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Lunedì 05 Dicembre 2016

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CASALMAGGIORE

'Sono allenatore di serie D'

A Mattia Formis, 31enne disabile casalese, l’ambito patentino

'Sono allenatore di serie D'

Mattia Formis

CASALMAGGIORE — È stata dura, ma ce l’ha fatta. Mattia Formis, 31 anni, disabile da quando era un bambino di cinque mesi, ha superato l’esame e ottenuto il patentino per fare l’allenatore di calcio sino alla serie D.

«Sono contento, contentissimo. È stato il regalo più bel regalo Natale», dice. Casa a Casalmaggiore e lavoro a Colorno, Mattia contrasse la poliomelite direttamente dal vaccino che gli fu iniettato per via orale nonostante avesse appena terminato una terapia con antibiotici. Quell’errore di un’infermiera lo ha costretto a comminare con le stampelle. Ma non si è perso d’animo e ha sempre preferito guardare non indietro ma al giorno dopo, grazie anche all’affetto della famiglia (il papà Aldo scomparso nel 2010, mamma Elena, i tre fratelli Luca, Marco, Paolo) che non gli ha mai fatto mancare il loro sostegno. In realtà, a bordo campo c’è già andato, ma sempre come allenatore in seconda. Nel 2012 per gli allievi di Pieve san Giacomo e quest’anno per la Polisportiva di Stagno Lombardo, in terza categoria, una società intitolata a Federica Antonioli, una giovane portatrice d’handicap morta in un incidente stradale. Dal 20 settembre al 20 dicembre, tutte le sere dal lunedì al venerdì e il sabato mattina, Mattia ha fatto la spola tra Casalmaggiore e Mantova, dove si è tenuto il corso.

«Era costituito da una parte pratica e una teorica». Le materie spaziavano dalla tecnica calcistica alla psicologia, dalla medicina sportiva alle carte federali. Il tutto affiancato da alcuni stage, sfociati in otto relazioni scritte. «È stato molto pesante, alla fine non avevo quasi più benzina nel serbatoio. Ma ne valeva la pena perché sono partito con lo zaino vuoto e sono tornato pieno di emozioni ed entusiasmo».

Il patentino lo abilita ad allenare tutto il settore giovanile e la Primavera, tutte le prime squadre sino alla serie D e quelle femminile, oltre ad essere il numero due in Lega Pro. «Insieme con me c’erano altri 41 colleghi. Mi sono trovato bene con loro, un gran bel gruppo».

L’aspirante commissario tecnico ha saputo di essere stato promosso alcuni giorni fa, ma sta ancora aspettando («Credo che ci vorranno un paio di mesi») di conoscere in dettaglio il voto riportato. Non è solo una questione di curiosità: raggiunto un traguardo che sembrava impossibile, ne sogna già un altro. A dimostrazione, se servisse un’altra prova, della sua forza d’animo e del suo coraggio. «Il punteggio è importante per poter entrare nel mondo professionistico, ciò che mi piacerebbe fare. Intanto il primo tassello è andato a posto, vediamo quelli che verranno».

Guarda lontano, ma non troppo. «Sono molto contento ma resto sempre con i piedi per terra. Per fare questo mestiere serve, oltre che la passione, tanta ma tanta applicazione. Non mi sento arrivato. Darò il 200 per cento, com’è mia abitudine, per condividere con gli altri, partendo dai miei giocatori (attuali e futuri), tutto ciò che ho imparato in questi due mesi così intensi. Tenterò di andare avanti il più possibile». C’è da credergli.

28 Dicembre 2014

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