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Giovedì 13 Dicembre 2018

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CREMONA. LA STORIA

Da tornitore a medico in Bolivia

L’avventura di Gamba e del suo ospedale

Da tornitore a medico in Bolivia

Gamba e Ratti

CREMONA - Pietro Gamba, storia di un medico condotto... dalla provvidenza. Così si sarebbe potuto anche chiamare il nuovo libro di Antonio Voceri dedicato al ‘medico dei campesinos’. Il volume si intitola invece El gringo loco - che si potrebbe tradurre ‘Il forestiero matto’ – ed è stato presentato all’oratorio di San Michele dallo stesso Pietro Gamba.

Nella sala messa a disposizione dal parroco Aldo Manfredini, affollata e presto avvinta dalla straordinaria vicenda, Gamba ha illustrato con toni lucidi quanto appassionati il lungo viaggio che lo ha visto arrivare in Bolivia e fondarvi un ospedale sull’altopiano andino, in un paese abitato da contadini miseri e lontani da qualunque cosa possa essere accostata alla civiltà moderna. Un’avventura umana, spirituale, ma con un effetto concretissimo: un ospedale che è sorto dove non c’era niente. Un ospedale con cui sono arrivati anche acqua corrente, energia elettrica, collegamenti stradali. Un ospedale che è un miracolo, o meglio, espressione bellissima coniata da Stefano Lorenzetto nel capitolo del suo libro ‘Giganti’ dedicato allo stesso Gamba, un ospedale convenzionato con la provvidenza.

Anche perché in Bolivia non c’è niente altro con cui convenzionarsi. Gamba è una persona speciale. Non solo perché è un tornitore che volle farsi medico. Non solo perché è l’unico uomo al mondo che parla il quèchua (la lingua degli Incas) con accento bergamasco. Ma perché è, appunto, un agente della provvidenza. Un agente che nel 1975, a 23 anni, è partito da Stezzano ed è arrivato in mezzo alla cordigliera.

Tremila metri sul mare, un altopiano nella cordigliera dove vivere è duro e morire è fin troppo naturale. O meglio, lo era fino a quando non è arrivato lui. Non a fare miracoli, ma a fare tutto il moltissimo che può fare un agente della provvidenza. Prima da solo, poi anche grazie all’aiuto di tanti amici. Perché anche il bene è contagioso. Fra gli amici su cui Gamba può contare c’è l’attore Stefano Accorsi che del libro firma la prefazione. Anche grazie all’indispensabile supporto di una schiera sempre più folta di sostenitori Gamba ha potuto realizzare quella che è, nell'accezione più schietta e nobile del termine, una rivoluzione. Per far nascere la quale c'è voluto anche un pizzico di follia: l’appellativo di ‘gringo loco’, Gamba se l’è guadagnato sul campo, realizzando quello che agli stessi campesinos deve essere apparsa inizialmente come un'impresa impossibile, quasi donchisciottesca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

05 Dicembre 2018

Commenti all'articolo

  • renzo

    2018/12/06 - 09:09

    Abitanti dei "centri sociali" imparate da queste persone!

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