il network

Martedì 06 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


MUSEO DEL VIOLINO

Una 'Trota' scintillante con lo StradivariEnsemble

Grande successo del concerto nel quale hanno risuonato le note del Quintetto e del Notturno di Schubert preceduti da una Sonata di Chopin

Una 'Trota' scintillante con lo StradivariEnsemble

Lo StradivariEnsemble al Museo del Violino

CREMONA — Anche se spesso non ci si pensa, Schubert è vissuto meno di tutti, meno di Mozart e di Chopin, di Bellini e di Mendelssohn, eppure in soli 31 anni ha trovato il tempo di lasciare una serie di capolavori seconda a nessuno. In questa vera e propria gioielleria musicale una delle gemme più preziose è il Quintetto ‘La Trota’, così chiamato perché uno dei suoi movimenti (il quarto, un Andatino con cinque variazioni) è basato sul tema dello zampillante lied ‘Die Forelle’. Il gioiello cameristico schubertiano ha risuonato nella serata di mercoledì 30 settembre all’auditorium Arvedi del Museo del Violino ad opera dello STRADIVARIensemble, gruppo il cui ceppo è rappresentato da tre esecutori che suonano altrettanti strumenti di Antonio Stradivari: Sebastian Bohren (violino King George 1710), Lech Antonio Uszynski (viola Gibson 1734), Maja Weber (violoncello Suggia 1717). A questi si è aggiunto il contrabbassista Davide Vittone e il pianista Per Lundberg. Il concerto è stato promosso da ‘friends of Stradivari’ in collaborazione con l’associazione Piero Farulli, istituzione che dal 2016 realizzerà workshop e concorso internazionale per giovanissimi quartetti d’archi con il coordinamento del Quartetto di Cremona. Con il Quintetto ‘La Trota’, quello che Liszt definì «il più grande poeta in musica che sia mai esistito» ha dato alla storia, a soli 22 anni, un’opera straordinaria in tutti i sensi, aggiungendo il contrabbasso al piano e al trio d’archi, anziché raddoppiare il violino come era nella prassi. I cinque esecutori di ieri sera, facendo leva anche sulla loro giovane età (chi più chi meno), hanno conferito a questa pagina la freschezza e brillantezza che ne è la principale caratteristica, in linea con il progetto che l’autore volle dare a un lavoro nato a Steyr, nel paesaggio incantevole e romantico dell’alta Austria. Prima de ‘La Trota’ il pubblico ha potuto ascoltare un’altra composizione schubertiana, il Notturno in mi bemolle maggiore op. 148 interpretato dal violinista Bohren, dalla violoncellista Weber e dal pianista Lundberg con dolce malinconia. La stessa Weber in duo con Lundberg ha infine proposto la Sonata per violoncello e pianoforte di Chopin. E qui davvero il suono dello Stradivari ha fatto la differenza.

01 Ottobre 2015

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000