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Martedì 06 Dicembre 2016

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MUSICA

Festival Acque dotte, sabato sera Aksak Project a Salò

Il 4 luglio alle 21.30, ingresso gratuito, l'ensemble cremonese si esibisce sul palco allestito in piazza della Vittoria

Festival Acque dotte, sabato sera Aksak Project a Salò

Gli Aksak Project

SALO' (Brescia) - La rassegna Acque dotte, organizzata in collaborazione da Comune di Cremona, Comune di Salò, Pro Loco ‘Città di Salò’ e Associazione Industriale Bresciana, prosegue sabato 4 luglio (ore 21.30, ingresso gratuito) sul palco allestito in piazza della Vittoria con l'esibizione di Aksak Project, ensemble votato ad un'atipica e coloratissima idea di world music, che propone l'inedita performance intitolata Alchimie d'acqua. La strumentazione utilizzata da Aksak Project arriva dall’Oriente, dal Medio Oriente, dal centro Africa e dal Maghreb, ma anche dalla musica classica oltre che dalla tradizione jazzistica occidentale. Le ritmiche sono quelle dispari dell’area balcanica, mentre le linee melodiche spesso intercettano atmosfere medio-orientali, pur utilizzando la scala occidentale ben temperata… E poi c’è l’improvvisazione, peculiarità della musica jazz, ma anche della musica di tradizione araba. La band formata da Achille Meazzi (chitarra, oud, saz, lauto steriano, cello, kalimba, harmonium indiano, santur), Nico Catacchio (contrabbasso), Nicola Mantovani (sassofoni e harmonium indiano), Alberto Venturini (percussioni, udu drum, hang drum, clarinetto e clarinetto basso), Marco Turati (canto) e Eliana Piazzi (canto e letture) sarà affiancata, per l'occasione, dalla violinista Eloisa Manera e dal trombettista Gianni Satta.

Ad Aksak Project, nato come 'laboratorio musicale' nel 1996, non è mai interessato fare musica etnica in senso stretto: l'ensemble si muove nell'ambito della cosiddetta world music ma il suo è un costante percorso di ricerca. Dichiara, infatti, il leader Achille Meazzi: "Abbiamo sempre cercato di perseguire, assecondare le nostre personali esperienze (altalenanti tra la musica popolare-etnica, la classica e il jazz), per riuscire a mettere in relazione, con la nostra musica e rispetto alla grande Agorà d’acqua (che è poi il Mediterraneo, il grande mare intercluso), la parte più occidentale d’Oriente con quella più orientale di Occidente così come la parte più a sud del nord 'celtico' con quella più a nord del continente africano". In questo progetto il complesso cerca di portare a sintesi le atmosfere sonore attinte nel bacino del Mediterraneo, attraccando idealmente qua e là in vari porti, prendendo il meglio di culture e popoli diversi, fino a tracciare un quadro sonoro complessivo di tutte queste esperienze.

Il festival Acque dotte unisce Cremona e Salò unite nel nome della musica e con la complicità dell’acqua. Un gemellaggio da cui nasce la prima edizione di questa rassegna in cui “la cultura scorre dal lago al fiume” e che, proprio nell’anno di Expo, individua l’acqua come il link che mette in relazione genti, saperi, culture, tradizioni. Seguendo il principio del “mettersi in rete”, le due città hanno dato vita ad un progetto sovraterritoriale ed innovativo nel suo genere, importante per il nostro territorio e per il Paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

01 Luglio 2015

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