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CREMONA

Invalido, solo e senza lavoro: vive di elemosina dopo 39 anni di contributi

La storia di un 56enne cremonese che lascia senza parole

Invalido, solo e senza lavoro: vive di elemosina dopo 39 anni di contributi

CREMONA - Ha 56 anni ed è invalido al 67 per cento. Ha lavorato per 39 anni, con i contributi sempre pagati. Gli mancano tre anni per andare in pensione. Ma non ha un lavoro, l’invalidità limita giocoforza eventuali prospettive occupazionali (che peraltro non ci sono), così si vede costretto, ogni giorno, a chiedere l’elemosina. Inutile, per ora, la richiesta di aiuto fatta al Comune. Non ha portato a nulla. «Contatti, parole, incontri: alla fine niente di concreto», spiega l’uomo. Così, per tirare avanti, il 56enne presidia gli ingressi dei supermercati e chiede aiuto a chi passa da lì. Il 2015 inizia con un altro caso che lascia senza parole. Una vicenda umana paradigmatica della ‘caduta’ che anche a Cremona vive chi un tempo si reputava al riparo dagli scherzi del destino. Una storia che colpisce al cuore la sensibilità di tanti cremonesi, a cominciare da coloro che per decenni hanno visto quest’uomo lavorare, avere un ruolo attivo nella società.

 

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06 Gennaio 2015

Commenti all'articolo

  • They

    2015/01/07 - 07:07

    Aiutare un italiano non fa notizia, aiutare profughi, immigrati e delinquenti invece si ecco perché politici, istituzioni e associazioni varie se ne fregano dei cittatidini italiani.

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  • Luigi

    2015/01/06 - 18:06

    Cremonesi, diamo una mano al nostro concittadino! Chi conosce il luogo dove quel Signore passa le giornate lo scriva in questi commenti. Basta scrivere la zona o la via del supermercato anche in forma anonima e migliaia di mani anonime sapranno aiutarlo.

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  • Marica

    2015/01/06 - 15:03

    E non credo sia l'unica persona in queste condizioni, possibile che non ci sia un imprenditore che ha una discreta azienda, disposto ad aiutare un ITALIANO? Pagare tre anni di contributi in cambio di una adeguata mansione? E magari fanno la carità, come già scritto da altri, agli immigrati, che avranno sicuramente bisogno, ma NON prima di noi. E' una questione di priorità, non di razzismo. Pensiamoci.....

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  • Alessio

    2015/01/06 - 14:02

    ma al sindaco interessano i profughi...fanno più buonismo

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  • koglione

    2015/01/06 - 13:01

    jobs act, tranquillo, il fanfarone ha la soluzione. è sufficiente avere fiducia e OTTIMISMO. sapessi davanti a quale supermercato è il signore gli darei una mano volentieri, ma non vorrei incontrare il sior ministro (significa servitore) Poletti, quello delle coop che, sicuramente si precipiterà in aiuto del signore. sono, comunque, centinaia di migliaia in italia le situazioni simili, Emerito Koglione.

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