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Venerdì 19 Ottobre 2018

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14 giugno 1962

Sarà salvato il nostro "bel San Lorenzo"

Sarà salvato il nostro "bel San Lorenzo"

Dopo anni di attesa finalmente si sono iniziati i lavori di assestamento delle tre absidi - Durante gli scavi della trincea perimetrale sono emersi elementi archeologici di notevole interesse

Come abbiamo riferito ieri, sono incominciati i lavori di restauro della basilica di S. Lorenzo, l'antica chiesa di Cremona, fondata nel 999 dopo Cristo, che si trova attualmente incastrata tra il fabbricato del Liceo Scientifico e alcune vecchie case private.

Il grido d'allarme lanciato parecchi anni fa e tendente a salvare questo monumento di inestimabile valore storico ed artistico, è stato finalmente raccolto: grazie all'intervento della Sovrintendenza ai Monumenti di Verona e al generoso contributo dell'Amministrazione provinciale, è stato possibile iniziare in questi giorni i lavori di assestamento delle tre absidi; in seguito tutto il monumento sarà ripristinato.

Nello scavo della trincea perimetrale sono emersi elementi assai interessanti dal punto di vista archeologico. La Sovrintendenza alle antichità è subito intervenuta ed ha eseguito i prelievi di oggetti di cui abbiamo già riferito E' stato accertato che la basilica poggia su fondazioni che preesistevano di un altro tempio di antichissima origine, probabilmente pagano. Nella fotografia che pubblichiamo sono ben visibili le tracce dei due muri.

Durante questi lavori è venuto alla luce anche un interessante pozzo in mattoni con l'orlo in pietra. Si tratta di un pozzo profondissimo collegato ad una condotta dell'acqua potabile. Nelle vicinanze di questo pozzo è stata ritrovata l'urna cineraria di cui abbiamo già pubblicato l'esemplare. La Sovrintendenza alle antichità proseguirà i suoi sondaggi mentre ieri mattina è stato già provveduto al rafforzamento delle fondazioni con gettate di cemento armato.

Le ricerche archeologiche in questa zona sono di particolare valore in quanto la chiesa si trova in una altura rispetto al piano stradale. Nelle immediate vicinanze, infatti, scorreva il Po lungo tutta la linea di via XX Settembre E' probabile che nei prossimi giorni vengano alla luce altri reperti che saranno attentamente studiati. Il prof. Pontiroli, al quale è stato affidato il compito della ricerca, spera di rintracciare qualche altra urna cineraria e di riportarla alla luce completamente chiusa dal suo coperchio.

Questa operazione, difficile e faticosa, potrebbe essere di grandissimo aiuto per stabilire l'epoca. Infatti con l'esame delle ceneri contenute nell'urna (se non saranno esposte all'azione atmosferica) si potrà stabilire con esattezza, con uno scarto di mezzo secolo, l'epoca. Potrebbe trattarsi di resti della prima epoca cristiana, ma non è esclusa la ipotesi che si possa trattare di resti di più antica origine, addirittura gallica. Naturalmente queste sono soltanto supposizioni perchè soltanto attraverso un attento studio degli oggetti e dei frammenti si potrà affermare il valore storico di questi ritrovamenti.

13 Giugno 2018