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Venerdì 22 Giugno 2018

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LA STORIA

Il pastore: vita dura ma libera

La transumanza candidata dall’Italia ad entrare nel patrimonio culturale dell’Unesco. Luca, 27 anni, si sta muovendo con il suo gregge verso la Val Trompia. Tornerà a ottobre

Il pastore: vita dura ma libera

CREMONA - E’ tempo di migrare. Le greggi con l’arrivo della stagione calda si preparano a raggiungere i pascoli di montagna. Ma i pastori cremonesi, al contrario di quelli cantati da Gabriele D’Annunzio, alla fine dell’estate non scenderanno «all’Adriatico selvaggio». Torneranno invece nelle pianure della Bassa lambite dal Po che avevano lasciato l’anno prima proprio in questo periodo. E’ la transumanza, che da quest’anno è candidata a diventare patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. A farsi portavoce dell’iniziativa è il ministero delle Politiche Agricole, che ha redatto il dossier che verrà giudicato dal Comitato di governo dell’Unesco nel novembre del 2019.
Un patrimonio culturale che a Cremona è rappresentato da sei greggi, guidate tutte da un Carminati: «Siamo tutti imparentati: ognuno è cugino o zio o nipote dell’altro», spiega Luca Carminati, 27 anni, pastore da quando ne aveva 14. Discendono tutti dal primo Carminati che dalla Valcamonica, negli anni Trenta, decise di passare l’inverno con il suo gregge nella pianura cremonese.
Ora Luca con le sue pecore si sta preparando a raggiungere a piedi il Passo del Maniva, che divide la Val Trompia e la Val Sabbia. «Conto — spiega il pastore — di arrivarci in una ventina di giorni. Con il gregge in primavera mi sono spostato lungo l’Adda, da Spinadesco a Crotta, Pizzighettone e Formigara. Poi, lasciato il fiume, San Bassano e Santa Maria dei Sabbioni e Genivolta. E da lì risalirò l’Oglio fino a Capriolo, Brescia». Poi la Val Trompia e il Maniva. «Per fare questo mestiere — spiega — ci vuole passione. Passione per la libertà: io non timbro il cartellino, ma non è una vita facile: sempre via di casa, senza orari e senza feste. Se c’è un diluvio come quello di lunedì me lo prendo». Luca ha due sorelle e un fratello. «Solo una ha scelto di non fare questa vita, ma io non posso dire che lo consiglierei a un eventuale figlio. E’ un mestiere che non si può consigliare, viene da dentro. Deve piacere. E’ uno stile di vita molto diverso da quello di tutto il mondo».

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05 Giugno 2018