il network

Lunedì 10 Dicembre 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


23 maggio 1972

Il folle gesto di domenica mattina nella Basilica di San Pietro

La «Pietà» mutilata

La «Pietà» mutilata

Laszlo Toth, il giovane squilibrato australiano di origine ungherese che ha fatto scempio del sublime gruppo marmoreo di Michelangelo, aveva l'intenzione di decapitare a martellate la statua della Vergine: «E' stato Dio a ordinarmelo» - I lavori di restauro, facilitati dall'esistenza del calco in gesso, saranno eseguiti dai tecnici dei musei vaticani - L'iconoclasta sarà sottoposto a perizia psichiatrica

 

CITTA' DEL VATICANO, 22.  — Enorme quasi incredibile è stata l'eco del «gesto sacrilego e vandalico» (cosi lo ha definito oggi l'« Osservatore Romano ») del giovane squilibrato che nella mattinata di ieri, domenica, ha fatto scempio del sublime gruppo marmoreo della «Pietà» di Michelangelo, all'interno della Basilica di San Pietro.

La statua della Vergine col Figlio abbandonato in grembo, è ancora lì, nella prima navata di destra, e le passa davanti una grande lolla attonita e addolorata che si lascia andare, talvolta, ad espressioni di esecrazione e di sdegno. Ieri sera, il capitolo di San Pietro ha officiato una cerimonia di riparazione, seguita da una vera moltitudine di fedeli, in particolare romani e devoti alla Madonna. Sin dalle prime ore di questa mattina, il pellegrinaggio è ripreso davanti alla « Pietà mutilata » che ora è sottoposta a stretta sorveglianza da parte di agenti della vigilanza vaticana e dei « sampietrini ».

Oggi che l'urto dei sentimenti si è un poco placato e l'emotività è scemata, è possibile ricostruire l'incredibile accadimento, anche sulla scoria delle precisazioni fornite dal giornale vaticano. L'iconoclasta folle (che attualmente è nel carcere romano di Regina Coeli in attesa di un provvedimento delle autorità italiane) aveva l'intenzione di decapitare la statua della Vergine: ecco perchè i primi colpi che ha vibrato con un mazzuolo d'acciaio, sono finiti prima sul naso, quindi su un occhio, poi sulla testa e infine sul braccio. Una « violazione incredibile », l'ha definita l'Osservatore, il cui autore è dominato da ossessioni mistiche « che lo inducono a identificarsi come un redivivo messia e a sentirsi investito da una missione rinnovatrice dell'universo ».

Il quotidiano vaticano ha scritto, riportando evidentemente frasi riferite dai gendarmi, che Laszlo Toth « parla di apparizioni e di comandi divini », si « definisce Gesù Cristo » e giustifica il suo gesto « come un ordine ricevuto da Dio per ristabilire la verità circa la madre di Dio che non esiste, perchè Dio è eterno ». Insomma, si tratta di « uno squilibrato mentale » che peraltro non è il solo che s'aggira in questi giorni nelle vicinanze del Vaticano: proprio stamattina, ne sono stati bloccati altri due uno dei quali si proclamava San Giovanni Battista e diceva agli svizzeri di guardia al portone di bronzo, che doveva assolutamente parlare al Papa.

Fin da ieri, l'ufficio tecnico della Fabbrica di San Pietro ha provveduto alla raccolta di tutti i frammenti, anche minimi, in vista del restauro che sarà iniziato immediatamente dal personale altamente specializzato del Vaticano.

E' riparabile il danno alla  « Pietà»? A giudizio dell'« Osservatore », per quanto gravissimo, il guasto, lo scempio dello stupendo gruppo marmoreo michelangiolesco » è riparabile ed il complesso monumentale riacquisterà il suo mirabile aspetto originale, senza bisogno di integrazioni artificiose » e questo « sia perchè i pezzi recuperati sono la quasi totalità delle parti fratturate, sia perchè la fabbrica di San Pietro, possiede un calco perfetto della Pietà, sulla cui scorta potrà essere eseguito il restauro ».

Ed ecco l'elenco minuzioso dei danni, provocati dai dieci colpi inferti alla statua: frattura del naso all'altezza delle narici, abrasione alla palpebra dell'occhio sinistro, frattura di tre lembi di velo della Madonna all'altezza dell'occhio, scalfitture multiple al capo dal lato della nuca e sul lato sinistro, frattura netta del braccio sinistro e conseguente frammentazione in quattro pezzi a causa della caduta.

Uno scempio davvero. Ma, e la domanda è d'obbligo, tutto questo poteva essere evitato? Per il Vaticano, no davvero: l'attuale, era una collocazione di sicurezza (sei metri di distanza dal pubblico, più una soprelevazione di tre metri), «e perciò protettiva del gruppo marmoreo, più di quanto non sia quella di analoghe preziosissime opere in tutti i musei del mondo ». C'erano anche dei sorveglianti, che evidentemente ieri sorvegliavano ben poco se è stato un pompiere devoto a tirar giù per i piedi il folle iconoclasta. Comunque sia, si tratta di polemiche sterili, proprio perchè fatte a posteriori; quel che oggi interessa è sapere se i nostri figli potranno continuare ad ammirare la stupenda « Pietà » michelangiolesca nel suo originario splendore, senza contaminazioni.  
EMILIO CAVATERRA 

* * * * * * * * * * * * * 

Così si giustifica l'iconoclasta «E' stato Dio a ordinarmelo»

Laszlo Toth, un australiano di origine ungherese, sarà sottoposto a perizia psichiatrica

ROMA. 22. — Laszlo Toth, l'australiano di origine ungherese che ieri mattina si è accanito a martellate sulla « Pietà » di Michelangelo, prima di raggiungere la Basilica di S. Pietro e di porre in atto il suo sacrilego gesto, si è recato al mercato romano dell'usato a porta Portese dove ha acquistato il martello che doveva servirgli a rovinare l'opera di Michelangelo.

La polizia, dopo aver svolto rapide  indagini, ha potuto accertare che il giovane iconoclasta ha speso 900 lire in una bancarella del rinomato mercato per l'acquisto di un martello (fortunatamente di non eccessive proporzioni, ma sempre del peso di un chilogrammo).

Nella tarda serata di ieri, come è previsto dai Patti Lateranensi, Laszlo Toth è stato consegnato alla nostra polizia ed è stato subito interrogato dal sostituto procuratore della Repubblica dott. Franco Plotino che ha aperto una istruttoria sommaria sul clamoroso episodio. Trattandosi di un reo confesso e di arresto in flagranza si deve, per procedura, procedere con il rito sommario. Pertanto stamane il dott. Plotino ha contestato all'imputato, dopo aver verbalizzato la sua piena confessione, due imputazioni: l'offesa e vilipendio alla religione dello Stato e danneggiamento pluriaggravato a cose esposte alla pubblica fede.

Subito dopo ha comunicato che chiederà una perizia psichiatrica per stabilire se il giovane è nelle sue piene facoltà di intendere e volere. Stando alle indiscrezioni trapelate, infatti, Laszlo Toth, nel corso dell'interrogatorio rendendo la piena confessione avrebbe dichiarato:  « E' stato Dio a ordinarmelo ». 

22 Maggio 2018