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Mercoledì 26 Luglio 2017

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MODENA PARK

Stef Burns: incredibile suonare davanti a 220 mila persone

Il chitarrista californiano, con Vasco Rossi dal 1995, racconta l’esperienza vissuta dal palco. «Quello che c’è stato di diverso rispetto ad altri concerti, è stata l’attesa per un evento unico»

Stef Burns: incredibile suonare davanti a 220 mila persone

Vasco Rossi e Stef Burns

«La sensazione di pensare alla grandezza dell’evento e a tutte le persone che sono lì per vivere questa esperienza. Questo mi fa impressione. Questo mi ha colpito molto, perché quando sei sul palco e guardi ‘fuori’ non hai la sensazione che ci siano 220 mila persone. Hai la sensazione che stai suonando a un grandissimo concerto, poi pensi che tutte quelle persone hanno comprato un biglietto per vedere Vasco Rossi. E’ un’energia molto forte. Poi ci sono milioni di persone che stanno guardando il concerto in televisione, al cinema, in streaming. Incredibile».
Sono le sensazioni ‘a caldo’ di Stef Burns, chitarrista californiano dal 1995 al fianco di Vasco Rossi, sul mega concerto di sabato scorso a Modena
«Solo quando inizi a suonare ti rendi conto di essere sul palco, con i tuoi amici. Siamo qui, preparati, alziamo il volume e suoniamo come sappiamo suonare nella speranza di non sbagliare».
E avete sbagliato qualcosa?
«Gli errori ci sono stati, anche da parte mia. Però sono molto bravo a far finta di non aver sbagliato e a nascondere gli errori».
Questa è esperienza e professionalità?
«E’ il mio talento, non dire mai di non aver sbagliato, ma di aver fatto piccoli errori, così vanno via subito».
Il concerto di Modena è stato preparato in modo particolare e avete provato per diversi giorni in Puglia.
«Sì, non è stato molto diverso dagli altri concerti, anche il modo di lavorare con il direttore artistico Guido Elmi e con Vasco. La diversità c’è stata solo nei pensieri».
Quindi l’attesa è stata diversa?
«Sì, perché era un appuntamento storico e con una scaletta più lunga. Per questo evento ho lavorato molto di più a casa, così ci siano trovati con una preparazione maggiore alle spalle. In questo senso è stato diverso il concerto di Modena Park».
C’è qualche canzone a cui è particolarmente legato e che le piace suonare?
«Quando Vasco mi concede un momento mio, è successo nei tour precedenti con gli assoli di Stupendo, Vivere e Gli angeli, sono molto contento. Quest’anno mi è piaciuto molto il funky-soul di Una splendida giornata. Mi è piaciuto tantissimo suonarla, perché l’abbiamo fatta in un altro modo. E’ stato molto groove. Mi piace suonare La combriccola del Blasco, che è molto rock, e Vivere che è sempre un’emozione. Quando la suoniamo adesso, torno nel 1995 a San Siro».
Il concerto di Modena entra di diritto nella storia del rock come record mondiale di presenza per un singolo artista.
«Sì, una cosa indescrivibile. Ho visto nei giorni scorsi Alice Cooper (Burns ha suonato con lui prima di entrare nella band di Vasco Rossi, ndr). Era a Milano per fare un po’ di promozione. Ci siamo incontrati, abbiamo chiacchierato e anche Alice è rimasto stupito. Lui aveva il record negli Anni ’70 con 150mila persone in Brasile».
Vasco Rossi era particolarmente emozionato nell’affrontare questo concerto?
«L’ho visto tranquillo, in forma e divertito. Stava benissimo».
Adesso lei andrà in tour con Claudio ‘Gallo’ Golinelli, bassista di Vasco, e Will Hunt, batterista degli Evanescence. Com’è nato questo progetto?
«Durante il tour dell’anno scorso, mentre stavamo provando e facendo una jam, con il Gallo ci è venuta in mente questa cosa: di suonare insieme, fare un tour e girare l’Italia. L’entusiasmo ci ha preso immediatamente la mano e abbiamo chiesto a Will se si voleva unire a noi. Abbiamo scelto una scaletta di classici del rock, dell’hard rock, un po’ di punk, un paio di ballate. Non suoneremo pezzi di Vasco, ma gli faremo un omaggio. Insomma vogliamo spaccare tutto, virtualmente, e abbiamo chiamato il tour You Drive Us Wild, We’ll Drive You Crazy».
Credo che ci riuscirete.
«Sì, ma non voglio spaccare le mie chitarre, perché sono troppo affezionato a loro. Non l’ho mai fatto, ma una volta nella mia vita vorrei farlo. In stile Pete Townshend o Jimi Hendrix. Magari un giorno lo farò».
I suoi chitarristi di riferimento chi sono?
«Quelli del rock classico. Jimi Hendrix, Jeff Beck, The Allman Brothers Band, Ritchie Blackmore, Jimmy Page, Edward Van Halen, B.B. King Chuck Berry, Beatles. I chitarristi di rock classico e blues sono il mio riferimento, ma ne ho molti anche nel jazz. Amo molto Pat Metheney, Robben Ford, Larry Carlton, John Scofield, Mike Stern. Rubo un po’ da tutti. Ce ne sono tanti, la musica è ovunque e mi piace ascoltare non solo la chitarra, ma anche la voce, il sassofono, perché possono portare qualcosa di diverso».
Adesso con Vasco siete in pausa.
«Sì, aspettiamo quando vuole fare la prossima cosa».
Lui ha dichiarato che dalle scene non si ritira, quindi vi vedremo ancora su un palco.
«Sabato sera alla fine del concerto l’ho sentito urlare ‘alla prossima volta’, allora… alla prossima volta».
Dopo il lancio dei reggiseni sul palco?
«Che bello, ‘Fammi godere’ c’era scritto sui reggiseni che avevano acquistato al merchandising. Sono state molto simpatiche e dal palco è stata una bella vista guardare queste belle ragazze e i reggiseni ovunque. Un’energia molto forte e sexy».

E adesso Burns parte in tour con i BGH – Burns Golinelli Hunt. I tre musicisti portano sul palco uno show potente e trascinante. Già l’estate scorsa il trio si era esibito raccogliendo grandi soddisfazioni, tra festival e località estive. Quest’anno tornano con un nuovo tour che toccherà il 12 luglio Grado (GO), Diga Nazario Sauro; il 13 Moniga del Garda (BS), Parco del Castello; il 14 Pianezza (TO), Vertigo Beer Festival; il 15 Casole d’Elsa (SI), Casole Guitar Festival; il 16 Catania, Afrobar; il 18 Rivisondoli (AQ), Rivi Sound Festival; il 19 Mesagne (BR), Parco Potì; il 20 Soverato (CZ), Campo Sportivo Nunzio Marino; il 21 San Nicola Baronia (AV), Anfiteatro delle Arti; il 22 Pagliare del Tronto (AP), Piazza Kennedy.

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08 Luglio 2017