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De Gregori: 'Canto Viva l'Italia, cerchiamo aspetti positivi anche in questo momento'

De Gregori: 'Canto Viva l'Italia, cerchiamo aspetti positivi anche in questo momento'

Francesco De Gregori

CREMONA - Concluso un tour che l’ha portato nei piccoli club di tutta la Penisola, pubblicato un album intitolato, senza la paura di suonare poco originale, Sulla strada, Francesco De Gregori fa ancora le valigie e impacchetta la chitarra per un’altra serie di concerti nei teatri. La tappa cremonese, al Ponchielli, sarà il 27 marzo. Tutto intorno, un’Italia più che mai in balia dei flutti. Sullo sfondo, grandi nuvole ancora da decifrare.
Cominciamo dalla fine. Viva l’Italia, Viaggi e miraggi, Tempo reale: l’Italia che ha sotto agli occhi in questo istante a quale canzone somiglia di più? «Vorrei somigliasse a Viva l’Italia. Anzi no, il Paese che vedo somiglia proprio a quella canzone. Il titolo infatti è un’esortazione, un augurio. Fra crisi e un generale sentimento di straniamento certo non viviamo momenti felici. Accadono cose nuove, ci sono novità. Il fatto che anche il nostro sistema politico si stia trasformando - al di là dell’appartenenza politica di ciascuno di noi - è un dato dentro al quale andrebbero cercati gli aspetti più positivi. Tempo reale è un pezzo molto più amaro, fotografa un altro momento di malumore, ma non è certo meno veritiero di Viva l’Italia. Sono canzoni valide entrambe, tanto più che dal vivo spesso trovano spazio nella stessa scaletta. Viaggi e Miraggi l’ho sempre vista come una canzone... disneyana, ‘alla Topolino’, dove dipingo un’Italia a pastello. Il nostro è un Paese strano, sul quale si possono scrivere canzoni molto differenti».

L'intervista integrale sul quotidiano in edicola venerdì 1 marzo

02 Marzo 2013

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