillo oggi che alla vigilia della partita con la Corea? «Le partite ritenute facili mi infastidiscono maggiormente perchè te le porti dietro come un marchio». Dove si deciderà l'incontro? «A metà campo anche se poi può intervenire un episodio casuale sul tipo di quello della partita con la Bulgaria ». Ha parole di stima per Galderisi che, dice, «mi dà fiducia per il grosso lavoro che compie e che si integra perfettamente col gioco di Altobelli ».

Ma cosa la lascia più tranquillo della squadra? «Come sta insieme tutto il gruppo. Poi in campo la tranquillità passa ed anch'io partecipo alle loro ansie pur dovendo tenere la mente lucida». Qual è la maggiore certezza tecnica? «La condizione fisica della squadra, la capacità di maggiore tenuta come si è dimostrato contro i coreani». Con queste convinzioni ma anche con parecchi dubbi circa l'efficacia della tattica studiata e da applicare Bearzot si accosta alla sua quarta sfida con la Francia.

I tre precedenti sono in equilibrio: 2-2 a Napoli nel febbraio '78,2-1 per gli azzurri a Mar del Piata nel mundial d'Argentina il 2 giugno di quell'anno, 2-0 per i «galletti» nell'amichevole di Parigi del 23 febbraio 1982. L'equilibrio si spezzerà oggi. * * *  

Dopo Diego, Michel. Dopo Maradona, Platini. I «grandi» del campionato italiano si pongono sul cammino della Nazionale di Bearzot. Destino ingrato quello di trovare dall'altra parte della barricata il compagno con il quale, ogni settimana, si suda la conquista dei due punti. Pestino tanto più ingrato stavolta perchè con Platini e soci non è neppure possibile un inconscio patto di «non belligeranza » come avvenne, sull' 1 -1, con Maradona e compagni.

Un vincitore deve uscire per forza. Gli azzurri o Platini. «E poi, per tutto un anno — sospira Scirea, il capitano juventino di «monsieur» — ci saranno degli sfottò, da una parte o dall'altra». Ma è tanto terribile questo Michel, visto dal campo? «É bravo, come possiamo discuterlo? — spiega ancora Scirea — ma non è tutta la Francia. È la squadra che è forte perchè gioca insieme da tanto tempo».

Il temino della giornata è ovviamente su questo giovane signore della pedata, che arrota la «r» come ogni buon francese. Come si può bloccare? È conveniente dedicargli un uomo che lo annulli e si annulli? È il tipo che si innervosisce? A svolgerlo sono chiamati gli uomini di Bearzot ha tenuto sulla corda fino all'ultimo per destinare alla sua marcatura: Bagni, Baresi, De Napoli, lo stesso Tardelli. Beppe Baresi, il suo francobollatore nell'Inter: «Ha più pregi che punti deboli. È ovvio. L'unica cosa che soffre un po' è la marcatura asfissiante. Solo cosi si può circoscriverlo. Ma non innervosirlo, a meno che per lui questa non rappresenti una giornata particolare. Io l'ho sempre trovato un avversario tranquillo e molto corretto. Comunque non è che bloccando Platini si blocchi tutta la Francia. È la squadra ad essere valida, a cominciare dagli altri centrocampisti Tigana, Giresse, Fernandez, fior di giocatori». Salvatore Bagni, il custode di Maradona: «Annullare un uomo per parte, soprattutto quando da quell'altra parte si chiama Platini, per me andrebbe benissimo. E un sacrificio che va messo in preventivo, quando si marca individualmente gente come Maradona o Platini, che sono tra i migliori al mondo e che, in ogni momento, possono decidere. A loro non bisogna mai dare l'opportunità di girarsi. Se è un incarico di prestigio? E perchè? In campo si va in undici, ciascuno con compiti ben precisi. No, Platini non l'ho mai visto nervoso, è uno che gioca tranquillamente la sua partita. Ma è anche intelligente: se vede che è marcato stretto, va a giocare più indietro. Non si è mai lamentato, ma anche Maradona non si lamenta, a meno che non lo picchino come hanno fatto qui, botte con la palla lontana tre metri. Allora anche lui non ci sta, come è giusto che sia. Se si tratta solo di prenderle, uno sta a casa». Nando De Napoli, la rivelazione, che si è preso già cura di Platini in Avellino - Juventus: «Chi mi viene dato da marcare io marco. Giresse, Tigana, Fernandez, lo stesso Platini. Tanto è il centrocampo francese ad essere forte nel suo insieme. Platini non ti rompe mai le scatole, non si lamenta anche se gli dai qualche calcio in più».

Meglio giocare con a fianco un centrocampista marcatore o con uno che costruisce? «Forse con un centrocampista che marca, ma mi va bene qualsiasi soluzione. Sia che tocchi a me occuparmi di Platini sia che abbia più spazi in cui lavorare». Marco Tardelli, ex compagno dell'asso francese nella Juventus: «Che io giochi e poi che giochi su Platini è un'idea di voi giornalisti e non di Bearzot. Certo, come tutti quelli che hanno il compito di curarlo, la prima cosa che ti passa per la testa è di cercare di non fargli fare gol. Ma mi sembra normale, no? Comunque la partita è difficile non solo perchè c'è lui, ma perchè questa Francia è una gran bella squadra. Contro di loro, però, noi siamo sempre riusciti a combinare cose buone, a parte la brutta prova, l'ultima volta a Parigi.

15 Giugno 2018