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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Artista muore in Africa

Luigi Bolzoni, 64 anni, vittima di un incidente in Uganda

Artista muore in Africa

Luigi Bolzoni

Viveva da anni a Moena, ma aveva Soresina nel cuore

SORESINA — Luigi Bolzoni, artista specializzato in icone russe originario di Soresina, residente da anni a Moena (Tn), non ce l’ha fatta e sabato mattina è deceduto. Bolzoni, 64enne, era ricoverato all’ospedale centrale di Nairobi, capitale del Kenya, dopo essere stato investito da un camion a metà dicembre in Uganda. Il fatto è avvenuto a Gulu, centro ugandese a nord di Kampala. Il figlio Stefano, che lo aveva accompagnato in quella avventura, proprio alcuni giorni fa, aveva chiamato la mamma Elisa. «Eravamo ottimisti — spiega la moglie di Bolzoni — tanto che i medici stavano preparando il necessario per riportarlo in Italia. Aveva iniziato a muovere gli arti e si girava verso le fonti di rumore. I segni di ripresa c’erano. Purtroppo sabato mattina ha avuto una ricaduta e per Luigi non c’è stato nulla da fare».

Bolzoni, da un anno in pensione, ha sempre avuto la passione per l’iconografia sacra. Proprio questa sua passione lo ha portato in Uganda. «Questo autunno Elio Croce, fratello comboniano originario di Moena e da oltre quaranta anni in terra ugandese — racconta la moglie — lo aveva invitato ad abbellire l’interno della chiesa realizzata a Gulu». E lui lo ha fatto senza esitare, onorato di poter mettere al servizio di una missione le sue capacità di artista. A metà dicembre si è consumata la tragedia. A bordo della sua bicicletta, mentre percorreva la strada principale di Gulu, è stato urtato da un camion carico di merci. Bolzoni è caduto a terra in modo violento, battendo la testa. Le sue condizioni sin dall’inizio sono parse molto gravi. E’ stato trasportato subito al Sant Mary’s Hospital, il più grande polo ospedaliero dell’Africa equatoriale nato e cresciuto attraverso un infaticabile impegno umano e professionale di tanti uomini e donne, dove fratel Croce opera come responsabile del settore manutenzione. Purtroppo questa struttura sanitaria non è in grado di trattare traumi cranici e quindi fratel Croce ha chiesto un trasporto aereo per Nairobi, dove Bolzoni avrebbe potuto ricevere le cure adeguate.

Qui i medici lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico per ridurre la pressione esercitata dai due ematomi cranici provocati dalla rovinosa caduta. A distanza di alcune settimane dall’incidente il peggio sembrava passato, Bolzoni rispondeva bene alle cure tanto che i dottori ugandesi avevano deciso, in accordo con la famiglia, di preparare il necessario per trasferirlo in Italia. Sabato 10 gennaio in mattinata invece la choccante notizia, il quadro clinico è peggiorato all’improvviso e i sanitari purtroppo non sono riusciti a salvare l’artista soresinese. Il suo cuore ha cessato di battere lasciando i famigliari nello sconforto.

Luigi Bolzoni, classe 1949, era originario di Soresina, dove era molto conosciuto e stimato, e da alcuni anni viveva a Moena, in provincia di Trento. Di formazione classica, con studi filosofici e teologici, ha sempre coltivato l’amore per le arti. Ordinato prete nel 1974, all’inizio degli anni Ottanta aveva tolto le vesti e si era sposato con Elisa. Dalla loro unione era nato Stefano, che lo aveva accompagnato a metà novembre in Uganda.

Dopo aver avvicinato il mondo dell’icona nel 1994, si era diplomato presso l’istituto d’arte a Trento nel 1997 e, dal 1995, aveva frequentato ogni anno corsi di iconografia, in un primo momento a Trento con Fabio Nones e poi a Padova con Padre Andrej Davydov. Tra il 1997 e il 2002 era tornato a Soresina, suo paese d’origine. Qui aveva lavorato con il nipote Pierpaolo Bolzoni nella ditta di famiglia di tinteggiature e decorazioni. Una persona molto apprezzata che aveva partecipato anche al restauro della chiesa soresinese del Tempietto. Anche l’edificio sacro che stava affrescando in Uganda aveva un collegamento con il suo paese natale visto che i dipinti che Bolzoni stava realizzando si ispiravano alla chiesa del Buon Pastore dell’oratorio Sirino. Ha partecipato a molti concorsi nazionali e internazionali (uno persino a Mosca) e ha organizzato mostre di icone antiche e contemporanee.

 

12 Gennaio 2015

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