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Troppo bravo per l'Italia, Daniele conquista gli Usa

Il curriculum rifiutato a Milano è stata la 'fortuna' del 37enne Daniele Paolo Scarpazza che ha ottenuto nel giro di pochi giornoìi oltre oceano un contratto impensabile per il Belpaese

Troppo bravo per l'Italia, Daniele conquista gli Usa

Daniele Paolo Scarpazza

MADIGNANO - Dalla provincia alla Grande Mela: questa è la storia di Daniele, un giovane cremasco ‘troppo bravo per l’Italia’, che un giorno, mettendo la passione per l’informatica in valigia, ha gettato occhi e cuore oltreoceano. Dove ha trovato la ‘sua’ America. Daniele Paolo Scarpazza — 37 anni, ingegnere informatico originario di Madignano, dal 2006 trapiantato negli Stati Uniti — ha da poco conquistato il Gordon Bell, uno dei massimi riconoscimenti conferiti dalla Association for Computing Machinery ai ricercatori che ottengono risultati importanti nel campo del supercalcolo applicato alle analisi scientifiche e ingegneristiche su larga scala.

 

Daniele ha ottenuto il prestigioso premio insieme ad altri 42 ricercatori del gruppo D. E. Shaw Research di New York, per la creazione della seconda generazione di calcolatori Anton: «Si tratta di supercomputer usati nei processi d’accelerazione di molecole — spiega Scarpazza — candidate a divenire farmaci che combattono malattie come il cancro o il diabete». Il Gordon Bell, tuttavia, è solo la punta dell’iceberg della carriera americana di Daniele.

 

Un percorso professionale che in Italia è ancora impensabile: «Al termine del dottorato al Politecnico di Milano, le prospettive non erano delle più rosee: solo due posti per 39 dottori appena sfornati e i candidati che, a differenza mia, non avevano viaggiato avevano più possibilità di me — racconta il ricercatore — e il mio profilo professionale, così qualificato, non serviva». Nessuno è profeta in patria, si dice. Eppure il ‘rifiuto’ italiano del curriculum di Scarpazza ha rappresentato la sua fortuna: «Ho guardato oltreoceano, all’annuncio di selezione inviato dal mio relatore Fabrizio Petrini, da tempo negli Usa, per un posto al laboratorio nazionale americano dello stato di Washington. Cercavano una figura con competenze specifiche su cui avevo già pubblicato. E sono partito». Quel neo-dottore ‘troppo qualificato’ ha ottenuto, in pochi giorni e a migliaia di chilometri di distanza, un contratto a tempo indeterminato, trasporto pagato, benefits, stipendio di gran lunga superiore a quello di un dottorando italiano.

 

La scalata al successo è stata in realtà una strada tutta in discesa: Scarpazza firma diverse pubblicazioni e riesce a farsi notare; per lui si aprono le porte di Ibm — colosso dell’informatica di New York — e con il gruppo BlueGene ottiene la National Medal of Technology and Innovation dal presidente Barack Obama, nel 2009. Una settimana fa, il Gordon Bell e un futuro nell’informatica a servizio della finanza. «Torno a casa quando posso, ma il mio avvenire è qui. Leggo spesso con afflizione le notizie dall’Italia sullo stato dell’economia, dell’occupazione, della ricerca. Consiglio ai giovani di esplorare possibilità all’estero appena possono».

 

[Conosci giovani talenti della provincia di Cremona che hanno raggiunto l’eccellenza in campo universitario, professionale, sportivo o culturale? Segnalaci la loro storia scrivendo a sito@laprovinciacr.it o pgualandris@cremonaonline.it]

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

01 Dicembre 2014

Commenti all'articolo

  • They

    2014/12/03 - 07:07

    In Italia dobbiamo pensare a mantenere extracomunitari, ROM e galeotti (anche questi per il 70% stranieri)

    Rispondi

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