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Rava e Battiato 'round midnight'

Rava e Battiato 'round midnight'

A cavallo di mezzanotte. Sul crinale che separa eppure unisce letteratura e musica. L’ultima, lunga nottata delle Corde dell’Anima brilla di scintille emotive scoccate dalla collisione tra opposti mossi da una forza aggregante e creativa. Tra il vecchio giorno e quello nuovo. ‘Round Midnight. Come il titolo dell’immortale standard jazz composto da Thelonius Monk che risuona in piazza del Comune attraverso la tromba magica di Enrico Rava. Un’improvvisazione torrenziale — con l’accompagnamento pianistico di Andrea Pozza — che avvolge la platea straripante in un abbraccio sonoro. Che scatena scrosci di applausi. Rava, in scena, indossa la doppia veste di musicista e scrittore: miliardi di note suonate in giro per il mondo condensate nel libro Incontri con musicisti straordinari, raccolta di storie incredibili che ripercorre cinquant’anni di musica. Al suo fianco un narratore di professione come Arne Dahl, sul palco per presentare la sua ultima fatica letteraria, Brama, un grumo di suspense mozzafiato. Un popolare autore di noir e una leggenda della musica l’uno accanto all’altro per spiegare non solo la comune passione per il jazz, ma anche per dare voce e suono ad un legame sotterraneo fra storie maledette: fiction sanguinose che si riverberano in biografie spesso drammatiche. La relazione fra romanzo giallo e jazz svela anche precise attinenze formali: «L’interplay per cui composizioni complesse scaturiscono spesso da intuizioni semplici è a suo modo la rappresentazione di una democrazia ideale» dichiara Rava incassando battimani d’approvazione; di rimando, Dahl spiega che i suo romanzi prendono vita in «un flusso di scrittura contenuto negli argini della struttura» perché «sono proprio gli spazi ristretti ad offrirci il massimo della libertà». Il gioco di riflessi e risonanze si prolunga oltre l’incontro stesso. Perché quando Dahl cita Shakespeare come sua principale fonte di ispirazione (consigliando al pubblico di leggere il Macbeth, opera che di noir ha davvero molto...) il pensiero della folla corre già verso il Bardo nominato da Franco Battiato — l’ospite più atteso dell’intero festival – nel titolo del suo nuovo documentario. Un’anteprima che consegna al pubblico un Battiato più che mai guru, sprofondato in una spiritualità assoluta: poche e secche le parole che introducono Attraversando il Bardo, indagine sul concetto di morte — tra il rigore dell’analisi storica e la forza evocativa del linguaggio poetico (in parole e musica) — così come si è sviluppato nei secoli in seno a tradizioni culturali distantissime tra loro e tuttavia accostate dal maestro catanese secondo una modalità sincronica che fa luce su analogie insospettabili e corrispondenze nascoste tra le pieghe della storia. Perché nella notte delle antitesi che si fanno sintesi le discontinuità si trasformano in cerniere e la morte pare incredibilmente somigliare alla vita. L’afflato spirituale che sospinge Battiato è lo stesso che anima l’arte di Juri Camisasca: l’ex monaco — legato a Battiato da una lunga amicizia e da una proficua collaborazione — sprigiona forze mistiche su armonie dense di sacralità. Che si specchiano nei marmi di una Cattedrale mai così celeste.

Riccardo Maruti

02 Giugno 2014

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