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Lunedì 24 Settembre 2018

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8 Aprile

Disastro dei treni. La questione è politica.

Il 'report' segreto di Trenord: numeri di una gestione disastrosa

E’un altro centrodestra quello che oggi governa la Lombardia rispetto alla coalizione forzista-leghista a guida formigoniana in Regione e a trazione berlusconiana a Roma. Tutt’altro stile e un sano pragmatismo caratterizzano il modo di lavorare del neo governatore Attilio Fontana, a giudicare dalle sue mosse iniziali. Mercoledì scorso, al suo debutto, la giunta ha deliberato la riduzione del ticket sanitario e l’aumento del numero delle famiglie che potranno beneficiare dei nidi gratis. Il primo provvedimento alleggerisce la pressione fiscale con la riduzione del 50% del ticket da versare per ogni prestazione: l’esborso massimo scende da 30 a 15 euro. Il secondo provvedimento, deliberato con un’apposita variazione di bilancio, riguarda l’ampliamento della platea di famiglie esonerate dal pagamento degli asili, esteso a circa 1.200 nuclei. Nel 2011, mentre la Francia decideva di raddoppiare i nidi per incoraggiare le coppie a fare figli allo scopo di frenare il calo demografico, l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi invitava le donne italiane a sposare un uomo ricco che consentisse loro di starsene a casa ad accudire la prole. Qualcuno ricorderà, a tal proposito, la scrittrice e regista Cristina Comencini stracciarsi le vesti in piazza e strillare dai microfoni contro il Cavaliere che calpestava il diritto delle donne al lavoro e se ne infischiava delle pari opportunità. Una maggiore attenzione al sociale rispetto alle amministrazioni precedenti è emersa anche durante il quinquennio maroniano.Le prime delibere del nuovo esecutivo regionale si collocano nel solco della continuità col passato recente. Sappiamo che in politica anche i numeri sono opinabili e si prestano a interpretazioni anche di segno opposto. Perciò è nel gioco delle parti che Fabio Pizzul, capogruppo del Pd in consiglio regionale, definisca ingannevole la comunicazione della giunta sulla riduzione del superticket sanitario. Ben venga il taglio ma senza trionfalismi, commenta l’esponente dem, secondo il quale non ci sarà alcun dimezzamento perché gli esami non costeranno più fino a 66 euro ma fino a 51, mentre quelli inferiori resteranno invariati. Saranno i cittadini a giudicare qual è la lettura corretta del provvedimento e di che entità saranno i benefici che ne deriveranno. Una cosa è certa: uno degli impegni presi dal centrodestra durante la campagna elettorale è stato prontamente mantenuto. Il che fa sperare che si passi dalle parole ai fatti anche su un altro fronte, quello del trasporto ferroviario, che resta incandescente. Le due linee principali che attraversano e servono, si fa per dire, la provincia, quelle da Crema e da Cremona per Milano, seguitano a versare in condizioni disastrose. A marzo quattro corse della Milano-Mantova hanno accumulato ritardi compresi tra i 10 e i 13 minuti e sono risultate tra le diciotto più disastrate della Lombardia. Anche peggiore è la situazione sulla Crema-Treviglio-Milano dove il tragico deragliamento del 25 gennaio a Pioltello non ha ancora indotto Trenord e Trenitalia a garantire su quella linea livelli accettabili di sicurezza. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione dei pendolari non sono stati i ritardi tra i 20 e i 45 minuti accumulati mercoledì sera da due treni che tornavano da Milano, ma aver dovuto attraversare a piedi i binari esterni della stazione di Crema, con tutti i rischi del caso. E’ solo l’ultimo e il più clamoroso dei disagi patiti dai viaggiatori di questa sciagurata tratta, tra ritardi, cancellazioni e coincidenze saltate. Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni pongono Fontana di fronte a questa situazione insostenibile. Il primo chiede un confronto in Regione esteso a Trenord e a Rfi sul trasporto ferroviario. L’altro ha presentato un’interrogazione all’assessore ai Trasporti Claudia Terzi sui disservizi della Cremona - Crema - Treviglio - Milano.
E’ chiaro che finora è mancata la volontà politica di dotare il sud Lombardia di linee e convogli degni della più ricca e avanzata regione d’Italia e d’Europa. Volontà politica che invece si è imposta nella decisione di ridurre i ticket sanitari. Basta coi treni da terzo mondo. E’ il momento di voltare pagina.

09 Aprile 2018