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Domenica 11 Dicembre 2016

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CREMONA

Il medico che ridà la vista

L’oculista cremonese Antonio Santelia nello staff dei medici volontari della missione dell’associazione Pobic di Bozzolo in questi giorni in Nigeria

‘Combattiamo la cataratta’

Antonio Santelia visita un paziente

YENAGOA (Nigeria) — L’esperienza dell’oftalmologia italiana a servizio della medicina nigeriana. C’è anche l’oculista di Cremona, Antonio Santelia, affiancato dalle assistenti Cristiana Savini (oss) e Monica Mulazzi (infermiera), all’interno dello staff dei medici volontari della missione dell’associazione Pobic di Bozzolo in questi giorni in Nigeria, a Yenagoa, capitale dello stato della Bayelsa, nel delta del Niger. Regione che non deve fare i conti con il fondamentalismo religioso di Boko Haram, ma con la delinquenza comune che ruota attorno agli occidentali che lavorano nel settore oil & gas.

Santelia, 49 anni, libero professionista in una clinica di Piacenza e con studio a Cremona e a Viadana, ha alle spalle due missioni umanitarie in Madagascar e Tunisia. Per il secondo anno consecutivo è in Nigeria con la Pobic, associazione che si occupa di operazioni cardiochirurgiche pediatriche e formazione del personale medico locale. Con il medico cremonese ha voluto ampliare la sua solidarietà introducendo l’analisi medica dei pazienti e gli interventi di cataratta al Federal Medical Center, ospedale pubblico principale della capitale.


Come ha trovato la situazione sanitaria locale? «Il livello della struttura è medio basso con standard di sicurezza e norme igieniche molto approssimative. Anche la strumentazione tecnologica è piuttosto datata, i loro macchinari, in Italia, sono fuori servizio da più 20 anni. Per questo all’ospedale, grazie alla Pobic, arriverà il nostro strumento per la facoemulsificazione per operare la cataratta».


La preparazione medica com’è? «Dal punto di vista teorico è buona anche grazie ad Internet e alla possibilità di spostarsi in paesi più sviluppati, la carenza è sulla pratica anche se la loro propensione alla tecnologia è molto alta».

Nel 2014 Santelia visitò il reparto per la prima volta e, su richiesta del direttore dell’ospedale, Dennis Allagoa, avanzò la sua proposta di ammodernamento del reparto di Oculistica. Quest’anno il progetto ha incluso una lezione sulle nuove tecniche di intervento di cataratta ed è passato alla parte pratica. «Abbiamo visitato 16 pazienti affetti da cataratta che poi verranno operati — ha spiegato Santelia —. In Africa come in Europa, è il problema oculare più comune. Nei bambini invece la cosa più grave è l’infezione materna che porta alla cataratta congenita». La solidarietà di Pobic e di Santelia non si fermerà al soggiorno nigeriano. «A febbraio — conclude — arriveranno in Italia due bambini, uno di 8 mesi e l’altro di 6 anni, affetti da cataratta bilaterale. Se non verranno operati diventeranno ciechi entro pochi anni. L’intervento verrà fatto in Italia per gli standard di sicurezza più elevati che servono per l’anestesia totale a cui i due piccoli pazienti saranno sottoposti».

10 Agosto 2015

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