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Sabato 22 Settembre 2018

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24 dicembre

FERROVIERE LICENZIATO
I SILENZI DELLA SINISTRA

FERROVIERE LICENZIATOI SILENZI DELLA SINISTRA

Un capotreno viene licenziato per avere insultato un passeggero sprovvisto di biglietto, che alla richiesta di provvedere al pagamento malmena il malcapitato, lo insulta, lo scaraventa a terra e lo deruba del tablet e del pos. Forse Trenord, che ha troncato il rapporto, pretendeva che il suo dipendente subisse senza fiatare l’aggressione. O forse non approva l’eccesso di zelo di un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni che insiste nel pretendere il rispetto delle regole e perde le staffe di fronte alle intemperanze di un energumeno, tra l’altro con precedenti penali per resistenza. Quella che vede coinvolto il capotreno Stagnati Corrado da Cremona è una storia grottesca, al limite del paradosso. E’ il classico caso del padrone che morde il cane e scontata è la ridda di commenti che si moltiplicano in queste ore, tutti sdegnati per la decisione dell’azienda e di sostegno al ferroviere. A restare disoccupato è un giovane che ama il suo lavoro. Spera di tornare in servizio. Auspica il reintegro non per prendersi la giusta rivincita sull’azienda, ma perché sin da bambino sognava un lavoro sui treni. Quando ha vinto il concorso ha toccato il cielo con un dito. Se non si considerano i risvolti umani, non si capisce fino in fondo dove un mite dipendente pubblico abbia trovato il coraggio di affrontare un uomo di ben altra stazza e dall’aspetto minaccioso, come appare dal video ripreso e postato su Facebook da una passeggera sanzionata perché senza biglietto, che si è vendicata tagliando le immagini in cui il capotreno viene ingiuriato e minacciato dal suo aggressore.

Elemento non secondario è il colore della pelle dell’energumeno. Se non si fosse trattato di un africano, il ferroviere non sarebbe stato accusato di razzismo, un addebito che per Trenord motiva il licenziamento ma che non tiene conto della concitazione del momento e delle alterate condizioni psicologiche ed emotive della vittima dell’aggressione. Il politicamente corretto sotteso alla decisione delle Ferrovie di infliggere una punizione definitiva ed esemplare a un suo funzionario è il vero razzismo. E’ parte di un processo strisciante di auto colpevolizzazione che ha reso l’Italia inerme di fronte agli immigrati e che sfocia nelle condanne assurde per eccesso di legittima difesa di cittadini che si sono trovati faccia a faccia coi ladri in casa e che hanno sparato senza sapere se il malvivente era armato di una scacciacani o di una pistola vera. L’aggravante è il malinteso senso dell’accoglienza che esaspera l’italica propensione al permissivismo. Si concede agli stranieri più di quanto si è disposti a tollerare dai connazionali. Si cede su tutto, anche sul rispetto delle regole fino al punto da ignorare l’articolo 7 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza davanti alla legge. Non merita il licenziamento ma un encomio il capotreno che ha osato, a suo rischio e pericolo, imporre il rispetto di quelle regole delle quali tutti si riempiono la bocca ma che molti calpestano impunemente. Avrebbe dovuto fare spallucce di fronte al rifiuto dell’immigrato e ignorare le minacce come fanno alcuni suoi colleghi abitualmente? E’ un incitamento al menefreghismo e alla deresponsabilizzazione, due tra i tanti guai che più ci affliggono. Bisogna considerare un altro aspetto, squisitamente politico. I partiti di centrodestra in Regione sono insorti e hanno fatto quadrato attorno al ferroviere licenziato. E la sinistra? Tace. E’ un silenzio assordante, come si usa dire oggi. E’ singolare che partendo dal Pd e arrivando a Liberi e Uguali, nessuno dei partiti che fanno della difesa dei diritti dei lavoratori una bandiera sia intervenuto contro un licenziamento supportato da motivazioni quanto meno discutibili. Non si meraviglino del crollo dei consensi che si profila alle prossime elezioni se si ritirano dagli ambiti e rinunciano ai temi che erano loro congeniali. Il politicamente corretto del quale la sinistra si è impossessata sino a restarne imprigionata è una delle cause, non l’unica, dell’emorragia di iscritti e di voti e fa la fortuna dei neo demagoghi che fiutano l’aria e volano nei sondaggi. Chi è causa del suo mal....

27 Dicembre 2017

Commenti all'articolo

  • Fabio

    2017/12/30 - 11:11

    Trenord ha fatto letteralmente SCHIFO!!!!! Per farsi vedere politicamente corretta non ha neanche considerato la provocazione di quell'energumeno, ben noto per le sue intemperanze, ma solo la reazione del capotreno. Se lo avesse fatto a uno di pelle bianca non sarebbe successo niente, ma, visto che appartiene alle risorse care alla nostra Signora Presidente della Camera e a tutta la sinistra radical-chic, non si esprime neanche una parola di condanna: penso invece che godano a sapere che un lavoratore (che invece loro dovrebbero difendere) abbia perso il suo posto di lavoro per questa riprovevole, secondo loro, azione! Speriamo che gli Italiani il 4 Marzo si ricordino di tutte queste cose!

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