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Domenica 11 Dicembre 2016

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FIERA DEL BOVINO

Suinicoltura, settore vicino al crack

Iniziati gli Stati Generali della Suinicoltura nell'ambito delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona e presentate le proposte di Assosuini per il rilancio del settore: creare un Direttivo Nazionale, rendere oggettive le valutazioni delle carcasse in autofom, e introdurre il bollino Carne Italiana 100%

MAIALI SUINI

CREMONA - Il sistema suinicolo nazionale è vicino al crack: è un vero e proprio grido di dolore quello che si è alzato questa mattina dal tavolo degli Stati Generali della Suinicoltura, organizzato nella cornice delle Fiere Zootecniche Internazionali ospitate da Cremonafiere.

Un  dato su tutti spaventa l’intera filiera: “Il Prosciutto Crudo di Parma, vanto assoluto dell’agroalimentare italiano, perde  ogni anno 700mila unità nel mercato interno – ha spiegato il presidente di Assosuini Elio Martinelli –; i consumi all’estero sono sì positivi, con un incremento annuo di 100mila pezzi,  ma questo non basta a scongiurare il concreto pericolo di fallimento del settore”. Parole dure ed inequivocabili. Le contromisure sono pronte, ma la loro attuazione dovrà scontrarsi con uno status quo ormai incancrenito: il ‘piano di salvezza’ presentato da Assosuini è stato applaudito sia dall’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava che dal presidente nazionale di Federconsumatori Rosario Trefiletti, che, tuttavia, non hanno mancato di evidenziare come l’eccessiva frammentazione delle rappresentanze costituisca un ostacolo forse inscalfibile.

La proposta, infatti, prende le mosse da una precisa esigenza: quella di creare un Direttivo Nazionale della suinicoltura in grado di armonizzare le molteplici e contrastanti voci all’interno della filiera dando vita, così, ad unico soggetto autorizzato ad agire a livello istituzionale. Il progetto di Assosuini si fonda, poi, su altri due punti fondamentali: da un lato la valutazione oggettiva delle carcasse (e delle cosce in particolare) in autofom attraverso la costituzione di una società finanziata dagli allevatori e garantita dal Ministero dell’Agricoltura che ridurrebbe i costi a 30 euro al camion (per una capacità di 140 capi); dall’altro l’introduzione di un bollino – denominato “Carne Italiana 100%” – per lottare efficacemente contro la contraffazione e trasformare gli attuali avversari in potenziali clienti.

“Le proposte degli allevatori vanno assolutamente condivise, anche se sono certamente complicate da mettere in atto – ha commentato Trefiletti –, soprattutto perché l’istituzione di un unico interlocutore richiede il superamento di logiche paludate. Le sfide da affrontare pretendono uno spirito battagliero: l’implemento dell’export, ad esempio, deve passare attraverso lo sviluppo di vere infrastrutture di intermediazione ed, inoltre e la modifica di certi regolamenti (vergognoso soprattutto quello sul prosciutto cotto!) esigono una lotta strenua. Ma quel che più conta è il contrasto di certe pratiche lobbistiche negli uffici Bruxelles, che favoriscono puntualmente le industrie del Nord-Europa”.

L’assessore Fava ha ampliato il respiro della riflessione: “Anzitutto è vitale ottenere le autorizzazioni per l’export mediante la regionalizzazione delle certificazioni: Roma deve necessariamente abbandonare certe prospettive centralistiche. Inoltre non è più possibile tollerare il Sistema di Qualità Nazionale: una colossale stupidaggine. Quanto all’innesco di dinamiche di mercato virtuose, non si può prescindere dall’istituzione di un fondo straordinario per far fronte alla crisi, eppure in un anno di pressing non ho ancora ottenuto alcuna risposta”. In coda, un plauso all’ambiziosa iniziativa di Assosuini: “La nomina di unico portavoce delle esigenze di settore sarebbe una mossa assai utile non solo per il sistema, ma anche per la politica”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

23 Ottobre 2014

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