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Giovedì 08 Dicembre 2016

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TEATRO PONCHIELLI

Che talento questi ragazzi. Piace la FuturOrchestra

Applaudito concerto della compagine giovanile diretta da Pietro Mianiti, gruppo di talenti la cui età oscilla dagli 11 ai 19 anni

Che talento questi ragazzi. Piace la FuturOrchestra

La FuturOrchestra sul palco del teatro Ponchielli

CREMONA — Sono i musicisti del futuro. Ma lo sono anche del presente, visto come hanno suonato giovedì 1 ottobre al Ponchielli. Si tratta dei ragazzi terribili della FuturOrchestra, un gruppo di talenti la cui età oscilla dagli 11 ai 19 anni. Si sono esibiti nell’ambito del progetto Un vivaio musicale per Expo promosso da Regione Lombardia con giovani musicisti del Sistema Orchestre e Cori giovanili e infantili. Per la serie eppur si muove, anche nella lenta Italia della cultura nascono dunque percorsi di avviamento alla pratica della musica d’assieme per musicisti junior. Sul podio Pietro Mianiti, un maestro di queste terre, nato a Fidenza (esattamente nella frazione Chiusa Ferranda) nel 1959, un passato da violista e un presente da direttore d’orchestra con un occhio di riguardo all’educazione dei giovani. Oltre che con FuturOrchestra, da anni è infatti impegnato come insegnante presso l’Accademia della Scala. Ai primi di dicembre (4 e 6) tornerà al Ponchielli per dirigere Un ballo in maschera di Verdi. A onor del vero non è una novità che in Italia vi siano musicisti promettenti e di talento, però per loro è sempre mancata l’organizzazione, ovvero le occasioni per poter suonare in orchestra e per entrare nel circuito professionale. Questa di FuturOrchestra sarà una goccia nel mare, ma è pur sempre una iniziativa interessante. Trattandosi in prevalenza di ragazzi lombardi, ieri sera ad applaudirli era presente anche l’assessore regionale alla cultura Cristina Cappellini, accompagnata da Paola Ghiringhelli, presidente de I Pomeriggi Musicali. Il concerto si è aperto con l’ouverture de La clemenza di Tito di Mozart, restituita in tutta la sua aristocratica classicità. Per aprire una parentesi su una curiosità storica, la prima opera musicata sul soggetto de La clemenza di Tito il giovane Amadeus la ascoltò al teatro Nazari di Cremona nel gennaio del 1771 in occasione del suo primo viaggio in Italia (le musiche erano di Michel’Angelo Valentini). Quindi il sempre emozionante Preludio de La Traviata e un’altra pagina operistica che è la quintessenza dell’italianità, l’Intermezzo da Cavalleria rusticana, con il suo mix di passione e lirismo. La prima parte si è conclusa con una delle più trascinanti sinfonie verdiane, quella di Nabucco. Dopo l’intervallo il concerto è ripreso sulle note del poema sinfonico La Moldava di Smetana, e qui Mianiti e FuturOrchestra hanno cercato e trovato suoni più grumosi e vibrati, semplicemente più romantici. Spettacolare il finale con uno dei pezzi più amati e popolari dell’intero repertorio orchestrale, il Bolero di Ravel, dove il crescendo di intensità espressiva è andato di pari passo con la micidiale e incessante scansione ritmica. Pubblico abbastanza numeroso e applausi.

02 Ottobre 2015

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