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Mercoledì 12 Dicembre 2018

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18 ottobre 1962

E' stato rinvenuto il mosaico più bello della Cremona di epoca romana. Ma non potrà essere recuperato

E' stato rinvenuto il mosaico più bello della Cremona di epoca romana. Ma non potrà essere recuperato

E' stato rinvenuto in via Sofonisba Anguissola durante lavori di scavo per opere della Stipel - Si tratta di un prezioso frammento con disegni ed ornamenti facente parte di un vastissimo pavimento che raggiunge l’ampiezza della strada e si spinge fin sotto le abitazioni - Il pregevole reperto archeologico, per difficoltà tecniche, non potrà essere recuperato

Ieri, a mezzogiorno, è  venuto alla luce un grosso frammento di mosaico romano, il più bello, stilisticamente, rinvenuto fino ad oggi. La zona nella quale è stato scoperto il mosaico è quella di via Sofonisba Anguissola dove, secondo gli storici, c’erano le ville patrizie o gli uffici pubblici dell'epoca romana.

Il rinvenimento è stato fatto dall'ispettore onorario della Sovrintendenza alle antichità professor Pontiroli il quale si era accorto che negli scavi che attualmente la ditta Fiorin sta facendo per la posa dei nuovi cavi telefonici, si trovavano numerosi frammenti di cocciopesto e tessere bianche e nere.

Da alcuni giorni gli operai della ditta Fiorin avevano scavato una lunga trincea che, partendo dalla sede della Stipel, terminava in fondo alla via all'incrocio con via Plasio. All'altezza del caseggiato contrassegnato col n. 22, è stato rintracciato, alla profondità di metri 1,85 il mosaico che, al giudizio sommario del prof. Pontiroli, dorrebbe appartenere alla fine del secondo secolo. La stessa profondità farebbe ritenere che questo mosaico apparterebbe ad un edificio costruito dopo la distruzione della città, cioè posteriore al 69 d.C. I mosaici scoperti in precedenza sono stati trovati a profondità variabile tra i 2,50 e i 4 metri.

Non appena il mosaico è stato trovato, è stata avvertita la Sovrintendenza la quale ha dato disposizioni perchè esso fosse, con cautela, levato e trasportato al Museo. Il prof. Puerari, direttore del Civico Museo, che si è recato sul posto per un sopralluogo, ha già dato disposizioni perché il prezioso frammento venga custodito nella sezione archeologica.

Il mosaico ha disegni e ornamenti che fanno presupporre come appartenente ad un vastissimo pavimento che raggiunge l'ampiezza della strada e si spinge fino sotto alle abitazioni. Essa è  a  tre colori con tessere bianche, nere e rosse. I motivi sono costituiti da fasce bianche con girali di fiori in tessere rosse; le lasanghe sono nere, i quadrati sono bianchi e neri concentrici con motivi decorativi al centro. Inoltre vi sono lunule ad ancora di finissima fattura; gli ottagoni contengono delle margherite ad otto petali di cui due bianchi, quattro rossi e due rossi scuri.

Si tratta, quindi, di un complesso pavimentale di notevole valore stilistico che farebbe la sua ottima figura nel nostro Museo. Purtroppo ciò non potrà avvenire. Ieri sera, quando i lavori sono stati sospesi, si sono verificate gravi preoccupazioni nella trincea. Nuove frane di terriccio hanno messo in pericolo e il mosaico e gli impianti dei cavi telefonici. Alla fine la Sovrintendenza, pur con rammarico, rendendosi conto delle difficoltà tecniche esposte dalla Società telefonica, rinunciava al recupero del mosaico.

È veramente grave che un reperto archeologico di così rara bellezza e di cosi inestimabile valore rimanga sotto terra. Noi riteniamo, invece, che il mosaico debba, a qualunque costo, essere salvato perché è patrimonio di tutti i cittadini .Sappiamo che la Sovrintendenza ha fatto tutto il possibile ma sarà proprio impossibile recuperarlo in qualche modo?

17 Ottobre 2018