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Domenica 19 Agosto 2018

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11 Febbraio

Treni locali e Italo un divario vergognoso

Si scatena in treno, preso e processato

Adesso sappiamo quanto vale la società ferroviaria italiana Ntv, venduta al fondo americano Global Infrastructure Partners: 2,5 miliardi di euro e utili milionari per i soci. Non dobbiamo lamentarci quando arriva un investitore straniero perché ciò dimostra la validità del nostro patrimonio, in questo caso industriale. Siamo un Paese aperto, al contrario dei nostri principali partner europei. Basti pensare alla vicenda di Stx Fincantieri, bloccata dall’Eliseo sulla porta di casa di Naval Group. I francesi hanno trasformato quell’acquisizione legittima in un attentato all’integrità dello Stato e ne hanno fatto una questione nazionale. Ben diverso fu l’atteggiamento del governo italiano quando i transalpini si presero Galbani e poi Parmalat a prezzo di saldo. Questa cessione vede la consacrazione mondiale del made in Italy, ma rende al contempo ancora più stridente il divario tra quell’eccellenza e il degrado e l’arretratezza di alcune linee secondarie. Milano-Cremona-Mantova, Brescia-Cremona e Brescia-Casalmaggiore-Parma non macinano utili. Valgono zero. Non troveranno mai acquirenti. Sono improduttive e non svolgono più nemmeno la funzione sociale di garantire la mobilità a chi non usa l’automobile. E’ fantascienza sperare che qualcuno sarà mai interessato a rilevare Trenord, la società a responsabilità limitata partecipata in quote paritarie da Trenitalia e da Ferrovie Nord Milano e costituita per operare nel settore del trasporto ferroviario passeggeri della Lombardia. Siamo nella regione più ricca d’Italia, non nel Molise. Viaggiamo su una delle quattro locomotive europee ma i nostri treni sono da terzo mondo.I nostri concorrenti sono il Rodano-Alpi, la Catalogna e il Baden Wurttemberg. Su tutto il territorio lombardo il servizio ferroviario dovrebbe funzionare ai massimi livelli qualitativi invece rientrano in un’inaccettabile normalità i ritardi, le cancellazioni, i guasti, la sporcizia e talvolta anche le aggressioni ai controllori. A questo elenco di magagne ora si aggiungono il disastro e i morti. Non è più tollerabile che ogni giorno si manchi di rispetto ai pendolari. Lavoratori e studenti sono trattati alla stregua di pacchi postali. Le condizioni di viaggio sono spesso pessime e sulle tratte nostrane la puntualità è una variabile indipendente, non un requisito essenziale del servizio. La tragedia di Pioltello è costata moltissimo. E’ un prezzo che non si sconta solo con l’esito del contenzioso tra Trenord e Ferrovie dello Stato sulle responsabilità e che non si esaurisce nelle cause che seguiranno. Non ci troviamo di fronte a una tragica fatalità. La vicenda non deve terminare con l’incriminazione dei responsabili e la loro condanna e col compromesso tra le compagnie assicurative. Il sacrificio di tre vittime e il ferimento di centinaia di persone devono segnare una svolta nella politica dei trasporti ferroviari in Lombardia. Ancora di più adesso che la bandiera a stelle e strisce sventola sui treni rosso bordeaux di Ntv, è un pugno in faccia il confronto tra l’alta velocità degli Italo e dei Freccia Rossa e l’andamento lento e incerto di molti dei treni in funzione da queste parti. Il presidente Luca Cordero di Montezemolo e l’amministratore delegato Flavio Cattaneo manifestano tutto il loro entusiasmo per la crescita e lo sviluppo che si prospetta per l’azienda che hanno creato e ceduto. Buon per loro che hanno monetizzato e per chi lavora in Ntv. Ma è arrivato il momento di riequilibrare in termini di interesse e investimenti i rapporti tra i treni super veloci e quelli con destinazioni periferiche. Attilio Fontana, candidato del centrodestra alla presidenza della giunta regionale lombarda, ha promesso che farà i conti con Trenitalia. Se lo Stato continuerà a non spendere, Trenord è pronta a farsi carico di tutte le linee sulle quali ora divide la competenza con le FS. L’amministratore delegato delle Ferrovie, Renato Mazzoncini, vuole fare altrettanto. Propone infatti di subentrare a Trenord. Il conflitto è destinato a mantenere l’immobilismo. Non si investirà e la situazione peggiorerà. La soluzione deve essere politica. Mancano tre settimane alle elezioni e chiediamo un impegno ai candidati e ai loro partiti. Non ci interessa chi gestirà le nostre linee. Ci interessa che qualcuno lo faccia. 

12 Febbraio 2018