il network

Lunedì 11 Dicembre 2017

Altre notizie da questa sezione

Tempolibero

Blog


Regime Fascista - 7/12/1937

Italia e Jugoslavia: amicizia e cordialità.

Farinacci ai giovani cremonesi: osate per la Patria

Italia e Jugoslavia: amicizia e cordialità.

Il Brindisi del Duce
Al levare delle mense il Duce ha pronunciato il seguente brindisi: « Eccellenza,' sono particolarmente lieto di poterle dare a Roma il più cordiale benvenuto mio e del popolo italiano. Or sono circa otto mesi Ella salutava nella sua bella capitale la conclusione de! patto italo-jugoslavo. In tale occasione ella ha manifestato la certezza clie alla esistenza di tutte le condizioni necessarie per una collaborazione sinceramente amichevole avrebbe corrisposto Io sviluppo avvenire dei nostri rapporti. Da allora da ambo le parti è stato possibile di constatare in ripetute occasioni la ferma volontà di procedere lealmente su questa via. L'amicizia tra i nostri due Paesi, che trae origine dalla loro situazione territoriale e dall'esistenza di molteplici comuni interessi, è chiara ed aperta. Essa non può né deve presentare ombra per alcuno, poiché si ispira ad un alto obiettivo dì pace....

L'on. Farinacci ha esordito ricordando come la nostra gioventù celebri m questo giorno la sua festa più tiptca, nella rievocazione dell'episodio avvenuto a Genova nel 1746 e del gitale fu protagonista quegli che aveva il soprannome dì « Balilla ». Chi era egli? Gli storici sì sono affaticati per identificarlo; gli hanno attribuito un nome, poi l'hanno discusso. Ma cosa importa un nome? Nulla. Chi è stato quel meraviglioso fante sconosciuto che, subito dopo Caporetto, quando l'Esercito era scorato ed era invelenito da una propaganda infame, incise su una rupe le parole « Meglio vivere un'ora da leone che cento anni da pecora»? Non sono i nomi, sono le opere quelle che contano. E fu un altro fante sconosciuto che asserì questo, quando, su una tomba del grande cimitero di Redipuglia scrisse a matita, sulla tomba di un soldato sconosciuto : « Che importa sapere il mio nome? Sono un fante d'Italia », L'on. Farinacci, in proposito rievoca anche un episodio avvenuto nella nostra città due anni or sono, durante la raccolta dell'oro da offrirsi alla Patria in armi. Sì presentò una vecchietta, e, nel porgere il proprio esile cerchietto nuziale, disse : « Ho un figlio morto in guerra, ho il marito e, un altro figlio ammalati, non ho che questo da offrire. E a chi le chiedeva insistentemente il nome, rispose : « Cosa importa il mio nome? La Patria chiede sacrifici non esibizioni ». Nella storia, rimangono incisi i fatti, non i nomi.

30 Novembre 2017