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Lunedì 10 Dicembre 2018

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20 maggio 1965

Finito bene il "romanzo,, di Dolly

La leonessa è stata acquistata da un gruppo di sportivi di Vescovato e non dovrà più temere le incognite della... imbalsamazione

Salva la leonessa di Vescovato

Le offerte che erano state inviate al nostro giornale per il mantenimento dell'animale saranno devolute all'Infanzia Abbandonata

Si è positivamente risolta la vicenda della leonessa Dolly, lo splendido animale sul cui capo pendeva fino all'altro giorno la minaccia di morte: il proprietario signor Cornetti ha ceduto il felino alla società sportiva di Vescovato, che già della leonessa aveva fatto la sua mascotte; così ora Dolly è sistemata: ha un tetto e ha di che mettere sotto i denti.

Non era mai successo che l'opinione pubblica manifestasse tanto interesse per la sorte di un animale; come abbiamo già ripetuto, lettere e telefonate si sono susseguite in redazione con ritmo impensato. Le telefonate più commoventi sono state quelle dei bambini, che si sono dichiarati pronti a qualsiasi sacrificio personale purché a Dolly fosse risparmiata la vita.

Era infatti assurdo che si dovesse abbattere l'animale: dopo tutto un leone non è un gatto, anche dal punto di vista del valore commerciale. Chissà quanti circhi equestri di piccola mole sarebbero stati felici di ospitare il felino; un leone, insomma, è sempre un leone, anche se Dolly dimostrava una pazienza e un'arrendevolezza degne più di un soriano che di « una regina della foresta ».

Comunque è andata bene lo stesso, e la vicenda si è conclusa in senso positivo. Diversi lettori avevano inviato al nostro direttore offerte destinate al mantenimento dell'animale; è stato pertanto deciso, in vista della nuova sistemazione, di devolvere le somme raccolte in favore dei bimbi ricoverati in un istituto cittadino, l'Infanzia Abbandonala.

Come si è giunti alla decisione:
Anche un animale della foresta, un leone, fa parte era dei nostri ricordi, della nostra esperienza. Abbiamo conosciuto «Dolly» le leonessa della « Leoncelli ». Da qualche giorno ho contatti quotidiani con questo animale feroce che, bisogna riconoscerlo, con un colpo veramente geniale, i dirigenti della « Leoncelli » hanno sagacemente portato alla ribalta. Che a Cremona esistesse una leonessa erano in pochi a saperlo. Da quando abbiamo annunciato che la volevano uccidere ed imbalsamare il telefono in redazione comincia a squillare al mattino per finire a sera. Ieri notte una voce, parlando mezzo italiano e mezzo francese, ci implorare di fare qualcosa per salvarla.

Si muovono i bambini, le mamme. Tutti inteneriti per la prossima fine di «Dolly» la leonessa che ha avuto le disgrazia di non essere nata sotto buona stella e peirbuona stella intendiamo quella di non essere finita in un circo od in uno zoo. Capita anche agli animali di avere un destino gramo. Cosi è avvenuto per « Dolly ».

Il signor Cornetti ha un autocarro che gli serve per il trasporto di carne ed animali: un giorno acquistò la leonessa a Villacampagna. Sperava di rivenderla ma gli volevano dare talmente poco che non la cedette. Per «Dolly» iniziò così un certo non piacevole calvario in una gabbia stretta, troppo stretta. Praticamente diventò un grossissimo gatto. Quando le grattano la schiena si accuccia come un cane.

Ieri il lieto fine. Vescovato ore 10.45. Arriviamo con il fotografo ed il signor Cornetti (con l'autocarro), sua moglie ed un amico. Ci fermiamo davanti al Maglificio Sartori. A Vescovato tutti sanno che Ugo e Giacomo Sartori, due giovani e brillanti industriali, hanno in deposito la leonessa. Il signor Cornetti è andato e prelevarla. Entriamo nel cortile del maglificio. «Dolly » è in una gabbia con rotelle in un altro cortile adibito a ripostiglio. Un cane lupo abbaia a tutto spiao. La leonessa è quieta, sembra ormai rassegnata alla sua sorte. « La porto a Cremona, ho già una persona che la terrà ». Così afferma il signor Cornetti. Intanto le telefonale ai Sartori ed ai Cornetti si incrociano numerose. Tutti si occupano della leonessa.

Facciamo scattare a Faliva alcune fotografie. Inizia un lavoro non lieve e non facile per trasbordare «Dolly» da una gabbia all'altra. La bestia non vuole passare nella gabbia di leone per il trasporto. Si cerca di farle fare il « salto » con le buone e poi con le cattive. Niente da fare. Improvvisamente il fotografo Roberto Faliva ha uno scatto verso la gabbia. «Dolly» si spaventa e con un salto passa da una gabbia all'altra. Prima un pezzo di carne di alcuni chili si era rivelato inutile!

«Dolly» finalmente è a posto. Incomincia il duro lavoro di carico della gabbia con l'animale. Un lavoro in cui ci impegnamo tutti. E' quasi mezzogiorno quando la gabbia è issata sull'autocarro del signor Cornetti. Faccio scattare l'ultima fotografia.

Risaliamo in automobile salutando tutti, animale compreso. Arriviamo a Cremona. Ore 15 in redazione. Apprendiamo dal direttore che « Dolly » rimane a Vescovato. Il signor Cornetti si è accordalo con i signori Sartori. La leonessa rimarrà come mascotte della «Leoncelli ».

Ci auguriamo comunque che la leonessa abbia tutte le cure necessarie e che non si debba più parlare di morte. Sarebbe una beffa dolorosa per coloro, bimbi e grandi che tanto si erano commossi per la fine di questa leonessa. Buona fortuna « Dolly » mascotte dei Leoncelli! 

G.C.

17 Maggio 2018