il network

Martedì 21 Agosto 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


9 giugno 1999

Addio Corrado, un amico in Tv

Morto il popolare presentatore, aveva 74 anni

Addio Corrado

Era l'anti-divo. Boccio Mina

Mezzo secolo nelle case italiane
E' morto Corrado, bonario e ironico maestro di radio e tivù

ROMA—Era il conduttore della porta accanto, il fedele amico di famiglia: famiglia radiofonica prima, televisiva poi. Ideatore e animatore, negli anni 60 di 'La Corrida' (poi da lui trapiantata nell'86 con altrettanto, crescente successo sulle reti Fininvest-Mediaset), inventore nel 76 di 'Domenica in', di cui rimase alla guida per quattro stagioni, Corrado, il più domenicale e casalingo dei nostri presentatori, è uscito in silenzio dalla porta di servizio, con la stessa discrezione e, forse, lo stesso sorriso distaccato con cui vi era entrato, giovanissimo, 55 anni fa. Il 2 agosto Corrado avrebbe compiuto 75 anni. Il comunicato della famiglia, chiusa nel suo dolore, parla di neoplasia polmonare. L'abbiamo visto l'ultima volta questo inverno, celebrato nello speciale 'Tre tenori', a fianco di altri due inossidabili routinieri dell'intrattenimento televisivo: Raimondo Vianello e Mike Bongiorno. Bonario, accattivante, pacioso come e più di Vianello, instancabile, onnipresente come Mike con cui sapeva duettare a colpi di feroci ma signorili fendenti, Corrado combinava nel suo appeal rassicurante le qualità di altri sapienti 'chefs' dei menu televisivi a cominciare da Mario Riva. Gli sguardi incrociati tra Corrado e il direttore d'orchestra Roberto Pregadio, in certe puntate de 'La Corrida', sono diventati tasselli indispensabili di un futuro 'Blob' del sorriso. Corrado era questo, e per questo piaceva alle grandi famiglie della domenica in casa: era il pizzico di cattiveria, o meglio, di flagellazione, dentro il gesto di sostegno, il senso di misura nell'aspirazione spesso presuntuosa alle vette. Normale tra i normali. Autoironico al culmine dello sfoggio di ironia. Di romana, nobilmente popolare, riqualificazione verso il basso, che lo accomuna, nella sua dimensione meno cinica e più bonaria, all'italiano- tipo incarnato da Alberto Sordi. Entrambi, Albertone e Corrado, simboli della 'medietà' dei rispettivi media, il cinema e la tv. Corrado è stato, sempre, un perfetto, infallibile 'impiegato' nella professione, o funzione, di conduttore. Già nelle prime, fortunate prove radiofoniche, rivelava la sua vocazione di entertainer 'alla pari' con lo spettatore o con il concorrente, che avrebbe poi progressivamente perfezionato. La sua 'Domenica in', alla metà degli anni 70 è stata il luogo di incontro e di momentanea amicizia tra l'Anfitrione e l'ospite, la tv che entra in casa e la casa che entra in tv, primo, non sospetto esempio di talk show, casereccio, nostrano, dove «la gente — come lui stesso assicurava — ha la possibilità di esprimersi sugli argomenti più disparati». Passato alle reti di Berlusconi, il suo ultimo capolavoro di 'normalissimo', silenzioso lavoratore di share è stato, nell'autunno '97, il trionfo della vecchia, rodata 'Corrida' contro 'Fantastico Enrico', inteso come Montesano, costretto dal confronto al ritiro. Ma anche quella volta, chissà, Corrado avrà commentato con un semplice, benevolo sorriso.

08 Giugno 2018

Commenti all'articolo

  • Fabio

    2018/06/10 - 01:01

    E' stato un grande della radio e della tv. Purtroppo di tipi cosi' non ne esistono più.

    Rispondi