il network

Sabato 10 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione

Blog


Teresa De Sio infiamma il Ponchielli

Teresa De Sio infiamma il Ponchielli

«Contro il pensiero unico che ci ha oppresso in questi anni pratico il brigantaggio intellettuale. A tutte le brigantesse e i briganti riuniti qui stasera»: esordisce così Teresa De Sio dal palco del Ponchielli cantando la sua Brigantessa e dando il via al suo raccontarsi in musica, a colloquio con Stefano Salis. Doveroso il saluto a Salvatore Niffoi, bloccato nella sua Sardegna dallo sciopero dei trasporti. E in un teatro che brulica, che si fa piazza in un andare e venire leggero e fresco Teresa De Sio porta il calore del Mediterraneo e si lega indissolubilmente al flamenco dell’incontro con Idelfonso Falcones, nel segno di una comune koiné musicale e culturale. E ciò non solo perché il primo pezzo prevede l’uso delle nacchere. C’è il mondo del Sud, c’è l’arte di comporre canzoni di Matteo Salvatore colui che con Domenico Modugno seppe unire canzone popolare e poesia. Canta De André Teresa De Sio e conferma come il ‘mare nostrum’ sia un mare che unisce e dà identità, liquida, fluente ma sempre riconoscibile. Teresa De Sio racconta le canzoni e — incoraggiata da Salis — parla del suo essere scrittrice, autrice del romanzo Metti il diavolo a ballare, pubblicato da Einaudi, e dedicato alla Taranta. Profonda conoscitrice delle radici musicali del suo Sud, Teresa De Sio scinde con eleganza argomentativa i due ruoli e i due generi: la canzone e il romanzo: «La canzone è il luogo per eccellenza della sintesi, in tre minuti devi fotografare la tua intimità e renderla in modo tale che possa essere condivisa dagli altri — ha spiegato —. Il romanzo è il luogo dell’analisi. La canzone per me è movimento, il romanzo è il luogo della sosta, in cui il lettore e il narratore si possono prendere il tempo che vogliono». E ciò che comunica Teresa De Sio è una competenza e un sapere che sa essere diretto, profondo ma anche altrettanto comunicabile. E per capirlo basta che affermi come la musica per lei sia corpo: «La melodia corrisponde ai lineamenti del viso, l’armonia al carattere, il ritmo è lo scheletro del nostro essere nel mondo . Senza il ritmo non potremmo sentirci vivi». E questa vitalità Teresa De Sio la sa trasmettere insieme alla spontaneità: «Non posso dire di aver scritto il primo romanzo con fatica, dolore, anzi l’ho scritto in cinque mesi ed è stata una delle esperienze più divertenti della mia vita. E tutto questo dopo che inizialmente avevo detto no all’editor di Einaudi che mi chiese di trasformare un mio racconto in quello che sarebbe diventato Metti il diavolo a ballare. Chi mi sta facendo vedere i sorci verdi è il mio secondo lavoro che sto per ultimare». Parole e canzoni dal brano Una samba, liberamente ispirato alle liriche di Octavio Paz , le canzoni Tutto cambia e Rodianella pongono la firma ritmata e mediterranea su un incontro che il Ponchielli applaude e segue con attenzione, piazza metaforica di una città che si nutre di parole e musica, una città che non per niente ha dato i natali a Claudio Monteverdi.
Nicola Arrigoni

31 Maggio 2014

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000