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Sabato 15 Dicembre 2018

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24 maggio 1949

Ancora incidenti nelle campagne

Gli scioperanti devastano alcuni frutteti - Spari intimidatori - Un agricoltore ferito

Lo sciopero nelle campagne del 1949

Il Comitato di Vigilanza per l'agitazione bracciantile della Confagricoltura, nella sede confederale, ha votato la seguente mozione:

« Udita la relazione della Presidenza sulla situazioni determinatasi nelle varie provincie in conseguenza delle dello sciopero proclamato dalla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (C.G.I.L.) dalla Confederterra e dalla Libera Confederazione Generale Lavoratori Italiani (L.C. G.I.L.),

« approva l'operato svolto dalla Confagricoltura e riconferma pienamente le direttive contenute nella mozione votala il 17 c. m., esprime tutte le Associazioni Provinciali confederate ed a tutti gli agricoltori rappresentati il senso della più viva solidarietà e li invita a mantenersi disciplinati alle sopradette direttive nella difesa serena e responsabile della produzione;

 « rileva che contrariamente alle direttive annunciate dalla Confederterra, l'alimentazione del bestiame non viene in molte zone praticata obbligando gli agricoltori ad assumere liberi lavoratori per garantire la vita del bestiame e la produzione nazionale;

« denuncia al Governo ed alla pubblica opinione le violenze che si commettono contro i predetti lavoratori infrangendo il principio della libertà di lavoro; declina ogni responsabilità per le conseguenze derivanti dal lamentato stato di cose e chiede che il Governo intervenga energicamente a tutela dei cittadini e della produzione ».

Anche nelle giornate di ieri e di domenica lo sciopero nelle campagne ha portato ad una serie di incidenti deprecabili nel corso dei quali qualche libero lavoratore e qualche scioperante sono rimasti leggermente feriti.

Il contadino Mario Delfini che lavora presso una azienda della periferia è stato ricoverato all'ospedale verso la mezzanotte di domenica. Egli ha dichiarato di essere stato aggredito da alcuni sconosciuti i quali gli avevano prima rinfacciato di non aver ottemperato all'ordine di sciopero.

A Derovere l'agricoltore Brambilla Aldo è stato ferito da un colpo di pistola sparato dagli scioperanti. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Nessuno dei feritori è stato per ora identificato.

A Pessina gli scioperanti hanno sparato diverse raffiche di mitra contro gli agricoltori fratelli Casali e contro alcuni liberi lavoratori che si trovavano con essi. Nessun ferito, nessun fermo.

A Ca' d'Andrea, nel pomeriggio di domenica la Celere ha disperso un comizio organizzato dalla C. d. L. nel corso del quale avrebbero dovuto prendere la parola Verzelletti e Chiappani. Sono stati operati alcuni fermi.

Altri fermi sono stati compiuti ieri dalla polizia ad Azzanello ed a Grontardo ove alcuni individui mascherati ed armati avevano tentato di far sospendere il lavoro in diverse aziende.

Intanto sono cominciati, in diversi punti della provincia, atti di sabotaggio da parte degli scioperanti. I quali hanno tagliato viti ed alberi da frutta asportando nel secondo caso anche il legname. Citiamo, per la cronaca i casi degli agricoltori danneggiati Rocca Tullio, Mario Ferrazzi da Ca' d'Andrea e di Attilio Guarneri da Corte de' Frati. I danni sono ovunque abbastanza rilevanti.

Secondo voci che la Polizia non ha ancora confermate, sarebbe stato identificato e tratto in arresto uno dei contadini che spararono sul sedicenne Bruno Barozzi di Torre Picenardi.

In segno di protesta per lo scioglimento di un comizio è stata sospesa la mungitura per qualche ora in diverse aziende di Ca' d'Andrea.

23 Maggio 2018