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Domenica 04 Dicembre 2016

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TORRE DE' PICENARDI

La poesia illumina il buio, in uscita 'Cioccolatini di carta' primo volume di Laura Righi

Sconfiggere la malattia e tornare alla vita

La poesia illumina il buio, in uscita 'Cioccolatini di carta' primo volume di Laura Righi

Nel riquadro Laura Righi e un suo disegno

TORRE DE’ PICENARDI — Da bambina si è ammalata di meningite, a distanza di due anni ha dovuto fare i conti con gli attacchi di epilessia e con l’assuefazione da farmaci che rendeva tutto più duro: dallo svegliarsi la mattina, al non poter dare ai figli le attenzioni che, in realtà, avrebbe voluto dare loro. La storia di Laura Righi, 49 anni, di Torre de’ Picenardi d’adozione (perché è originaria delle ‘terre’ di Ligabue, al quale si ispira anche quando disegna) è il racconto di una quotidianità minata dalla difficoltà di trovarsi da sola a combattere contro la malattia. E di solitudine, Laura, parla senza mezzi termini, perché tutto, a partire dall’intervento che nel 2014 ha subito al ‘Niguarda’ di Milano, ha lasciato il segno. ‘Non più di tre lacrime al giorno’. Un motto, più che una filosofia di vita. Quanto basta per sentirsi davvero prigioniera della morsa stretta della malattia. «Piangevo ogni giorno — racconta Righi —. Ero rinchiusa in un corpo semi addormentato che non era il mio, che mi impediva di esternare il mio pensiero e il mio modo di essere al mondo. Svolgevo le solite attività domestiche, arrivando a sera con le forze contate, ma senza rinunciare alla passione del pianoforte, che suono ogni giorno, da più di quarant’anni. Per il resto, mi rendevo conto che la mia non era più vita. Non mi riconoscevo più. Così, nel giro di pochi mesi, ho preso la decisione di sottopormi a un delicato intervento chirurgico che ha avuto un esito quasi ‘miracoloso’, anche se ho avuto parecchi, terribili, momenti di crisi interiore».

Ma la ripresa di una vita vissuta con serenità ha un nome. Si chiama poesia. «Nell’inverno 2014 mi venivano in mente in continuazione frasi in prosa, non saprei spiegare il perché. Vista la mia memoria ‘faraonica’, a febbraio dell’anno dopo ho iniziato a scriverle su pezzi di carta sparsi». Il resto è venuto da sé. «Ero un fiume in piena, nei primi mesi ho scritto circa sessanta pezzi al mese, poi mi sono data una calmata. Sono sempre stata molto produttiva quando il tempo è in movimento: pioggia, vento e mezze stagioni mi aiutano a riflettere e mi facilitano la scrittura». Quello cominciato quasi per scherzo si è rivelato in realtà l’inizio di un percorso in salita. «Ho cominciato a inviare i miei scritti ad alcuni critici e a propormi come candidata ad alcuni concorsi letterari — ricorda la scrittrice —. Ne ho vinti due, l’ultimo dei quali mi ha permesso di realizzare un sogno».

L’esperienza di vita di Laura Righi è racchiusa in un libro in uscita, intitolato ‘Cioccolatini di Carta’, che sarà pubblicato dalla casa editrice ‘Aletti’ di Guidonia Monticelio (Roma). Un concentrato di emozioni e di storie personali, per far rivivere un periodo di esistenza segnato dal cambiamento. La soddisfazione di Laura Righi, prossima al suo primo traguardo ufficiale, è impressa in una frase forte, che si fa grido di coraggio: «Ora vivo, per davvero».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

20 Agosto 2016

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